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pubblicato il 17 febbraio 2010

Niente incentivi auto nel 2010

Scajola lo ha confermato. Sostegno solo a innovazione e ricerca

Niente incentivi auto nel 2010

Il dietrofront del governo sul rinnovo degli incentivi auto nel 2010 è ufficiale. Il ministro dello Sviluppo economico, Caludio Scajola, che nei giorni scorsi aveva espresso la propria contrarietà alla manovra, ha detto, durante l'informativa al Senato sulla questione dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, che "il governo ha ritenuto che anche in Italia sia giunto il momento di tornare alla normalità del mercato dell'auto, non rinnovando gli incentivi e intensificando invece il sostegno alla ricerca e all'innovazione".

Una doccia fredda per il mercato dell'auto in Italia (che vale l'11% del PIL) che arriva dopo mesi di attesa in cui gli ordini nelle concessionarie sono precipitati. Gli automobilisti stavano aspettando gli incentivi 2010, promessi per la fine di gennaio e già pronti nel loro schema. Una bozza comunicata la scorsa settimana che sembrava confermare un rinnovo di portata inferiore rispetto ai bonus del 2009 e disponibile solo fino a giugno, ma comunque un rinnovo.

Invece per Scajola "gli incentivi, per loro natura eccezionali e dunque temporanei, non possono divenire la 'regola' con cui assicurare uno sviluppo stabile e duraturo al settore". "Credo - ha aggiunto in un'intervista a Sky - che la normalità del mercato sia importante altrimenti ci ritroveremmo paradossalmente che se gli incentivi proseguissero anche nel 2010 poi nel 2011 non si venderebbe neanche un'auto. Avendolo deciso per tempo e in maniera chiara diamo chiarezza a chi vuole acquistare un'auto". Gli incentivi sono per Scajola, solo "un modo per rinviare il problema, non per risolverlo". Inutili quindi, almeno per il momento, gli appelli dei concessionari, dei costruttori esteri e delle associazioni di categoria come Federmetano, i quali prevedono, senza incentivi, un crollo del mercato.

Anche l'amministratore delegato del Gruppo Fiat, Sergio Marchionne, ha previsto che "senza gli incentivi nel mercato italiano saranno vendute 350mila auto in meno rispetto l'anno scorso", ma Fiat è stato finora l'unico costruttore ad affermare che rinuncerebbe ai bonus. Una posizione di cui il governo si è detto "lieto" per voce del ministro Scajola, che oggi ha ammonito chi ritiene la questione incentivi connessa a quella di Termini Imerese dicendo: "Sarebbe sbagliato collegare la questione degli incentivi al mantenimento di singoli insediamenti produttivi perché questo è contrario non solo alla logica economica, ma anche alle norme europee".

"Tutta Europa - ha detto - si sta orientando ad uscire dagli incentivi per l'auto" e il governo "ha pensato che le poche risorse disponibili debbano andare a quei settori che soffrono dalla crisi, uscendo dall'auto". Entro febbraio, quindi, il governo varerà un nuovo piano di incentivi per i settori più colpiti dalla crisi, come quelli di elettrodomestici, mobile e infrastrutture per la nautica. "Abbiamo diverse ipotesi e valutiamo le risorse disponibili perchè il governo non vuole aumentare le tasse", ha aggiunto, ammettendo di averne "ragionato con il Presidente del Consiglio e con il Ministro dell'Economia".

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Tag: Mercato , incentivi


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