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Attualità

pubblicato il 16 febbraio 2010

Toyota davanti al Congresso USA

Parlerà il responsabile USA. Alcuni deputati vorrebbero il presidente Toyoda

Toyota davanti al Congresso USA

La contromossa al calo di popolarità di Toyota è pronta. Con le vendite di gennaio in picchiata del 19% di fronte ad un mercato in crescita del 6%, il costruttore giapponese negli USA deve riconquistare la fiducia di clienti abituati da anni a pensare alle auto giapponesi come fra quelle più affidabili sul mercato. Alle aggressive politiche dei marchi americani, che hanno approfittato della situazione offrendo sconti in lungo e in largo a clienti e potenziali tali di Toyota (supervalutazione dell'usato, rimborso a chi ha già versato una caparra, forti sconti, etc), la Casa nipponica sta rispondendo con forza sul campo della comunicazione, anche perchè 8,5 milioni di auto richiamate, la più grande campagna da 70 anni a questa parte, hanno lasciato un segno pesante anche in Borsa.

La mossa risolutiva ai guai di acceleratore e ABS deve però ancora arrivare. Alcune fonti vicine al marketing della Casa giapponese dicono che tra le opzioni ci sono il varo di una garanzia "extralong", oppure l'offerta ai propri clienti di incentivi senza precedenti, in ogni caso qualcosa di eclatante. Per il momento il processo di riabilitazione della reputazione si sta svolgendo tramite i mass media: prima è stato il presidente Akio Toyoda a scusarsi pubblicamente in un messaggio ufficiale, poi è tornato a farlo con un editoriale ospitato sulle colonne del Washington Post in cui Toyoda sottolinea che "l'80% delle Toyota vendute negli Stati Uniti negli ultimi 20 anni sono ancora in circolazione". Inoltre ci sono già tre lettere aperte ai clienti pubblicate sulle maggiori testate USA ed è da qualche giorno in onda uno spot TV intitolato "Impegno".

Sono risposte mediatiche ad una partita che si gioca anche sul piano politico, perchè come tutte le attività economiche statunitensi ci sono interessi diversi da una parte e dall'altra dello schieramento e perchè di mezzo ci sono oltre 172.000 americani che lavorano per Toyota. Il 24 febbraio davanti al Congresso comparirà il numero uno di Toyota Nord America Yoshimi Inaba, che dovrà chiarire tutta la vicenda richiami davanti ai rappresentanti, qualcosa che ricorda le recenti audizioni dei capi di General Motors e Chrysler ai tempi della bancarotta. E come allora c'è qualche deputato vorrebbe parlare direttamente con Akio Toyoda, che ha già pianificato una visita negli Stati Uniti per incontrare i suoi uomini e si troverebbe così sotto il fuoco dei lobbysti schierati dalla parte dei costruttori americani.

Mentre si moltiplicano le denunce ai danni del Costruttore giapponese da parte di clienti che si ritengono danneggiati dai difetti, veri o presunti, delle loro auto, una statistica diffusa da Edmunds.com rimette tutta la faccenda sotto un'altra luce: Toyota infatti si trova solo al 17esimo posto nella classifica dei reclami presentati alla NHTSA negli ultimi dieci anni in rapporto alla quota di mercato. Dietro, e di molto, a Chrysler che è settima, a Ford che è decima e a General Motors che è undicesima.

Toyota Commitment TV commercial

Anche attraverso la TV Toyota cerca di riconquistare la fiducia degli automobilisti statunitensi dopo il maxi-richiamo per i guasti all'acceleratore.

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Tag: Attualità , Toyota , richiami


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