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pubblicato il 15 febbraio 2010

Incentivi auto: i costruttori esteri scrivono al Governo

L'UNRAE a Berlusconi: "rappresentiamo lo 0,4% del PIL, ascoltateci"

Incentivi auto: i costruttori esteri scrivono al Governo

La questione incentivi 2010 finora è stata dominata dal dialogo a distanza fra Fiat da una parte e Governo dall'altra sul destino di Termini Imerese. Adesso a prendere la parola sono gli altri Costruttori, le Case straniere rappresentate dall'UNRAE, che si sono rivolte a Silvio Berlusconi in una lettera indirizzata anche al Sottosegretario e ai Ministri dello Sviluppo Economico e dell'Economia sull'ipotesi non voler rinnovare gli incentivi alla rottamazione.

Se infatti il Lingotto è pronto a rinunciare ai bonus, le Case estere che oggi rappresentano il 70% del mercato italiano avvertono che sono a rischio 10.000 posti di lavoro, 800 milioni di IVA e lo 0,4% del PIL, pari a ben 4,6 miliardi di euro. "Dopo aver assistito in questi ultimi tempi al "botta e risposta", apparso su tutti i giornali, tra gli esponenti di Governo e il Costruttore automobilistico nazionale, devo rilevare con vivo disappunto e rammarico come non si sia tenuto conto anche degli altri Costruttori presenti in Italia", scrive il Presidente Loris Casadei, che aggiunge "Come più volte evidenziato alle Istituzioni competenti i dati degli ordini sono oggi fortemente negativi e, in assenza di incentivi, il mercato automobilistico subirà una flessione di 350.000 unità, come del resto già evidenziato anche dal Costruttore nazionale".

"Riteniamo necessario - conclude il Presidente dell'UNRAE - che l'Esecutivo valuti con urgenza l'introduzione di provvedimenti a sostegno delle Reti commerciali, nonché misure più strutturali quali la revisione della fiscalità dell'auto, con particolare riferimento alle auto aziendali, e forme che promuovano la mobilità sostenibile ed eco-compatibile, unitamente ad una sempre maggiore sicurezza della circolazione degli autoveicoli".

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Tag: Mercato , immatricolazioni , incentivi


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