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pubblicato il 12 febbraio 2010

Marchionne scrive a Scajola su Termini Imerese

Fiat "pronta a collaborare". Il ministro "confida in una soluzione positiva"

Marchionne scrive a Scajola su Termini Imerese

I toni su Termini Imerese si distendono. Almeno a livello istituzionale. A pochi giorni dal dibattito in Senato sulla sorte dello stabilimento di Fiat in Sicilia, che cesserà di produrre le auto del Lingotto a partire dall'anno prossimo per via degli elevati costi logistici, l'amministratore delegato, Sergio Marchionne, ha scritto una lettera al ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola. "Vorrei innanzitutto esprimerLe l'apprezzamento mio personale e quello di tutta la Fiat per lo spirito di collaborazione con cui si sta affrontando il futuro dei lavoratori di Termini Imerese", apre il manager italo canadese che arriva subito al punto: la questione sociale.

Di operai nello stabilimento siciliano ce ne sono 1.350 (senza contare l'indotto) e da mesi la protesta, che ha persino portato una decina di dipendenti della Delivery Mail a rimanere una settimana sul tetto della fabbrica, continua senza tregua. Dopo gli appelli del Comune di Termini Imerese, la discesa in campo della Regione Sicilia e lo sciopero generale di tutti gli stabilimenti del Gruppo torinese c'è stato anche l'appello del Papa, che durante l'Angelus ha chiesto alla Fiat di garantire il lavoro. In questo contesto si inseriscono le parole di Marchionne a Scajola: "Desidero ribadire con forza che l'obbiettivo al quale lavoriamo ci vede uniti in uno sforzo comune: favorire la creazione di un progetto alternativo che sia serio e credibile e che dia prospettive occupazionali durature a tutti i nostri lavoratori. A questo scopo la Fiat intende assumere pienamente la propria parte di responsabilità. Abbiamo annunciato la decisione su Termini con trenta mesi di anticipo proprio per lasciare un ampio margine di tempo al necessario processo di riconversione".

A questo propostito, il manager crede "che il ruolo del Gruppo di Lavoro creato dal Ministero sia di importanza fondamentale per individuare la migliore soluzione possibile quando cesserà la produzione di automobili a fine 2011". "Le confermo la nostra totale disponibilità a collaborare come già sta avvenendo nel Gruppo di lavoro in corso al Ministero per valutare, nel rispetto dei reciproci ruoli, il tipo di supporto che il Gruppo Fiat può dare in relazione alle diverse iniziative che verranno presentate al tavolo - continua l'ad - Siamo anche pronti a mettere a disposizione lo stabilimento a fronte di un piano che vada nella direzione da tutti auspicata, quella del mantenimento dei posti di lavoro. So che le Organizzazioni sindacali considerano prioritarie, tra le varie alternative possibili, quelle iniziative industriali che abbiano una spiccata vocazione automobilistica. Colgo questa occasione per assicurarle che la disponibilità e la collaborazione della Fiat saranno le stesse, anche in questa eventualità".

Toni rassicuranti che dissolvono l'atmosfera di tensione che alcuni potrebbero dire di aver respirato dopo il vertice a Palazzo Chigi, dove Sergio Marchionne era assente. Immediata la risposta del ministro. "Apprezzo l'impegno del Gruppo Fiat ribadito nella lettera del dottor Marchionne", ha commentato Scajola, ricordando che "il Gruppo di Lavoro del Ministero, coadiuvato dall'advisor Invitalia, sta esaminando in stretta collaborazione con la Regione Siciliana la decina di manifestazioni di interesse già pervenute ed è pronto ad accoglierne di nuove. Abbiamo a disposizione il tempo sufficiente per studiare una soluzione seria, in grado di assicurare al polo di Termini Imerese un futuro industriale e occupazionale. Confido in una soluzione positiva", ha concluso.

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Tag: Attualità , Fiat , lavoro


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