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pubblicato il 10 febbraio 2010

Gli incentivi auto 2010 si allontanano

Scajola ne ribadisce il non rinnovo e si registrano i primi malumori

Gli incentivi auto 2010 si allontanano

L'ipotesi che gli incentivi all'acquisto di auto nuove non vengano rinnovati nel 2010 si fa sempre più concreta. Mentre a Roma il dialogo politico è in stallo, da Torino arrivano le parole dell'amministratore delegato del Gruppo Fiat, Sergio Marchionne, che, tranquillizzando gli stabilimenti del Gruppo ("nessuno rischia la chiusura, Termini Imerese a parte"), dice di condividere la scelta del governo di non concedere altri incentivi al settore. Sebbene il numero uno del Lingotto abbia precisato che "senza gli incentivi nel mercato italiano saranno vendute 350mila auto in meno rispetto l'anno scorso", il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, si è detto subito "lieto" delle parole del manager. "Non c'è dubbio che come è risultato dal confronto con i colleghi europei, bisogna rientrare nella normalità del mercato", ha ribadito il ministro all'Unione industriali di Torino per la consegna del premio Andrea Pininfarina. "Rinviare questa scelta fermerebbe i consumi, se la questione non fosse chiarita. E potremmo avere difficoltà molto più grosse nel 2011 o nel secondo trimestre del 2010", ha aggiunto.

Una posizione che preoccupa molto il comparto automobilistico. Sebbene per il ministro "è più saggio rientrare celermente nella normalità del mercato non dando incentivi al consumo, focalizzando però alcune risorse sull'innovazione e la ricerca nel settore - incentivando poi il consumo per alcuni prodotti che hanno particolarmente sofferto e hanno bisogno di una spinta - " c'è già chi prevede un anno "molto difficile" in assenza di bonus. A dirlo è stato Gaetano Thorel, presidente e amministratore delegato di Ford Italia. "Gli incentivi per l'auto - ha ricordato - hanno due obiettivi: da un lato lo svecchiamento del parco circolante che in Italia è il più vecchio d'Europa e, dall'altro, contribuire all'aumento del Pil visto che il comparto automotive tra diretto e indotto rappresenta circa l'11% del prodotto interno lordo italiano".

Le parole di Scajola hanno sorpreso anche il direttore generale dell'UNRAE, Gianni Filipponi. "Fino ad oggi avevamo ascoltato dichiarazioni diverse anche dal sottosegretario Saglia - ha detto ai microfoni di Sky Tg24 - Si tratta di un fatto gravissimo perchè se ne è parlato tantissimo e di fatto si è rallentato il mercato. Mi auguro che non sia una decisione definitiva". Inoltre "l'abbinamento che si è fatto a livello mediatico e anche di governo tra la vicenda di Termini Imerese e gli incentivi, che invece sono un fatto totalmente diverso di sostegno al mercato e di rinnovo di un parco desueto e fortemente inquinante, ha, secondo Filipponi, indubbiamente nuociuto. Si è confuso un fatto produttivo con una cosa che riguarda fondamentalmente la filiera della distribuzione che soltanto per gli associati Unrae riguarda 100.000 persone. Sicuramente - ha concluso - hanno pesato la vicenda di Termini Imerese e la decisione presa dalla Fiat".

Un appello affinchè gli incentivi 2010, di cui uno schema esisterebbe già, vengano rinnovati è arrivato anche da Assogasliquidi/Federchimica e Consorzio Ecogas, che hanno "appreso con rammarico le intenzioni del Ministero dello Sviluppo Economico di non prorogarli". "Le associazioni auspicano, tuttavia, che il Governo possa riconsiderare in modo separato gli incentivi alle auto e alle conversioni a gas che soltanto negli ultimi anni hanno seguito le sorti dei contributi alla rottamazione, mentre, nel passato, sono stati trattati, a giusta ragione, come interventi strutturali in campo ambientale", si legge in una nota congiunta, che sottolinea i grandi progressi in termini ambientali ed economici compiuti negli ultimi anni dai carburanti gassosi.

Ma se gli incentivi auto 2010 non arriveranno, c'è già chi è pronto a prendersi quei soldi. "Spero che il Governo centrale si ricordi del Nord-Est al momento di ridestinare gli incentivi previsti per il settore dell'auto, sostenendo con forza ed in maniera concreta la filiera legno, mobile, arredo ed elettrodomestico che vanta un credito importante rispetto alla disparità di trattamento che per troppo tempo ha avvantaggiato il Nord-Ovest d'Italia", ha detto il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia, Luca Ciriani, durante la conferenza stampa servita ad illustrare l'andamento degli strumenti regionali anticrisi nel primo quadrimestre di attività.

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Tag: Mercato , incentivi


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