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pubblicato il 9 febbraio 2010

Fiat: di Termini Imerese si discuterà in Senato

La Sicilia stanzia 350 mln di euro. Probabile l'auto elettrica

Fiat: di Termini Imerese si discuterà in Senato

Il dibattito sullo stabilimento Fiat di Termini Imerese approda in Senato. L'Assemblea affronterà la questione la settimana prossima quando in aula ci sarà, a rappresentare il governo, il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola. Intanto, alla Fiat, che l'anno prossimo cesserà di produrre auto in Sicilia per via degli alti costi logistici, la Giunta di governo della Regione presieduta da Raffaele Lombardo ha risposto con un investimento di circa 350 milioni di euro per le infrastrutture nell'area di Termini Imerese. "La Fiat persegue pervicacemente il suo obiettivo di dismissione e abbandono di Termini - ha detto Lombardo - Abbiamo messo in campo 350 milioni di euro perchè non vogliamo che quel patrimonio di competenza ed esperienza venga disperso. Vogliamo che lì si continuino a produrre auto".

"Non abbiamo intenzione di mollare la costruzione di automobili. Abbiamo messo in campo un'iniziativa che fa capire con molta chiarezza che non ci sarà a Termini Imerese un supermercato al posto dell'industria automobilistica. Non daremo questa autorizzazione", ha proseguito, aggiungendo che tra le proposte al vaglio ce ne sono alcune cinesi e indiane molto interessanti che parlano della produzione di auto elettriche. Un'ipotesi tutt'altro che lontana dalla realtà. Proprio oggi il sottosegretario allo Sviluppo, Stefano Saglia, ha detto: "Il mio sogno é progettare a Termini Imerese l'auto elettrica, anche diversa da Fiat". E sul Financial Times è pubblicato un articolo in cui si legge che Simone Cimino, l'imprenditore legato al costruttore indiano Reva che vuole portare l'auto elettrica in Sicilia, avrebbe già trovato l'investitore che cercava.

A finanziarne il progetto, oltre alla regione Sicilia, ci sarebbe la banca francese Natixis, per un importo di circa 50 milioni di euro. Una cifra che si avvicina ai 65 milioni stimati da Cimino come necessari per avviare il business. Bocciata invece la proposta lanciata da Gianni Rinaldini, leader della Fiom-Cgil, per salvare Termini Imerese, ovvero un raddoppio della produzione, è "irrealistica". Stando a quanto pubblicato oggi dallo stesso FT, Rinaldini, che prende spunto da un'idea del 2003 dell'amministratore delegato Sergio Marchionne, "è stato addormentato al volante per gli ultimi 7 anni se pensa che sia realistica". "Nelle ultime settimane la Fiat è stata oggetto di alcune critiche amare da parte di politici, sindacati e media - rileva il quotidiano - Tuttavia, nel bene o nel male, non è più quello che era".

Il gruppo torinese, sottolinea il Financial Times, è lontano dal pessimo momento del 2003 e, per fronteggiare l'attuale crisi, non ha avuto bisogno di iniezioni dirette di denaro per quanto abbia goduto degli incentivi governativi. "Nonostante abbia preso il controllo di Chrysler lo scorso anno, Fiat è ancora piccola sul mercato globale e combatte una lotta per la sopravvivenza in uno scenario che soffre di una grave sovrapproduzione". Considerate le circostanze "Sergio Marchionne difficilmente getterà via all'improvviso la sua reputazione di chi ha sempre detto scomode verità a un'industria (quella dell'auto) che ha troppo spesso preferito vivere come se il mondo fosse una grande pubblicità per le automobili". "Rinaldini - conclude il quotidiano, che precedentemente aveva fatto un paragone con il film 'Ritorno al Futuro' - ha le stesse possibilità di convincere Marchionne a raddoppiare la produzione dello stabilimento siciliano che quella di portare una Fiat Punto indietro nel tempo fino agli anni '60, quando c'era 'La Dolce Vita'".

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Tag: Mercato , Fiat , lavoro


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