dalla Home

Mercato

pubblicato il 9 febbraio 2010

Opel: il piano di ristrutturazione

8.300 licenziamenti in Europa e una gamma nuova entro il 2012 con un prestito pubblico

Opel: il piano di ristrutturazione

Per la Opel che deciso di fare da sola, rifiutando all'ultimo momento le offerte di acquisizione di Magna e in precedenza anche quelle di Fiat, il pareggio arriverà nel 2011 e i profitti a partire dal 2012. Lo ha annunciato il CEO Nick Reilly presentando quello che ha chiamato "Plan for the Future", il piano di ristrutturazione che ha ricevuto il parere positivo dai consulenti di Warth & Klein.

La strada verso il salvataggio prevede un'iniezione di 3,3 miliardi di euro, dei quali 2,7 deriveranno da prestiti pubblici che Opel/Vauxhall ha richiesto oggi, mentre GM ha già provveduto a contribuire con 600 milioni di euro. In totale si prevede che occorrano da qui a cinque anni 11 miliardi euro per trasformare la Casa di Russelsheim in una azienda sana. Ecco come.

TAGLI AL PERSONALE
Per ridurre una sovracapacità produttiva stimata intorno al 20%, Opel taglierà circa 8300 i posti di lavoro: 7000 fra gli stabilimenti produttivi e 1300 fra i reparti amministrativi e di vendita. La fatica più grande dovrà essere sopportata dai 2377 lavoratori dell'impanto di Anversa, destinato alla chiusura già quest'anno. L'attuale Astra verrà spostata a Bochum, dove verrà prodotta esclusivamente la Zafira, ma dove verranno licenziati 1799 operai. Altri 900 verranno licenziati a Saragozza, 862 a Russelsheim, 369 a Luton, 300 ad Eisenach e altrettanti a Kaiserslautern, mentre non ci dovrebbero essere ridimensionamenti a Aspern, Ellesmere Port, Gliwice e Szentgottard. Dalla ristrutturazione non rimarranno fuori neanche i colletti bianchi delle divisioni vendite e amministrazione: 650 tagli in Germania, 150 in Gran Bretagna, 110 in Belgio, 90 in Svizzera, 50 in Francia, 40 in Italia Polonia e Russia, 20 in Olanda, 10 in Svezia e Portogallo.

I NUOVI MODELLI
La strategia commerciale punta ad avere nel 2012 una gamma all'80% con modelli di non più di tre anni di vita. Solo nel 2010 ne verranno lanciati otto: Meriva, Corsa, Movano e Astra Sports Tourer e altri quattro nel 2011, compresa la elettrica Ampera e poco più avanti una city car da posizionare sotto la Corsa che possa essere esportata anche in Medio Oriente e nell'area dell'Asia-Pacifico. Verrà inoltre spinto il business dei veicoli commerciali.

SPAZIO AL VERDE
Le propulsioni alternative saranno parte integrante della strategia con un miliardo dedicato allo sviluppo di nuovi motori e della gamma "green". All'elettrica Ampera verrà affiancata un'altra ibrida "range extended", mentre per i segmenti più piccoli si svilupperanno elettriche pure. I volumi più importanti deriveranno però da un peso maggiore delle auto a GPL, tecnologia facilmente applicabile ad architetture preesistenti, e dell'offerta a metano, oggi rappresentata esclusivamente da Opel Combo e Zafira.

LE PREVISIONI
Opel e Vauxhall prevedono 13,4 milioni di auto vendute nel 2010 nel mercato dell'Europa Occidentale, cioè un 20% in meno rispetto ai livelli del 2007, quando il mercato era molto in salute. Una stima che coincide con il processo di riduzione della capacità produttiva avviato oggi. Nel 2009 la quota di mercato del 7,59% è stata mantenuta e ciò secondo Nick Reilly deve ispirare fiducia: "Adesso abbiamo tutti gli ingredienti necessari per un futuro di successo: lavoratori motivati, una nuova e forte cultura aziendale, una nuova gamma di prodotti basata su tecnologia efficiente, una struttura dai costi competitivi e il supporto di tanti. Adesso tocca a noi provare che possiamo farcela. Sono fiducioso che ci riusciremo".

Autore:

Tag: Mercato , Opel , lavoro


Top