dalla Home

Home » Argomenti » Incentivi auto

pubblicato il 8 febbraio 2010

Brunetta su Fiat: "Con gli aiuti dati, l'avremmo potuta comprare"

Montezemolo e Marchionne difendono il Lingotto

Brunetta su Fiat: "Con gli aiuti dati, l'avremmo potuta comprare"

Il dialogo tra la Fiat e lo Stato si complica ancora. La polemica iniziata nei giorni scorsi sul rinnovo degli incentivi e proseguita sui livelli occupazionali a Termini Imerese è tutt'altro che spenta. Prima Montezemolo ha dichiarato di non aver ricevuto "mai un euro dallo Stato", scatenando il disappunto della Lega, ed ora il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, torna sull'argomento affondando il colpo. "La Fiat è una azienda che da tanti anni viene aiutata dallo Stato", ha detto Brunetta, aggiungendo che c'è "una battuta che gira: se sommassimo tutti gli aiuti dati nell'arco di 50-60 anni, ce la saremmo potuta comprare 2-3 volte. Magari è una battuta tutta da verificare, ma gli italiani hanno questa percezione".

Ed aggiungere benzina sul fuoco è la CGIA di Mestre, che ha quantificato gli aiuti pubblici ricevuti dal Gruppo Fiat (autoveicoli, macchine per l'agricoltura, veicoli industriali, componentistica, etc.), negli ultimi tre anni (dal 2006 al 2008). Secondo quanto emerge dalla lettura del Bilancio di sostenibilità del Gruppo della casa torinese, i contributi e i finanziamenti agevolati ricevuti nel periodo considerato ammontano complessivamente a 270 milioni di euro. Soldi "dati per la ricerca e gli investimenti negli ultimi anni", ha puntualizzato il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, che ha aggiunto: "Certo è che questi incentivi per gli investimenti in ricerca sono quelli che hanno permesso alla Fiat di avere prodotti innovativi e, quindi, di riuscire anche a vincere la battaglia per diventare la padrona della Chrysler. Non dovranno essere restituiti, ma sono un grande impegno perchè la Fiat sviluppi maggiormente la sua italianità e la sua presenza in Italia".

"Se consideriamo che stiamo parlando del principale gruppo industriale italiano questi 270 milioni di euro sono un importo tutto sommato abbastanza contenuto", ha commentato Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre. "Una cosa però è certa ha aggiunto - sicuramente non possono lamentarsi del trattamento economico ricevuto quando c'era la lira". Ovvero prima del 2000 e prima dell'era di Montezemolo (nominato Presidente del Gruppo Fiat nel 2004) e di Marchionne (entrato nel Consiglio di Amministrazione del Lingotto dal 2003 su designazione di Umberto Agnelli).

"Da quando noi siamo alla Fiat non ho ricevuto un euro dallo Stato", aveva detto Montezemolo, ricordando che "Fiat ha molto dato e molto ricevuto dall'Italia", mentre qualche mese fa l'amministratore delegato Sergio Marchionne aveva difeso il Gruppo torinese sfatando i luochi comuni che lo ritengono un "parassita" (ndr.) dello Stato. "Da quando sono alla guida della Fiat sento dire, in media due o tre volte al mese, che questa azienda vive di aiuti pubblici", aveva detto durante la presentazione del piano industriale a Palazzo Chigi. "Sento dire che l'attività del Gruppo poggia sull'assistenza dello Stato. E' una delle assurdità più grandi che si possa sostenere. Ogni volta mi auguro che sia dovuta all'ignoranza piuttosto che alla malafede. Per quanto mi riguarda, preferisco parlare di Fiat per i progetti di crescita e i piani per il futuro. Ma se il livello della discussione si abbassa al conto del 'dare e avere' dallo Stato, facciamolo almeno in maniera seria ed onesta".

Alle accuse di favoreggiamento dallo Stato per opera degli eco-incentivi, Sergio Marchionne rispondeva che "la verità è che finora gli incentivi all'acquisto di auto sono stati stanziati dalla Fiat". "Il meccanismo scelto dal governo italiano, a differenza di quanto avviene negli altri paesi, si basa sul credito d'imposta - ha spiegato - Questo significa che i contributi vengono erogati al cliente direttamente dal costruttore, sotto forma di uno sconto sul prezzo di vendita. A fine novembre, l'impatto degli eco-incentivi sulla nostra azienda arrivava a 560 milioni di euro. E' una cifra che ovviamente grava sul livello di indebitamento del Gruppo. A fine anno, il debito dello Stato verso la Fiat, per gli incentivi, salirà ad oltre 600 milioni. Se poi aggiungiamo altri rimborsi che l'Erario ci deve sulle dichiarazioni dei redditi degli anni passati il credito accumulato dal Gruppo arriverà ad 800 milioni di euro".

Riguardo infine alla cassa integrazione, "a detta di molti, e spesso sono quelli che meglio dovrebbero conoscere il meccanismo e i dati, la Fiat si regge sui soldi erogati dall'INPS - aveva detto - E' bene che si sappia che, dal 1999 al 2008 - cioè l'ultimo decennio - la differenza tra quanto il nostro Gruppo ha versato all'INPS come contributi CIG e quanto è stato utilizzato per il sostegno al reddito dei lavoratori è nettamente a favore dell'Istituto di previdenza". "Se teniamo conto anche del 2009, un anno in cui abbiamo fatto ampio ricorso alla cassa integrazione per evitare i licenziamenti, il saldo dell'INPS resta largamente positivo, oltre 200 milioni di euro".

Finanziamenti pubblici erogati al Gruppo Fiat

2006 - 2007 - 2008
Contributi a fondo perduto (*) 85 mln - 58 mln - 50 mln
Finanziamenti agevolati (**) 41 mln - 15 mln - 21 mln
TOTALE 126 mln - 73 mln - 71 mln

Totale 2006/2008
Contributi a fondo perduto (*) 193 mln
Finanziamenti agevolati (**) 77 mln
TOTALE 270 mln

(*) per aree depresse e in declino industriale
(**) per progetti pluriennali in ricerca ed innovazione

[ Fonte: Bilancio sostenibilità Gruppo Fiat 2008 ]

Autore:

Tag: Mercato , Fiat , incentivi


Top