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pubblicato il 4 febbraio 2010

Attesa sugli incentivi auto: già 60.000 immatricolazioni in meno

Secondo Quagliano l'attesa dei bonus è già troppo lunga

Attesa sugli incentivi auto: già  60.000 immatricolazioni in meno

Quanto vale l'attesa degli incentivi 2010? Secondo Gian Primo Quagliano ci saranno 60.000 immatricolazioni in meno che a fine anno peseranno sul bilancio del venduto in Italia. E' la stima che il direttore del Centro Studi Promotor ha fatto in occasione del convegno "Automotive Camp: La Filiera Auto in Prospettiva" che si è tenuto oggi a Milano. Il problema è lo stop agli ordini che produrrà comunque una perdita di immatricolazioni nonostante in gennaio il mercato sia cresciuto del 30,2%. Gli ordini, dice infatti l'ANFIA, sono crollati del 32,1% perché i potenziali acquirenti sono in attesa di novità. "Quando il portafoglio di inevasi verrà smaltito, senza un'uscita graduale dalla fase degli incentivi ci si può attendere un crollo del mercato - afferma il presidente Eugenio Razelli - confermato anche dall'attuale trend negativo degli ordini, in calo del 10% a confronto con un gennaio 2009 dagli ordini già bassissimi".

Il Ministro Claudio Scajola ha dichiarato intanto di stare "valutando se (gli incentivi, n.d.r.) siano ancora utili o siano un fenomeno distorsivo del mercato", facendo intendere di volerne discutere nella riunione prevista per l'8 e 9 febbraio in Spagna con i colleghi europei. Ma secondo Quagliano gli incentivi prima si introducono e poi si annunciano. "Questa elementare regola nell'ultimo anno è stata sistematicamente disattesa. Molti mesi prima della scadenza degli incentivi 2009 ne è stato annunciato il rinnovo, rinnovo poi sistematicamente ribadito con l'effetto di depotenziare le misure in vigore in quanto la possibilità che una misura incentivante a termine venga rinnovata alla scadenza riduce la propensione a servirsene. Giunti in prossimità della scadenza, si è cominciato a parlare di un rinnovo all'inizio di gennaio, poi di un rinnovo entro gennaio, poi della possibilità di un rinnovo di sei mesi con bonus dimezzati, poi si è messa in dubbio la possibilità del rinnovo, poi ancora si è dichiarato di dover aspettare 'valutazioni in ambito europeo', valutazioni assolutamente non necessarie dato che ogni Stato ha fatto quello che ha voluto non soltanto in tema di incentivi alla domanda, ma anche in tema di aiuti diretti all'industria, aiuti cioè, che, diversamente dagli incentivi alla domanda, sono espressamente vietati dalla normativa europea".

Per Gianni Filipponi dell'UNRAE "Come tutti i mercati, anche quello dell'automobile ha estremo bisogno di certezze e il rinvio da parte delle Istituzioni di decisioni in merito, di certo non giova a chi vive di questo lavoro", mentre Sergio Marchionne prende le distanze in un'intervista a "La Stampa" all'indomani della giornata di scioperi, dicendo di essere "agnostico sugli incentivi: il governo faccia la sua scelta e noi la accetteremo senza drammi. Ma abbiamo bisogno di decisioni in tempi brevi e di uscire dall'incertezza, poi saremo in grado di gestire il mercato e la situazione qualunque essa sia".

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Tag: Mercato , immatricolazioni , incentivi


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