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pubblicato il 29 gennaio 2010

Toyota: quanti guai per quell'acceleratore

Il mega-richiamo dagli USA si estenderà anche all'Europa

Toyota: quanti guai per quell'acceleratore

La Casa Bianca ha chiesto chiarimenti, i sindacati protestano, i clienti manifestano davanti l'ambasciata giapponese e la stampa americana incalza. Sono giorni di fuoco negli USA per Toyota, che dalla scorsa settimana si trova sul banco degli imputati a causa di un pedale dell'acceleratore che potrebbe rimanere bloccato o avere un ritorno troppo lento. Un difetto, secondo quanto annunciato il 21 gennaio, che a quanto pare interessa ben 2,3 milioni di vetture e che si va a sommare al precedente richiamo, il più grande della storia con ben 4,26 milioni di auto da controllare, avviato sul finire del 2009 quando era stato appurato che alcuni tappetini difettosi avrebbero potuto creare lo stesso problema.

Questa volta la colpa è dello snodo del pedale dell'acceleratore prodotto dalla fornitrice CTS Corporation (lo stesso componente prodotto dalla giapponese Denso non è interessato) montato su alcuni esemplari dei modelli RAV4, Corolla, Matrix, Avalon, Camry, Highlander, Tundra, Sequoia e delle ultime Pontiac Vibe della defunta joint venture NUMMI, che con l'usura potrebbe bloccarsi.

Davanti a questo rischio la Casa giapponese sta comunque reagendo con tempestività: il componente, con la collaborazione degli ingegneri Toyota, è stato riprogettato nel giro di una settimana ed è già in produzione presso CTS, mentre nel frattempo con una decisione senza precedenti è stata fermata la vendita dei modelli interessati e dall'1 febbraio verrà stoppata la produzione in cinque stabilimenti: in Canada (Corolla, Matrix e RAV4), Indiana (Sequoia e Highlander), Kentucky (Camry e Avalon), nell'impianto Subaru in Indiana (Camry) e Texas (Tundra).

L'allarme che sulle prime sembrava confinato al Nord America, pare che però interessi anche l'Europa. La filiale britannica della Casa giapponese ha infatti annunciato che una campagna di richiamo verrà avviata anche nel Vecchio Continente e il numero delle vetture interessate è al momento in fase di verifica, precisando che non vi saranno comunque stop alla produzione. Nel frattempo Toyota accusa il colpo in Borsa, dove il titolo negli ultimi giorni ha perso pesantemente bruciando circa 25 miliardi di dollari.

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Tag: Mercato , Toyota , richiami


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