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Mercato

pubblicato il 15 gennaio 2010

Il mercato dell'auto nel 2009: l'Europa ha retto

Gli incentivi hanno evitato il crollo, ma gli equilibri tra costruttori sono cambiati

Il mercato dell'auto nel 2009: l'Europa ha retto

E' con un segno negativo che l'Europa dell'auto ha chiuso il 2009: -1,6% nelle immatricolazioni di veicoli nuovi che nell'anno della crisi sono stati 14.481.545 contro i 14.717.358 del 2008. Il calo era ampiamente previsto oltre che contenuto grazie agli incentivi varati dai governi dei principali paesi europei. Non c'è stato il temuto crollo e anzi se si guarda ai dati della sola Europa Occidentale si vede come il consuntivo dell'intero 2009, pari a 13.632.918 immatricolazioni, sia cresciuto dello 0,5% rispetto al 2008. Di segno decisamente opposto è invece il risultato dei Paesi nuovi membri che, complessivamente considerati, hanno fatto registrare una contrazione delle immatricolazioni del 26,6%.

L'impatto degli incentivi è evidente se si analizza l'andamento dei singoli mercati in relazione ai tempi di adozione delle politiche di incentivazione. In Germania e in Francia, dove gli interventi sono stati tempestivi, si sono registrati cali decisamente contenuti nei primi mesi dell'anno e la ripresa si è delineata già dalla primavera. In Italia, dove gli incentivi sono stati adottati in febbraio, gli effetti positivi hanno cominciato ad avvertirsi nel secondo semestre mentre nel Regno Unito e in Spagna, dove incentivi significativi sono stati adottati soltanto il 18 maggio, il recupero si è delineato negli ultimi mesi dell'anno.

L'influenza degli incentivi traspare anche dalle vendite per marca. Le performance migliori riguardano i gruppi che offrono nella loro gamma un numero significativo di modelli che hanno potuto beneficiare degli incentivi (citycar e compatte). Ecco allora che nel 2009 Fiat ha registrato il maggior incremento (+6,3%), seguito da Renault (+3,9%), Ford (+2%) e Volkswagen (+0,7%). In questo contesto alcuni degli equilibri raggiunti nel 2008 sono cambiati. La Fiat è rimasta stabile al sesto posto nella classifica per quote di mercato, ma ha raggiunto un buon 8,7%. Renault è salito al quarto posto (9,2%) scalzando GM, retrocesso al quinto (8,9%). Scambio di ruoli anche tra BMW e Toyota, che adesso sono rispettivamente all'ottavo (-13,6%) e settimo posto (-4,7%).

Nella seconda parte del 2009 un certo sostegno alla domanda è venuto anche dal miglioramento del quadro congiunturale. Il clima di fiducia di consumatori e imprese è migliorato, ma non si possono ancora escludere ricadute nel 2010. "Il mercato europeo dell'auto ha ancora bisogno di incentivi", secondo il Centro Studi Promotor, che chiama ad esempio il mercato tedesco, dove gli incentivi sono finiti all'inizio di settembre e in dicembre si è accusato il primo calo.
Alcuni Paesi hanno già provveduto a rinnovare i bonus per il 2010. Altri si appresta a farlo e tra questi l'Italia. Il nostro Governo si è da tempo impegnato a rinnovare il sostegno alla domanda di auto. Gli incentivi 2009 sono tuttavia scaduti il 31 dicembre e ad oggi non è chiaro quando si provvederà al rinnovo. Questo comporterà inevitabilmente un periodi di stasi del mercato perché chi non ha fatto in tempo ad usufruire degli incentivi appena scaduti difficilmente entrerà in una concessionaria prima di conoscere le politiche di incentivazioni 2010. E questa è una situazione da cui è necessario uscire al più presto per evitare contraccolpi economici pericolosi sull'intera filiera dell'automobile.

LE QUOTE DI MERCATO IN EUROPA 2009 (EU + EFTA):
1) Gruppo Volkswagen, 21,1% (+0,7%);
2) Gruppo PSA, Peugeot - Citroen, 12,9% (-%);
3) Gruppo Ford, 10,3% (2%);
4) Gruppo Renault, 9,2% (+3,9%);
5) Gruppo GM, 8,9% (-8,7%);
6) Gruppo Fiat, 8,7% (+6,3%); stabile
7) Gruppo Toyota, 5,0% (-4,7%);
8) Gruppo BMW, 4,9% (-13,6%);
9) Daimler, 4,8% (-13%);
10) Nissan, 2,5% (+9%);
11) Hyundai, 2,4% (+26,6%);
12) Honda, 1,7% (-7,7%);
13) Kia, 1,7% (+5,8%); dal 15esimo
14) Suzuki, 1,7% (+0,6%);
14) Mazda, 1,5% (-13,5%);
16) Mitsubishi, 0,7% (-17,8%);
17) Jaguar-Land Rover, 0,6% (-21,7%);
18) Chrysler, 0,4% (-41,6%)
Altri, 1,7%

(dati ACEA)

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Tag: Mercato , immatricolazioni


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