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Curiosità

pubblicato il 16 gennaio 2010

La Bugatti Tipo 22 riemersa dal Lago Maggiore

Sarà venduta all'asta da 70.000 - 90.000 euro. Il ricavato andrà in beneficenza

La Bugatti Tipo 22 riemersa dal Lago Maggiore
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Dietro un'auto c'è sempre la storia di qualcuno, soprattutto quando è una Bugatti. E' il fascino di un marchio che ebbe il suo massimo splendore quando le auto erano ancora merce rara e le Bugatti lo erano ancora di più. Nel luglio scorso i sub del Centro Sport Subacquei Salvataggio Ascona hanno recuperato nel Lago Maggiore una Bugatti Tipo 22 Brescia che dormiva sul fondo del lago da circa 73 anni. Sapevano che fosse lì perchè un membro del club svizzero, nel 1967, l'aveva scoperta e la vecchia Bugatti era diventata da allora una tappa fissa delle loro escursioni subacquee.

DALLA FRANCIA ALLA SVIZZERA
Ma come aveva fatto a finire una Bugatti laggiù? Il numero di telaio 2461 è stato registrato a Nancy l'11 aprile 1925 a nome di tale Georges Paiva, mentre la targa francese, in parte illeggibile, è stata registrata a Parigi fra maggio e giugno del 1930. Che l'auto fosse transitata da Parigi si suppone anche da una targhetta ritrovata a bordo, che reca l'indicazione "Georges Nielly, 48 Rue Nollet, Paris", quindi è probabile che Mr. Nielly l'abbia comprata da Mr. Paiva. L'ultimo proprietario pare invece che fosse l'architetto Marco Schmuklerski, ben conosciuto ad Ascona dove si trasferì per lavoro dal '33 al '36, che precedentemente aveva compiuto i suoi studi alla prestigiosa Ecole de Beaux Arts di Parigi.
Probabile dunque che l'architetto abbia acquistato l'auto da Mr. Nielly, oppure da un qualche turista francese di passaggio. In ogni caso Schmuklerski nel 1936 decise di liberarsi della Bugatti Tipo 22 dopo le ingiunzioni di pagamento dei dazi doganali da parte delle autorità elvetiche, dal momento che dopo 11 anni di uso ed in condizioni non impeccabili (carrozzeria e diversi componenti pare che non siano quelli di origine) le tasse arretrate ne avrebbero superato l'effettivo valore. Decise allora di tuffarla nel lago legandola ad una catena, che però dopo qualche anno si corrose condannandola ad un oblio di oltre 70 anni a 53 metri di profondità.

ALL'ASTA PER BENEFICIENZA
Adesso che è stata recuperata l'auto andrà all'asta il 23 gennaio a Parigi per finanziare la Fondazione Damiano Tamagni, intitolata ad un ex membro del Centro Sport Subacquei Salvataggio Ascona dal papà Maurizio, che opera nel campo della prevenzione della violenza giovanile. Intanto la veterana è stata presa in custodia dalla celebre casa d'aste britannica Bonhams (che l'anno scorso si occupò della preziosissima 57S Atalante) e che l'ha stimata attorno ad un valore compreso tra i 70.000 e i 90.000 euro.

Un prezzo piuttosto alto, considerando che circa l'80% dell'auto è irrecuperabile, ma sufficiente a stuzzicare gli appassionati "bugattisti", oltretutto per una buona causa, come testimoniato dai numerosi membri del Bugatti Club Suisse che hanno assistito numerosi al recupero. Secondo gli esperti sarà possibile creare una replica fedele allo stesso costo di un restauro completo, anche se i subacquei di Ascona si augurano che il futuro proprietario la conservi nello stato attuale. Dopo tutto la conoscono così com'è da più di 40 anni...

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Tag: Curiosità , Bugatti


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