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pubblicato il 12 gennaio 2010

Operai in rivolta

Scioperi spontanei a Termini Imerese. Iniziata in Svezia la battaglia Saab

Operai in rivolta

Quello di oggi è stato un giorno molto agitato per i lavoratori del settore auto. In Italia, alla vigilia dello sciopero generale proclamato dai lavoratori di Termini Imerese, c'è stata una rivolta spontanea degli operai siciliani che non hanno gradito le parole di Sergio Marchionne pronununciate a Detroit, mentre in Svezia è iniziata la battaglia per Saab, con centinaia di lavoratori che hanno protestato contro la chiusura definitiva degli stabilimenti prevista da GM per i prossimi mesi.

Quello che non è piaciuto ai lavoratori italiani è stato l'invito del manager del Lingotto a "non ignorare la realtà e le condizioni del mercato. Marchionne, che si dice pronto al confronto con i sindacati, ha risposto a quei giornalisti che gli hanno chiesto dichiarazioni in merito che le parti sociali "devono rendersi conto dell'equilibrio necessario tra domanda e offerta" e che "Fiat è una multinazionale". Insomma Termini Imerese smetterà di produrre auto e non c'è nessuna offerta, "solo speculazioni via giornali". Neppure quella di Simone Cimino che nei giorni scorsi aveva espresso l'interesse di riconvertire l'impianto per la produzione di auto elettriche.

A tutto questo i lavoratori palermitani hanno risposto con scioperi a sorpresa di un'ora, mentre fervono i preparativi per lo sciopero di 8 ore proclamato per domani e che culminerà con una manifestazione che si terrà davanti al Palazzo dei Normanni di Palermo, sede del parlamento siciliano. E la protesta porebbe anche allargarsi. La Uilm ha annunciato che giovedì girerà alle segreterie unitarie dei sindacati metalmeccanici convocate per fare il punto sul piano industriale del Lingotto la proposta di due ore di sciopero dei lavoratori di tutto il gruppo Fiat anche a sostegno di Termini Imerese. Ma se per lo stabilimento siciliano il manager italo-canadese sembra irremovibile, oggi ha dato buone speranze ai lavoratori di Pomigliano (Napoli). "Abbiamo preso l'impegno di portare la Panda da Tichy, in Polonia, a Pomigliano se ci sono le condizioni per ottenere la flessibilità - ha detto - E' un grande impegno che, razionalmente, dal punto di vista economico, non farebbe nessuno. E' un impegno enorme della Fiat, se ci sono le condizioni sono più che disposto a lavorare con le parti sociali per portare avanti il discorso. La piattaforma è pronta, la macchina è pronta" per essere prodotta a Pomigliano dal 2011.

Più difficile invece la battaglia per Saab. Oggi gli operai dello stabilimento principale di Trollhattan, nel sud-ovest della Svezia, appena tornati a lavoro dopo la pausa natalizia, hanno lasciato le loro postazioni per una breve protesta ed hanno invitato GM a prendere in esame al più presto le offerte di acquisto tramite una lettera aperta. Il titolo della missiva è "Perchè mettere in pericolo i soldi dei contribuenti degli Stati Uniti" e in essa si sollecita la vendita del marchio svedese, piuttosto che rischiare "costi enormi per la chiusura degli stabilimenti e grossi rischi per i crediti". Tuttavia, il presidente di GM, Ed Whitacre, al Salone di Detroit ha spiegato che le offerte ricevute finora non sono abbastanza forti ed ha annunciato di aver nominato un liquidatore, Alix Partners, per chiudere gli stabilimenti.

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