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pubblicato il 12 gennaio 2010

Presentato il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina

Matteoli: “Migliorerà i trasporti e l'occupazione del Paese"

Presentato il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina

Il Ponte sullo Stretto di Messina sarà un collegamento stabile e continuativo, aperto 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno, che consentirà di attraversare lo Stretto in tre minuti. Per chi ancora non riesce ad immaginarlo, basti dire che ci saranno 6 corsie stradali, tre per ciascun senso di marcia (veloce, normale, emergenza); due corsie stradali di servizio e due binari. Ogni ora il Ponte, che avrà torri alte 382,60 metri e decine di migliaia di cavi per il sistema di sospensione, verrà attraversato da 6.000 auto ed ogni giorno verrà transitato da 200 treni. L'opera, che per il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, determinerà "uno sviluppo economico e di crescita occupazionale non solo per la Calabria e la Sicilia, ma per tutto il Mezzogiorno e il Paese", è stata presentata ieri nel cuore della Calabria, a Varapodio.

Durante il convegno, in cui è stato reso pubblico il progetto, il Ministro ha parlato anche della "peculiare valenza europea" del Ponte sullo Stretto, "essendo un importante tassello del Corridoio 1 Berlino-Palermo, già approvato dal Parlamento Europeo nel 2004". Difenderlo dai "suoi detrattori" è stato uno degli argomenti centrali nel suo discorso. Esso non sarà "una cattedrale nel deserto", ha precisato il Ministro, per cui "il Ponte determinerà a cascata, negli anni della sua costruzione, la realizzazione di altri interventi infrastrutturali in Calabria e in Sicilia". Insomma sarà una struttura dalle grandi "potenzialità strategiche" e renderà possibile, secondo Matteoli, "la realizzazione del più grande sistema metropolitano del Mediterraneo. Catania, Messina, Reggio Calabria, Villa San Giovanni, Gioia Tauro diventeranno nodi urbani di un sistema integrato capace di ottimizzare tutti i valori aggiunti generati dalla fluidità dei collegamenti". Per questo l'opera è "prioritaria e strategica nel programma che il governo Berlusconi ha presentato agli elettori". "Da maggio 2008 abbiamo lavorato incessantemente per riaccendere i motori dell'opera spenti nella legislatura scorsa", ha detto il Ministro.

Delle importanti ricadute socioeconomiche, non solo per i comuni direttamente interessati ai lavori, ma per l'intero territorio, ha parlato anche il Presidente dell'Anas e Amministratore delegato della Società Stretto di Messina, Pietro Ciucci. "Complessivamente, l'impatto economico diretto, indiretto e indotto della fase di cantiere risulta pari al significativo importo di circa 6 miliardi di euro: di questi, oltre il 50% si concentra in Calabria e Sicilia e circa il 75% nel Mezzogiorno d'Italia", ha detto. Il miglioramento della qualità del servizio offerto avrà effetti positivi sullo sviluppo dell'intero territorio limitrofo, per Ciucci, per cui l'opera contribuirà a ridurre il deficit infrastrutturale del Mezzogiorno, "con una contestuale riqualificazione delle infrastrutture portanti, sia ferroviarie che stradali"

Si tratta, in altre parole, "di un moltiplicatore di sviluppo destinato a creare straordinarie ricadute, anche superiori a qualsiasi aspettativa positiva, sul sistema industriale ed economico del Mezzogiorno". Per quanto riguarda i Comuni direttamente interessati dalla costruzione dell'Opera, Pietro Ciucci ha annunciato che presto verranno avviate una serie di incontri istituzionali per presentare la complessa organizzazione che ha il compito di realizzare il Ponte: l'Altasorveglianza della Stretto di Messina, il Contraente generale, il Project Management Consultant , il Monitore Ambientale. "L'obiettivo è quello di garantire al territorio, da subito e con costanza nel tempo, un flusso continuo di informazioni su tutte le principali attività connesse ai lavori".

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Tag: Attualità , ponte sullo stretto , infrastrutture


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