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pubblicato il 22 gennaio 2010

Sicurezza stradale: l'Italia soddisferà Bruxelles?

Dimezzare le vittime entro il 2010 è difficile. I pedoni i più a rischio

Sicurezza stradale: l'Italia soddisferà Bruxelles?

Per il 2010 ogni stato membro dell'Unione Europea ha un obiettivo da raggiungere: dimezzare il numero delle vittime della strada rispetto al 2001. Alcuni ci sono già riusciti e sono il Portogallo, il Lussemburgo e la Lettonia. Vicini al traguardo ci sono la Francia, la Spagna e la Germania, mentre il Regno Unito è in posizioni più arretrate, ma solo perché aveva raggiunto risultati eccellenti già prima del 2000. E l'Italia? Grazie ai dati recentemente pubblicati dall'Istat sugli incidenti stradali del 2008 è possibile tracciare un bilancio, purtroppo a metà strada tra la soddisfazione e la delusione.

Se infatti nel 2008 la mortalità è diminuita, lo è stata "solo" del 7,8% contro il 9,5% del 2007. Migliore il risultato sul numero degli incidenti, in calo del 5% rispetto al 3% del 2007, e del numero dei feriti (- 4,6% contro il - 2,1% del 2007). Ecco allora che in Italia, nel periodo 2000-2008, gli incidenti sono passati da 256.546 a 218.963 (- 14,6%), i feriti sono scesi da 360.013 a 310.739 (- 13,7%), i morti da 7.061 a 4.731 (- 33,0%). Per gli incidenti e gli ingressi in ospedale il calo è invece ancora molto lontano dall'obiettivo che ci ha assegnato l'Ue, come ha sottolineato l'Asaps: "Per quanto riguarda i morti il traguardo Ue di 3.530 vittime entro il 2010 (- 50% rispetto ai 7.061 morti del 2000) è molto più vicino, la distanza è di 1.201 morti, e il calo dovrebbe essere di un ulteriore 25% in due anni. Certo un obiettivo difficile, ma avvicinabile per il biennio 2009/2010. Intanto con i risultati del 2008 l'Italia supera nella decrescita della mortalità il dato medio dell'UE che si ferma a - 31,2%".

Molto alto, purtroppo, rimane il numero delle vittime fra i pedoni. Un tipico incidente da area urbana, i più diffusi in Italia con il 73,5% dei feriti e il 43,9% dei morti, 2.076 in tutto. Le vittime degli attraversamenti pedonali sono state 648 nel 2008, addirittura in aumento di 21 (+3,3%) rispetto ai 627 del 2007. Viceversa sulle autostrade si è contato il 5,7% del totale degli incidenti, il 6,6% dei feriti e il 9,6% delle vittime, 452 in totale. Sulle altre strade extraurbane (statali, provinciali) si conta il 17,6% di incidenti, il 19,9% di feriti e ben il 46,6% dei morti, 2.203 in totale. L'indice medio di mortalità, come sottolineato dall'Asaps, è di 2,2 incidenti ogni 100: nell'area urbana si ferma 1,2; in autostrada è 3,7; sulle strade extraurbane sale a 5,7.

Ma a cosa si deve il risultato, complessivamente abbastanza positivo, ottenuto dall'Italia nel 2008? Secondo Giordano Biserni, Presidente dell'Asaps, "ha inciso in modo determinate l'aumento dell'uso dell'etilometro che nel 2008 ha toccato quota 1.400.000 soffi, l'installazione dei Tutor in autostrada e soprattutto il pacchetto di nuove e più severe norme del 2007 e 2008 (leggi 160 e 125) cha sicuramente hanno contribuito in modo sostanzioso e una crescente presa di coscienza del problema. Per ora prendiamoci anche noi dell'Asaps una piccola parte del merito nell'aver contribuito a far crescere negli ultimi 10 anni la sensibilità verso la sicurezza stradale - ha concluso - Anzi vogliamo aggiungere che nel 1991, quando siamo nati, i morti sulle strade furono 7.498, record dal 1990 ad oggi. Il calo delle vittime è di 2.761 l'anno, pari al 37%. Un'altra spallata a questi tragici numeri potrà arrivare da un maggiore investimento sulla qualità della strada e della segnaletica, ma soprattutto con un incremento della presenza delle pattuglie sulle strade. Ma non ci pare che si vada in questa direzione".

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Tag: Attualità , sicurezza stradale


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