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pubblicato il 11 gennaio 2010

Offensiva di motori Chrysler a Detroit

Al NAIAS i nuovi 4 cilindri Multiar, il promettente V6 e il DCCT

Offensiva di motori Chrysler a Detroit

Il gruppo Chrysler presenta al Salone di Detroit la nuova gamma motori che inaugura la strategia portata dal gruppo Fiat e dai suoi uomini, primo fra tutti Paolo Ferraro, arrivato direttamente da Torino per guidare il travaso di tecnologia torinese nei marchi americani che porterà a una diminuzione dei consumi e delle emissioni di CO2 del 25% entro il 2014, ossia la fine del piano quinquennale lanciato da Sergio Marchionne per riportare la casa di Auburn Hills al successo. Le novità sono quelle annunciate: ovvero il nuovo 1.4 Multiair e l'applicazione dello stesso sistema di distribuzione sui 4 cilindri preesistenti della famiglia Global Engine, progettati a suo tempo nell'ambito dell'accordo GEMA in collaborazione con Daimler, Hyundai e Mitsubishi. Più avanti arriveranno altre varianti turbocompresse, l'iniezione diretta e naturalmente il Diesel, ma quel che è sicuro è che nel 2014 l'80% dei motori di Chrysler saranno rinnovati anche grazie al centro Chrysler Powertrain che si occuperà invece dei motori di cilindrata e frazionamento più elevato e del processo di elettrificazione.

L'1.4 Fire Multiair sarà disponibile in versione aspirata da 100 CV a 6.750 giri min e 129 Nm a 4.250 giri/min e Turbo da 170 CV e 231 Nm a 3.000 giri/min. Il 2.4 litri ora denominato WGE (World Gas Engine) con il Multiair avrà invece 190 CV a 6.000 giri/min e 237 Nm a 4.200 giri/min. A noi questo motore forse non interesserà molto, ma quella di 2,3-2,5 litri è una cilindrata strategica dove tutti i principali costruttori (Ford, GM, Honda, Hyundai, Toyota) fanno volumi enormi in Nordamerica e, vista la crescente diffusione dei 4 cilindri al posto dei V6, li faranno ancora di più. Allo studio inoltre ci sono due varianti turbocompressa da 250 CV e 300 CV. La famiglia WGE avrà anche un 1,8 litri Multiair turbo a iniezione diretta da 230 CV e un 2 litri da 160 CV e 180 CV con Il Multiair.

Chrysler porta al debutto anche il V6 Pentastar (prima definito Phoenix) 3.6 da 280 CV a 6.400 giri/min dotato di 4 alberi a camme comandati da catena e doppio variatore di fase sviluppato internamente e che comincia la sua carriera sulla nuova Jeep Grand Cherokee. Rispetto all'attuale V6 di 3.5-3.7 litri ha il 33% in più di potenza e la coppia di 353 Nm (+11%) raggiunge il massimo a 4.400 giri/min, ma è disponibile al 90% da 1.800 giri/min fino al regime di potenza massima. Nonostante questo, consuma l'8% in meno e ne sono previste varianti con cilindrata di 3,3 e 3 litri inoltre con le prossime evoluzioni (Multiair, iniezione diretta e turbo) promette di dare molto di più (fino a 420 CV!), magari anche nel cofano di qualche Alfa Romeo e Maserati. Saranno mantenuti i V8 HEMI, ovviamente rivisti, con cilindrata di 5,7 litri e di 6,4 litri le cui potenze oscilleranno da poco meno di 400 CV a gli oltre 450 CV. Tutti i 4 cilindri saranno costruiti a Dundee, per un investimento di 179 milioni di dollari, mentre il V6 Pentastar sarà fatto a Trenton, entrambe le località si trovano in Michigan.

Altra novità fondamentale è l'arrivo del cambio Dual Dry Clutch Transmission (DDCT), ossia a doppia frizione a secco, progettato e costruito in Piemonte e destinato dapprima all'Alfa Romeo MiTo Quadrifoglio Verde e poi a molti altri modelli presenti su tutti e due i lati dell'Atlantico. Il nuovo DCCT è progettato per coppie fino a 350 Nm e consente di tagliare i consumi anche del 10%, fondamentale per un mercato che, come quello americano, preferisce di gran lunga il cambio automatico al manuale. Per il capitolo elettrificazione cambia prima di tutto l'organizzazione. Invece di avere una squadra dedicata denominata ENVI (in assonanza con HEMI, storica denominazione dei motori Chrysler a camera di scoppio emisferica), gli esperti di ibrido ed elettrico lavoreranno spalla a spalla con quelli che si dedicano alla meccanica classica e allo sviluppo dei veicoli. Il primo frutto arriverà già nel 2010 con un pick-up Ram 1500 ibrido mentre è confermato il programma di sperimentazione, in collaborazione con il Dipartimento di Energia americano, per lo stesso veicolo, ma in versione plug-in.

La novità grande potrebbe invece arrivare nel 2012 con un piccolo commerciale a propulsione elettrica. Facile prevedere che si tratti di un pianale di origine Fiat (Doblò?) che non solo punta a lanciare nel 2012 un veicolo di questo segmento di mercato che sembra crescere moltissimo (Ford arriva a importare i suoi Tourneo dalla Turchia con uno stratagemma per eludere i dazi doganali di cui anche OmniAuto.it ha parlato), ma potrebbe portare questo commerciale leggero a emissioni zero anche in Europa. E potrebbero esserci altre sorprese, ma sempre, precisano quelli di Chrysler, qualora vi fosse un "appropriato caso di business" a dimostrarne l'opportunità.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , Chrysler


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