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pubblicato il 7 gennaio 2010

Un futuro verde per Termini Imerese?

Via la Fiat, in Sicilia si potrebbero produrre auto elettriche italo-asiatiche

Un futuro verde per Termini Imerese?

E' nel giorno in cui la Fiat ha ripreso a produrre Lancia Ypsilon a Termini Imerese, dopo la cassa integrazione nel periodo di Natale, che è arrivata la proposta di riconversione dell'impianto da parte dell'imprenditore milanese di origine siciliana Simone Cimino, gestore e presidente del fondo di private equity Cape Natixis. Secondo i piani di Cimino, che nel 2006 ha costituito la "Cape Regione Siciliana" tenendo per sé la maggioranza della partecipazione (51%) con l'obiettivo di investire nell'Isola per fini "non solo finanziari, ma anche etico-sociali", lo stabilimento che dal 2011 cesserà di produrre auto potrebbe continuare ad assemblarne, sebbene a propulsione alternativa.

Il progetto di riconversione ecologica, tuttavia, non sarebbe del tutto italiano, perché se nelle intenzioni di Cimino c'è la volontà di costituire una cordata di industriali siciliani, è prevista anche la collaborazione con non precisati partner indiani o cinesi. Le manifestazioni d'interesse da parte di società asiatiche emerse nelle scorse settimane per Termini Imerese potrebbero quindi concretizzarsi. Decisivo sarà tuttavia l'appoggio dello Stato italiano. Secondo Cimino "ci deve essere una volontà precisa da parte delle istituzioni", come è accaduto in occasione dell'accordo Enel-Sharp-StM per fare di Catania il polo fotovoltaico più grande del Paese. "Non deve essere necessariamente un finanziamento - ha precisato - ma anche solo un incentivo per l'acquisto di vetture ecologiche". Un aiuto che potrebbe concretizzarsi presto, dato che gli incentivi all'acquisto di auto 2010 dovrebbero arrivare nelle prossime settimane.

La proposta di Cimino, tuttavia, non piace a tutti, a cominciare dagli operai e passando per i sindacati. L'idea "è fuori luogo e potrebbe per creare equivoci e confusione nel corso di una trattativa che riteniamo ancora aperta", ha detto la segretaria siciliana della Fiom Cigl, Giovanna Marano. Domani il consiglio di fabbrica deciderà le iniziative contro la decisione della Fiat di non produrre più auto nella fabbrica siciliana e per lunedì è prevista l'assemblea dei lavoratori. La Fiom propone lo sciopero generale e la prossima settimana, come ha anticipato il segretario generale della Fiom Cgil, Gianni Rinaldini, si decideranno le modalità di mobilitazione nella riunione con Fim e Uilm.

Più aperto padre Francesco Anfuso, parroco della cittadina del palermitano, il quale, interpellato dall'AdnKronos sugli ultimi fatti, ha detto di "accogliere con favore qualsiasi ipotesi che serva a salvare lo stabilimento di Termini Imerese e il futuro di migliaia di persone".

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