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Mercato

pubblicato il 7 gennaio 2010

Mercato auto USA nel 2009 chiude con -21,2%

Meno di 10,5 milioni le vendite, ma dicembre segna +15,1%

Mercato auto USA nel 2009 chiude con -21,2%

Il mercato degli USA chiude il 2009 con 10.429.553 unità vendute con un calo del 21,2% rispetto al 2008, ma chiude con un dicembre che mette a segno un +15,1%, un risultato straordinario che probabilmente mette fine alla recessione e dà inizio al recupero che tutti aspettavano e ancora più significativo perché messo a segno quando gli incentivi sono già conclusi.

Discorsi diversi vanno fatti dunque su base annuale e su base mensile. Nel primo caso, la General Motors ha perso il 29,9%, Ford il 15,3%, Chrysler addirittura il 35,9% (il peggior risultato da 47 anni a questa parte), ma anche le giapponesi, la cui ascesa sembrava inarrestabile, hanno accusato perdite pesanti, pur se inferiori a quelle del mercato: Toyota -20,2%, Honda -19,5% e Nissan -19,1%. Chi invece ha perso meno, e dunque ha guadagnato quota di mercato è il gruppo Volkswagen (-5,2%) mentre gli unici a poter dire di avere venduto più dello scorso anno sono Subaru (+15,4%) e le coreane Kia (+9,8%) e Hyundai (+8,3%). Pesanti anche le perdite di Daimler (-17,8%) e BMW (-20,3%) che vedono allontanarsi la leadership della fascia premium detenuta ancora dalla Lexus che ha perso il 17%. Ma colpiscono di più il -14,2% di Ferrari, il -24,3% di Porsche e addirittura il -49,2% di Maserati (pari e patta con Bentley) e il -53,2% di Lamborghini.

Ben diverso è il panorama che emerge dai risultati di dicembre. General Motors perde il 5,7%, ma va considerato che i marchi in un anno sono scesi da 8 a 4 e la rete è in via di ristrutturazione, ma nonostante questo il gruppo è tornato poco al di sopra della soglia psicologica del 20% di quota. Chrysler sale solo del 3,7% mentre Ford aumenta di ben il 32,8%. Quasi pari l'incremento di Toyota (arrivata a meno di 20mila unità da GM), mentre più contenuti, ma sempre superiori a quello del mercato in generale, gli incrementi di Honda (24,5%) e Nissan (+18,2%). Non si fermano anzi accelerano la Hyundai (+40,6%) e ancora di più la Kia (+43,7%). Non si smentisce la Volkswagen (+16,2%), sorride la BMW (+9,1%), mentre Daimler fa solo lo 0,3% più dell'anno scorso. Grande risultato per Jaguar-Land Rover (33,3%), disastroso invece per Suzuki (-48,4%) e per Maserati (-56,6%). Tira un respiro di sollievo la Ferrari (+2,5%), soffre di meno la Porsche (-1,7%) mentre sono ancora in calo verticale supermarchi come Rolls-Royce (-45,2%) e Lamborghini (-46,4%), ma ancora di più la smart (-63,1%) che, dopo l'exploit iniziale ha visto le vendite annuale crollare del 40,7% a meno di 15mila vetture proprio in un contesto che sembrava finalmente favorevole alle piccole vetture. Roger Penske, importatore ufficiale della biposto tedesca negli Usa, è già corso ai ripari incaricando la signora Jill Lajdziak (ex Saturn) di rimettere le cose a posto.

Si chiude in questo modo l'anno più difficile del mercato americano e i volumi attuali appaiono incredibili pensando che solo nel 2007 il mercato americano viaggiava intorno ai 16 milioni di pezzi all'anno. La crisi ha tagliato i numeri assoluti, ma ha modificato anche la composizione del mercato. Ad esempio, le vetture sono calate meno dei truck (-19% contro -23,6%) e anche l'aumento di dicembre è dovuto molto di più alle prime (+22,2%) che ai secondi (+8,7%). Non ci sono più le Big Three americane che dominano il panorama, ma più costruttori sempre più vicini nei livelli di vendita e il futuro potrebbe regalarci tre case intorno al 20% (GM, Ford e Toyota) insieme ad altri che si prendono quote tra il 10% e il 5%. I più agguerriti sono Volkswagen e le coreane, vincenti nel 2009 e decisi a guadagnare ulteriore quota di mercato.

I modelli ibridi (Toyota Prius su tutti con 140mila unità) ottengono risultati di vendita sempre più interessanti. Tutti inoltre scommettono sulle piccole, ma il fermento maggiore è nel settore delle berline medie dove ci sono le best seller Toyota Camry (oltre 356 mila unità) e Honda Accord (260mila), dietro solo ai pick-up della F-Series di Ford (oltre 413mila). Le varie Yaris e Fit (ovvero la Jazz) hanno perso clienti, ma in arrivo sul suolo americano ci sono la Fiesta (80mila vendite l'ambiziosissimo obiettivo di Ford) e la Mazda2 in attesa dell'Aveo e della 500 nel 2011. Questo spostamento sarà tanto più forte quanto più forte sarà la salita del prezzo del petrolio. Dopo infatti che il prezzo del barile è crollato nel corso dell'anno a meno di 50 dollari al barile, le vendite di SUV e pick-up avevano ripreso quota, ma tutti sono sicuri che la ripresa riporterà l'oro nero verso i 100 dollari e c'è da crederci visto che è bastato qualche segno di ripresa nelle due settimane scorse a far balzare il prezzo a barile dai circa 70 dollari a oltre 80.
Questi livelli riporteranno il prezzo della benzina intorno a 3 dollari al gallone. Siamo ancora lontani dai 4,2 dollari registrati con il barile quasi a oltre 147 dollari e, del resto, sono in molti a credere che neppure questi prezzi potranno cambiare in modo sostanziale le abitudini degli automobilisti americani. Per ora, l'unica cosa certa è che c'è un passaggio dai truck ai crossover e un ritorno alle berline e che, finalmente, il mercato ha ripreso e si prevede che nel 2010 superi ampiamente gli 11 milioni con i più ottimisti che vedono più di 12 milioni di nuove vetture. Per riavere i 16 milioni invece ci vorrà un miracolo.

Autore: Nicola Desiderio

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