dalla Home

Mercato

pubblicato il 4 gennaio 2010

Mercato auto Italia: +16,7% a dicembre

Sostanziale pareggio grazie agli incentivi. Boom per il gas e incertezza per il 2010

Mercato auto Italia: +16,7% a dicembre

Si chiude con un 2.158.010 immatricolazioni e un sostanziale pareggio il mercato italiano dell'automobile del 2009 che rispetto al 2008 perde solo 3.672 unità e uno 0,17% sul totale, un'inezia se si pensa che il mercato a gennaio marciava al ritmo di 1.750.000 unità e che solo in pochi, anche dopo il varo dei contributi governativi, si aspettavano un volume di oltre 2 milioni di targhe. Il mercato è da allora andato in progressione visto che in dicembre le immatricolazioni sono cresciute del 16,7% e i contratti sono stati 260mila ovvero oltre il 68% in più, mentre gli ordini hanno raggiunto nell'intero anno 2.335.000 unità (+15%), segno che l'effetto di questo forzoso boom getterà un ponte anche verso i primi mesi del 2010.

Ma i protagonisti, come è noto, sono stati gli incentivi, sia quelli indirizzati alla rottamazione di Euro 0, 1 e 2, ma anche per le auto alimentate a gas e le ibride. Secondo la UNRAE sono state oltre 900mila le auto acquistate grazie ai contributi del governo. Il GPL ha pesato per il 15,7% del totale crescendo del 357,1% e il metano riguarda il 5,9% del targato con un aumento del 61,5%, allo stesso tempo le Diesel sono calate dal 50,6 al 41,8% e le benzina dal 42,2% al 36,2%. Le ibride hanno raggiunto con 7.591 unità con un aumento del 126,4%. Marcato anche l'effetto sulla composizione dei segmenti. Il segmento A sfiora il 23%, il B supera il 40% mentre calano le compatte da 24,1% a 21,2% e le medie da 13,5% al 12%. Salgono le berline, i monovolume piccoli, i crossover, le multispazio e le coupé; scendono le station wagon, i fuoristrada e i monovolume compatti. Netto l'effetto sull'uso. I privati infatti passano dal 68,5% al 77,3% lasciando il resto ad aziende di noleggio e a società.

Andando a sbirciare le classifiche per modello, domina ancora la Fiat Punto con 182.622 unità, seguita dalla Panda (171.435) e dalla Fiesta (106.260) e tra le prime 10 ci sono anche la Fiat 500 (4°) e Lancia Ypsilon (8°). La Punto domina anche tra le Diesel e le GPL, mentre è seconda tra quelle a metano dopo la Panda. Tra le ibride, successo della Honda Insight con 3.994 unità che quasi doppia l'antesignana di questa tecnologia, la Toyota Yaris con 2.552 targhe. In generale, lo spostamento verso il "piccolo" e il "verde" ha fatto scendere le emissioni di CO2 medie da 144,8 a 136,5 g/km con un calo di oltre 8 punti rispetto al 2008 e con un dato tendenziale di 133,5 g/km, quindi ancora migliore del dato medio annuale.

Quanto ai costruttori, ottimo il risultato del gruppo Fiat che con 708.317 unità ha raggiunto il 32,8% del mercato; exploit di Ford che con 210.705 unità arriva al 9,8% e consolida il secondo posto sul mercato, primo fra gli stranieri. Scendono Volkswagen (-8,7%), Opel (-11%), Toyota (-12,5%), Mercedes (-21,6), ma anche BMW (-19,1%). Crolla il gruppo Chrysler (-48,%). Salgono invece Peugeot (20,2%), Chevrolet (+16,5%) e Nissan (+21,5%). Boom per Dacia (+149,6%) e Hyundai (90,1%). Un ultimo sguardo infine al mercato dell'usato che, nonostante la presenza degli incentivi, ha visto un recupero a dicembre totalizzando 397.887 unità e un guadagno dell'1,76% anche se nell'intero 2009 le vendite di auto di seconda mano (incluse le minivolture) hanno perso il 10,5% rispetto al 2008 con un volume totale di 4.469.775 unità.

Cosa succederà ora? Con la fine degli incentivi, gli ordini inevasi dovrebbero assicurare ancora un livello sostenuto nelle immatricolazioni, ma è chiaro che ci sarà un crollo verticale dei contratti in attesa che il governo firmi il decreto legge che dovrebbe reintrodurre i contributi governativi sia per la rottamazione sia i contributi per l'acquisto di veicoli GPL, metano, ibridi ed elettrici. L'attesa per l'intervento statale dovrebbe essere stavolta più breve e concretizzarsi alla fine di gennaio. Il suggerimento dell'UNRAE è proseguire su strada modificando contemporaneamente il regime fiscale dell'automobile omogeneizzandolo a quello del resto dell'Europa e privilegiando le auto più virtuose e dando di nuovo impulso al noleggio e alle società, settori per i quali la fiscalità italiana è incredibilmente molto più punitiva che negli altri paesi e che tuttavia hanno la capacità di dare stabilità alla domanda del settore. È questa infatti l'unica via per uscire dal sostegno artificiale degli incentivi e tornare a un mercato vero, capace di marciare con le proprie gambe.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , immatricolazioni


Top