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pubblicato il 30 dicembre 2009

Incentivi auto 2010

Bruxelles è d'accordo, ma in Italia si dovrà aspettare

Incentivi auto 2010

Sul rinnovo degli incentivi all'acquisto di auto per il 2010 è d'accordo anche Bruxelles. Dopo l'apertura del Governo italiano, disposto a vararne dei nuovi, sebbene di portata inferiore a quelli del 2009, è arrivato il via libera dall'Unione Europea, che ha però posto alcune condizioni ai paesi membri. Gli incentivi 2010, che la Spagna ha già approvato, potranno essere rinnovati a patto che avvenga l'effettiva rottamazione del veicolo inquinante, si prosegua a favorire la diffusione delle vetture ecosostenibili e si adottino piani che non privilegino aziende al posto di altre. Insomma, i "punti fermi restano l'innovazione e l'auto verde", come ha sottolineato Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Ue e commissario ai Trasporti, in attesa di assumere la responsabilità dell'Industria.

INCENTIVI RIDOTTI E DISPONIBILI PER MENO TEMPO
"Ok agli incentivi 2010 purché limitati nel tempo e destinati alla vera rottamazione del veicolo inquinante e all'effettivo acquisto di un mezzo nuovo ecocompatibile", ha detto Tajani in un'intervista a "Il Giornale", spiegando che questo "significa che non si dovranno più spedire le auto vecchie nei Paesi più poveri perché, in questo modo, si aggraverebbe solo la situazione ambientale. Teniamo presente che a fronte degli attuali 800 milioni di mezzi in circolazione, nel 2035 si salirà a oltre 2 miliardi e, nel 2050, a 3-4 miliardi". Il ruolo chiave dell'auto in Europa (12 milioni di dipendenti nel Vecchio Continente), è stato riconosciuto anche a livello comunitario con la consapevolezza che "bisogna creare un quadro regolamentare stabile, proseguire con le indicazioni del 'Cars 21' (è il gruppo di lavoro incaricato di mettere a punto un quadro normativo competitivo nel settore dell'auto, ndr) e trovare il modo per sviluppare le esportazioni".
Il protezionismo è da evitare, secondo Tajani, perchè "gli aiuti devono essere strumenti per uscire dalla crisi e non essere considerati a lungo termine. Sono tre, a nostro parere, gli elementi da applicare per uscire dalla crisi e favorire la competitività del sistema imprenditoriale: ristrutturazione e ammodernamento delle aziende; politica ecocompatibile; sviluppo del mercato interno attraverso misure che non privilegino gli uni piuttosto che gli altri", ha aggiunto, precisando che l'Ue ha un indirizzo preciso: "Auto ibrida prima, auto elettrica dopo".

QUANDO ARRIVERANNO?
Per riottenere gli incentivi in Italia bisognerà aspettare il decreto legge che il Governo aveva promesso di varare entro gennaio, in quanto la proroga non è stata inserita in finanziaria. Tuttavia i tempi, come previsto, si sono allungati. La spinta degli incentivi 2009 durerà fino a marzo 2010 (dal momento che per quella data sono previste le utime immatricolazioni per chi ha beneficiato dei bonus statali) e quindi il Governo potrebbe continuare a tirare la corda fino alla primavera per "risparmiare". E poi ci sono molti nodi da sciogliere.

Sebbene il successo degli incentivi 2009 sia stato chiaro e nonostante le previsioni dell'UNRAE dicano che, senza incentivi per il 2010, ci saranno quasi 350mila auto in meno rispetto all'anno precedente, non è detto che questi saranno davvero rinnovati. Una delle situazioni più complesse riguarda il braccio di ferro creatosi tra ANFIA e UNRAE sull'importanza dei bonus per le auto a metano. I rappresentanti delle Case estere operanti in Italia sono contrari ad un potenziamento a questo tipo di manovra che finirebbe per agevolare solo il Gruppo Fiat, l'unico a possedere un'offerta di gamma già pronta. Dal canto suo l'Esecutivo sembra determinato a promuovere la diffusione di questo carburante alternativo. Al vaglio, infine, c'è anche la possibilità che il Parlamento italiano accetti un meccanismo d'incentivazione simile a quello francese "bonus-malus" per cui al momento dell'acquisto sono penalizzate le auto più inquinanti e premiate quelle più "verdi". L'anno scorso era previsto un "bonus" da 200 a 1.000 euro per i francesi che sceglievano un veicolo che immette meno di 130 grammi di Co2 per chilometro e un "malus" da 200 a 2.600 euro per tutti coloro che acquistavano un'auto nuova che rilascia più di 160 grammi di Co2/km.

Resta tuttavia ancora probabile il non rinnovo degli incentivi. Le dichiarazioni sono contrastanti. Lo schema per il 2010 sarebbe già pronto, come riferiscono fonti vicine a Palazzo Chigi, ma c'è nella maggioranza chi, come il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, si oppone alla loro approvazione. "Credo che sia opportuno quest'anno dare incentivi ad altri settori che hanno bisogno di essere spinti", ha detto a margine del consiglio informale dei ministri dell'Industria europei a San Sebastian, aggiungendo che quest'anno gli aiuto all'auto si limiteranno solo all'innovazione e alla ricerca.

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Tag: Mercato , incentivi


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