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pubblicato il 29 dicembre 2009

Il Giappone è la patria dell'auto elettrica

Circa il 70% delle nuove tecnologie legate all'elettricità proviene dal Sol Levante

 Il Giappone è la patria dell'auto elettrica

Baker Electric e la Detroit Electric furono i primi costruttori a specializzarsi nella produzione in serie dell'auto elettrica, che fu per qualche tempo anche un pallino di Henry Ford. Se agli americani spetta dunque il titolo di pionieri dell'elettricità per autotrazione, è ai giapponesi che dobbiamo la maggior parte delle moderne tecnologie applicate ai diversi impieghi dell'elettricità sulle automobili. E non è una conclusione ovvia dovuta al successo di auto come la Toyota Prius o la Honda Insight.

Che siano elettriche pure, ibride o a celle di combustibile il 70% dei brevetti depositati in tutto il mondo in questo campo proviene dal Sol Levante, secondo quanto rivela uno studio del Japan Patent Office (l'Ufficio Brevetti giapponese): dal 1995 al 2000 i brevetti depositati in Giappone sono stati 6869 su 9034 in tutto il mondo (il 76%), mentre dal 2001 al 2006 il numero è quasi raddoppiato. Si è passati infatti a 16.670 depositi, dei quali 11.553 (quindi il 69%) reca la firma di una azienda giapponese.

Il primato spetta a Toyota, che risulta prima davanti a Honda negli Stati Uniti, in Cina ed Europa, davanti a Nissan in patria ed è seconda solo dietro Hyundai in Corea. Fra i costruttori occidentali troviamo Ford che risulta quinta negli USA dietro a Nissan e Hitachi, mentre fra i marchi europei spiccano le tedesche Siemens al terzo posto e Daimler al quinto.

Il report del Japan Patent Office indica che l'industria automobilistica mondiale in questi ultimi anni ha puntato maggiormente all'integrazione fra motori termici ed elettrici, perché dal 2001 al 2006 i brevetti relativi alle auto ibride sono stati oltre 1400, quindi quasi il triplo delle tecnologie legate allo sviluppo di auto elettriche pure (530) e di quelle alimentate a idrogeno (270).

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