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pubblicato il 23 dicembre 2009

Fiat: il piano prodotti 2010-2011

Le rivelazioni di Marchionne sui nuovi modelli e gli assetti degli stabilimenti

Fiat: il piano prodotti 2010-2011

La gamma dei nuovi modelli Fiat procederà secondo "un programma preciso, che è stato definito anche sulla base delle integrazioni con Chrysler". Parola dell'amministratore delegato Sergio Marchionne, che ieri ha illustrato il business plan dell'azienda torinese a Palazzo Chigi di fronte a istituzioni e parti sociali.
Il numero uno del Lingotto ha annunciato che nei prossimi due anni verranno spesati, per investimenti, attività di ricerca e sviluppo, oltre 8 miliardi di euro, di cui due terzi in Italia, e che è previsto il lancio di 17 nuovi modelli e l'aggiornamento di 13 già esistenti. Nel suo intervento, durato tre ore e riportato in un dossier di 42 pagine, l'ad ha anche spiegato quale sarà il futuro degli stabilimenti in Italia.

IL PIANO PRODOTTI 2010-2011
"Nell'ottica di migliorare la posizione competitiva dell'azienda, abbiamo creato le condizioni per rafforzare anche il Centro Stile e la progettazione, concentrando a Torino, in un unico polo, le attività di ricerca e design di tutti i marchi di Fiat Group Automobiles". Sergio Marchionne è partito da qui per spiegare il nuovo piano produttivo Fiat. Il riferimento delle future auto del segmento C sarà la piattaforma Compact da cui nasce l'Alfa Romeo Giulietta, una "vettura fondamentale" per il marchio del Biscione, come l'ha definita Marchionne, che debutterà nel 2010. Il multispazio di riferimento dell'offerta Fiat dei prossimi anni sarà invece il Doblò, recentemente presentato alla stampa. Sempre il 2010 vedrà il primo frutto concreto dell'alleanza con Chrysler, con il lancio per il marchio Fiat di una vettura nel segmento dei SUV.

Pronti al debutto anche tre nuovi modelli a marchio Abarth: la 500 TC, la 500 Cabrio e la Punto Evo. "Questi serviranno ad allargare la disponibilità di prodotti del brand sportivo, rafforzando l'immagine e il marchio stesso", ha spiegato il manager, annunciando che il prossimo anno arriverà anche il nuovo Small Gasoline Engine, un piccolo motore a due cilindri progettato per le city car . A proposito di meccanica, dal 2010 tutti i modelli del Gruppo italiano adotteranno motori Euro 5 e avranno di serie il sistema Stop&Start, che gestisce lo spegnimento temporaneo del motore in caso di sosta.

Il 2011 sarà un anno particolarmente intenso, in cui si avrà l'impatto più ampio dell'Alleanza Chrysler. Innanzitutto arriveranno due modelli "fondamentali" per le gamme di Fiat e Lancia: la futura Ypsilon, che verrà costruita solo in versione 5 porte, e la futura Panda. Sempre per il marchio Fiat è previsto il lancio di due nuovi monovolume di piccola taglia che verranno prodotti rispettivamente in versione 5 e 7 posti. Riguardo all'Alleanza americana, arriveranno 5 vetture (una a marchio Fiat e le altre Lancia) derivate da modelli Chrysler di alta gamma. In particolare Fiat introdurrà sul mercato un Crossover, mentre Lancia potrà contare su due nuove vetture del segmento D (una berlina e una cabrio), su una nuova ammiraglia e su un monovolume di grandi dimensioni.

LA RIVOLUZIONE NEGLI STABILIMENTI
La struttura industriale di Fiat in Italia così com'è adesso è destinata a perdere. Sergio Marchionne ne è convinto e per dimostrarlo non ha usato parole, ma "dati che parlano da soli": "I cinque stabilimenti di Fiat Group Automobiles in Italia producono, nel complesso 650.000 vetture l'anno e occupano quasi 22.000 persone, su un totale di circa 30.000 dipendenti di FGA nel Paese. In Polonia, un unico stabilimento produce circa gli stessi volumi con un numero di addetti che è meno di un terzo. In Brasile, un solo impianto arriva a produrre 730.000 unità l'anno con 9.400 persone. Il numero di vetture per addetto è del tutto sproporzionato".

Insomma, per Marchionne "non è una questione di efficienza, ma di un livello di saturazione e utilizzo degli impianti che non risponde a nessuna logica industriale". Il problema va affrontato "di petto e con concretezza", come ha detto il manager italo-canadese,ridisegnando l'assetto italiano. Per questo "ci vuole un atto di coraggio" e a Termini Imerese la produzione di auto cesserà. Qui, dove si produce la LanciaYpsilon e ci sono 1.350 dipendenti, "i costi della logistica sono enormi". "Per molti anni ci siamo accollati l'onere di gestire lo stabilimento in perdita", ha detto, spiegando che ora Fiat non "se lo può più permettere".

Tuttavia, contrariamente a quanto si potrebbe credere l'obiettivo di Fiat è quello di aumentare i livelli di produzione di auto in Italia dalle 650.000 di oggi ad un range compreso fra 800.000 e un milione di unità entro tre anni, con un target di 900.000 vetture l'anno. A Mirafiori (Torino, 5.840 dipendenti) per il 2010 sono confermate le attuali produzioni (Punto, Idea, Multipla, Alfa MiTo e Lancia Musa) e per il 2011 è previsto l'ingresso di due varianti di una nuova monovolume compatta. A Cassino (Frosinone, 4.300 dipendenti) nel 2010 proseguiranno le attuali produzioni (Croma, Bravo, Lancia Delta) a cui si aggiungerà quella dell'Alfa Giulietta. In programma ci sono anche investimenti in tutti i reparti produttivi. Allo stabilimento di Pomigliano (Napoli, 5.200 dipendenti), dove vengono assemblate Alfa 147, Alfa GT e 159, verrà destinata una nuova piattaforma, probabilmente quella della futura Panda, ma sarà "necessaria un'impegnativa ristrutturazione". A Melfi (Potenza, 5.280 dipendenti) è confermato l'assetto produttivo odierno (Grande Punto e Punto Evo). A Sevel, (Val di Sangra, 6.290 dipendenti) continuerà la produzione del Fiat Ducato.

Per scaricare la presentazione originale del Piano Fiat 2010-1011 cliccate qui.

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Tag: Mercato , Fiat , produzione , torino


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