dalla Home

Mercato

pubblicato il 15 dicembre 2009

Il mercato cinese conferma il suo primato mondiale

Con 12,7 milioni di veicoli venduti nel 2009, la Cina supera gli USA

Il mercato cinese conferma il suo primato mondiale

La crescita del marcato cinese dell'automobile sembra inarrestabile, talmente veloce e arrembante da essere diventato il primo al mondo, davanti agli Stati Uniti. A confermarlo sono le ultime proiezioni di vendita che per la fine dell'anno prevedono un totale di 12,7 milioni di veicoli, fra auto e camion, contro i "soli" 10,3 milioni immatricolati negli Stati Uniti. Il sorpasso, avvenuto per la prima volta nel mese di gennaio 2009, anticipa una supremazia mondiale cinese che fino a pochi anni fa era prevista solo per il 2025, sbriciolando le stesse ipotesi produttive di inizio 2009 della J.D. Power and Associates che fissavano in appena 9 milioni di pezzi il risultato annuo del mercato automobilistico cinese.

L'improvvisa accelerazione è stata favorita soprattutto da un deciso intervento del governo centrale cinese, pronto a ridurre le tasse sull'acquisto di auto di piccole dimensioni e a destinare l'equivalente di circa 900 milioni di euro di incentivi alla diffusione di SUV, pick-up e minivan. Ad una crescita annuale del mercato cinese che equivale al 44% si contrappone dall'altra parte dell'Oceano un calo delle vendite che ha riportato gli Stati Uniti al livello di 26 anni fa, ben al di sotto della media di quasi 17 milioni di veicoli all'anno stabilita nell'ultima decade. La scelta di Pechino di incentivare e potenziare la produzione locale, ai danni delle importazioni, ha dato i suoi primi straordinari frutti e dovrà confermare le buone premesse nel 2010, anno in cui l'industria cinese dell'auto intende migliorare quanto ottenuto quest'anno.

I nuovi equilibri mondiali dell'auto e dell'industria automobilistica sembrano in questo momento sollevare dubbi e questioni legate ai problemi di inquinamento atmosferico, alla richiesta di carburanti e al prezzo del petrolio, oltre alle strategie che tutte le grandi case automobilistiche dovranno intraprendere per produrre auto in Cina, importarle nel paese asiatico o difendersi dalla offensiva delle esportazioni cinesi.

I dispositivi antinquinamento, nuovi e funzionanti su tutte queste auto nuove, potrebbero non dare garanzie di durata nel tempo, mentre l'aumentata richiesta di benzina e gasolio (ipotizzata in raddoppio dal 2007 al 2020) costringerà le raffinerie cinesi a migliorare e ottimizzare la produzione, sia in chiave qualitativa che quantitativa. L'ultimo pericolo, almeno per i gusti occidentali, è che la grande richiesta da parte della clientela orientale possa spingere le case automobilistiche di tutto il mondo ad impostare la propria produzione verso un design che piaccia ai cinesi.

Autore:

Tag: Mercato , immatricolazioni


Top