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Mercato

pubblicato il 11 dicembre 2009

Il Gruppo Volkswagen comprerà Alfa Romeo?

L'indiscrezione shock del Financial Times

Il Gruppo Volkswagen comprerà Alfa Romeo?

E' una notizia che potrebbe far sobbalzare sulla sedia gli alfisti quella che oggi è apparsa sulle colonne del Financial Times. Il quotidiano londinese, in un articolo titolato "Una reputazione appesa alla rinascita di Alfa Romeo", con riferimento alla carriera dell'italo-canadese Sergio Marchionne, annuncia che "sembra esserci, appostato, un possibile acquirente" per il marchio del Biscione. Ieri l'analista di Sanford Bernstein Max Warbuton ha detto che il numero uno di Volkswagen, Ferdinand Piech, potrebbe essere interessato ad Alfa Romeo, anche dati i suoi legami storici con Porsche e Volkswagen. Un altro analista citato dal quotidiano suggerisce che la casa tedesca è già interessata da tempo al marchio italiano. "Piech è in vena di comprare e dopo Porsche, Suzuki e forse Man, Alfa Romeo, se non riuscirà a raggiungere gli obiettivi di Marchionne, potrebbe finire nell'orbita di Volkswagen nel giro di due-tre anni", è l'ardua sentenza. Ma c'è ampio spazio per lo scetticismo.

Voci come questa circolano spesso in momenti di fermento per il mercato dell'auto. Ogni volta che c'è una crisi, si generano pettegolezzi su acquisizioni e compravendite tra brand, ma, anche se Alfa Romeo è un marchio problematico, che non ha mi trovato un'esatta collocazione nel Gruppo Fiat, oscillando tra il lusso e la sportività, è improbabile che Marchionne lo dia via. Anche se l'amministratore delegato è sempre più deluso dai "non-risultati" di Alfa (l'obiettivo di "raggiungere le 300.000 auto vendute ogni anno" non è stato raggiunto e ci si è fermati a quota 125.000), il manager gli "sta dando un'ultima chance integrandola più strettamente con Chrysler", producendo le auto più grandi sulle piattaforme Chrysler e tenendo in Italia i modelli più piccoli. Inoltre Marchionne vuole approfittare dell'opportunità Chrysler, come scrive il FT, "per rilanciare l'altro marchio prestigioso, ma in difficoltà, Lancia", che tuttavia "è nel complesso in forma migliore rispetto ad Alfa Romeo".

E poi c'è Volkswagen. Anche se il marchio italiano fosse davvero in vendita, è difficile credere che il potente gruppo tedesco, uno dei pochi se non l'unico che al momento può permettersi di investire grandi somme di denaro, possa essere interessato. L'obiettivo strategico di Volkswagen sembra essere un altro: conquistare i mercati emergenti, come dimostra la recente acquisizione del 19,89% di Suzuki Motor Corporation. L'unione Volkswagen-Alfa Romeo potrebbe quindi non esserci mai, sebbene in un certo senso si è già realizata con il passaggio in Audi di Walter De Silva, stimato "creatore" di modelli Alfa dal grande fascino, come 147 o 156.

Resta il fatto, tuttavia, che, come si legge nel commento inglese, Sergio Marchionne è "uno dei più ferventi sostenitori della necessità di tagliare drasticamente la capacità produttiva e far sopravvivere solo i brand più redditizi", e questo "si applica non solo all'industria nel suo complesso, ma specialmente ai suoi brand", ognuno dei quali "deve dimostrare che può sopravvivere" dopo l'operazione Fiat-Chrysler; l'alternativa è "accettare le conseguenze e sparire". "Musica per le orecchie degli investitori, ma anche uno spietato avvertimento per i manager di Alfa Romeo, che si devono rimboccare le maniche per non rischiare che un giorno Marchionne possa impugnare lo scalpello".

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Tag: Mercato , Alfa Romeo , dall'estero


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