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pubblicato il 9 dicembre 2009

Limite a 150 km/h: favorevoli e contrari

E' giusto innalzare il limite?

Limite a 150 km/h: favorevoli e contrari

Il possibile limite di 150 km/h sta scatenando polemiche. Il partito dei favorevoli sostiene che si possa guidare a quella velocità in sicurezza e che il traffico diventerebbe più fluido: ci sono soprattutto politici della Lega Nord a spingere in quella direzione. A capo del partito dei contrari, invece, c'è Giordano Biserni, presidente dell'Associazione amici della Polizia stradale (Asaps): "Quando si aumenta la velocità, aumentano anche gli incidenti, è matematico. I 150 all'ora sono pericolosi e non farebbero nemmeno risparmiare tempo. Con più sinistri, ci sarebbero anche più code". Oltretutto, sostengono i contrari, il Tutor ha dato ottimi risultati: mortalità dimezzata lì dove controlla gli automobilisti. Un peccato cambiare le regole del gioco proprio ora.

LUNARDI STUPISCE TUTTI
Il più convinto fautore dei 150 è il leghista Pietro Lunardi, che nel 2003 (quand'era ministro dei Trasporti) fece modificare il Codice della strada, dando ai gestori la possibilità di elevare il limite da 130 a 150 km/h. Ma ora Lunardi si spinge ancora più in là, disorientando un po' tutti: "A 150 all'ora in autostrada si va già. I Tutor sono calibrati infatti su un limite di velocità di 150 km/h e non di 130". Un'affermazione che lascia di stucco: da quando il Tutor è nato (dicembre 2005) è tarato sui 130 km/h. Esiste forse qualcosa di cui Lunardi è a conoscenza e che gli automobilisti non sanno?

UN FRATELLO GRANDE... A METÀ
La lotta tra favorevoli e contrari ai 150 km/h andrà avanti per settimane, specie sui mass media: c'è anche la politica di mezzo. Ovvio il tentativo di catturare la benevolenza (e i voti) degli automobilisti che vogliono i 150 km/h. In ogni caso, restano sul tappeto due questioni. Anzitutto, chi supererà di 40 km/h e fino a 60 km/h il limite dei 150 verrà punito con una multa di 155 euro e il taglio di tre punti-patente: pochini. Si potrà viaggiare a una media di 200 km/h col rischio di vedersi appioppare quella sanzione, che non fa molta paura. Secondo, attenzione al mancato rispetto della distanza di sicurezza: non esiste nessuno strumento elettronico in grado di sanzionarlo. Eppure è davvero pericoloso. Facciamo due conti orientativi: a 130 km/h, lo spazio totale di arresto è di circa 169 metri; a 150 km/h, servono 225 metri per fermarsi. Nel tempo di reazione, che nella persona media è di un secondo, alla velocità di 130 km/h vengono percorsi circa 39 metri, mentre a 150 km/h si percorrono 45 metri. Valutare la sicurezza di guida solo in base alla velocità è un errore gravissimo: occhio anche alle distanze fra il muso di un'auto e il posteriore di un'altra. Ci saranno Forze dell'ordine pronte a multare chi guida attaccato al "sedere" delle macchine? Ne dubitiamo. Anche adesso succede di rado, perché le pattuglie della Polstrada sono poche e impegnate in altri compiti.

IL NEOPATENTATO LA FA FRANCA
Chi è fresco di patente in autostrada deve viaggiare a 100 km/h. Ma, se non viene fermato dalla Polstrada (per la contestazione immediata) a 150 km/h, nessuno si accorgerà mai che lui è un neopatentato, quindi potrà viaggiare a 150 km/h senza che il Tutor faccia scattare la multa, sforando di 50 km/h il limite a lui imposto.

OCCHIO ALLA DIFFERENZA!
Attualmente, tra chi viaggia a 130 km/h e a 80 km/h (auto che traina un caravan, autotreni ecc.), c'è una differenza di velocità di 50 km/h. Se si eleva a 150 km/h, la differenza tra quei veicoli salirebbe a 70 km/h. Tra un autotreno che occupa la corsia di sorpasso a 80 km/h e un'auto che sopraggiunge a 150 km/h, c'è un divario di 70 km/h: pericolo!

FASCE SEMPRE PIÙ CONFUSE
Né va dimenticato, come ci spiega Valerio Platia (insegnante di circolazione stradale e istruttore di guida) che, con i 150 km/h, si creano altre fasce di limiti:

130 km/h per la generalità dei veicoli (auto, moto ecc.);

150 km/h nei tratti autostradali serviti dai Tutor, ma solo per certi veicoli (quelli che superano una determinata cilindrata? È da stabilire);

130 km/h nei tratti autostradali serviti dai Tutor, per i veicoli di limitata cilindrata;

100 km/h per chi ha conseguito la patente da meno di tre anni;

80 km/h per le auto che trainano rimorchi (roulotte) o per gli autotreni, mentre per le auto con carrello appendice valgono i limiti di 130 km/h, o di 150 km/h se c'è il Tutor;

110 km/h in caso di precipitazioni atmosferiche;

100 km/h per gli autobus che superano le otto tonnellate.

RICORSI, PERICOLO CAOS
Conseguenze anche sui possibili ricorsi da parte degli automobilisti contro il Tutor. A oggi, sono pochissimi i guidatori che sono riusciti a trovare un vizio di forma nei verbali dati dal Tutor (sistema sviluppato da Autostrade per l'Italia e gestito dalla Polizia stradale): le sentenze di accoglimento delle opposizioni sono pochissime. A differenza di quanto accade con altri strumenti di rilevamento delle infrazioni (autovelox, Ecopass, T-Red, Photored), il Tutor pare immune da errori. Ma il limite a 150 km/h presterebbe il fianco a parecchi "attacchi". In questo modo, il Tutor perderebbe parte della propria forza deterrente, perché si potrebbe discutere su diversi aspetti del verbale. Per esempio, sul tratto dove è stata calcolata la velocità media, il limite era di 110 km/h (perché pioveva) oppure 130 o 150? Infatti, esistono ricorsi vincenti per l'assenza sul verbale del limite di velocità superato. E poi, i pannelli a messaggio variabile che indicavano il limite dei 150 erano chiari e ben visibili?

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Autore: Ezio Notte

Tag: Attualità , autostrade


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