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Mercato

pubblicato il 4 dicembre 2009

GM alleata di SAIC per l’India

I due all’attacco del mercato dominato da Suzuki, ormai ex partner di Detroit

GM alleata di SAIC per l’India

General Motors e Saic (Shanghai Automotive Industry Corporation) rivedono i loro accordi e stabiliscono che la prima ceda alla seconda per 85 milioni di dollari l'1% che le consentirà di prendere la maggioranza della joint-venture paritaria che opera sul mercato di Pechino, ma contemporaneamente stabiliscono un'altra joint-venture per 650 milioni di dollari con lo scopo di andare all'attacco del mercato indiano spingendo le vendite dalle 65mila unità attuali cumulate per entrambe alle 300mila entro i prossimi 5 anni.

Ma l'accordo tra GM e SAIC ha altre implicazioni e cela altri retroscena strategici. Prima di tutto Saab per la cui vendita la Casa di Detroit si è data tempo fino alla fine dell'anno altrimenti la metterà in liquidazione. La Saic infatti potrebbe rientrare nell'affare per fare lo sgambetto a un'altra cinese, la BAIC che aveva assicurato alla Koenigsegg il proprio supporto prima dell'abbandono del piccolo costruttore svedese dalla trattativa con GM. Ora la BAIC vorrebbe andare da sola all'approccio con Detroit, ma c'è anche il rapporto privilegiato con la SAIC a frenare un accordo per il quale la Bank of China ha già assicurato un finanziamento di 2,9 miliardi di dollari. Una quantità di denaro della quale GM ha bisogno come il pane, ma c'è anche la necessità di dare una scossa ai vari piani di dismissione che vanno a rilento e che condizionano la riorganizzazione dell'azienda su scala globale.

L'attacco di GM al mercato indiano ha anche un'altra implicazione e riguarda Suzuki, storico partner che la GM ha progressivamente abbandonato liquidando in due riprese la partecipazione del 20% dentro il costruttore giapponese. L'ultimo atto di questo distacco si è consumato nel silenzio pochi giorni fa con l'acquisto da parte di GM del 50% dell'impianto canadese di Ingersoll, in Ontario, prima posseduto al 50%. Qui la casa di Detroit vorrebbe produrre una piccola vettura e innalzare la capacità produttiva dalle 40mila unità attuali. Si dà inoltre il caso che Suzuki è il dominatore assoluto del mercato indiano (la sua quota oscilla tra il 50 e il 60%).

Sciolta da ogni vincolo con Suzuki, ora GM si sente libera di attaccare le roccaforti dell'ex partner, il quale è sempre più intenzionato a disinteressarsi del mercato nordamericano concentrandosi su quelli emergenti. D'altro canto, GM con la Chevrolet Spark ha lanciato la propria offensiva globale sul terreno delle piccole anche a spese di un proprio modello europeo come la Opel Agila, guarda caso fatto nello stabilimento ungherese di Suzuki sulla base della Suzuki Splash. Il paradosso è che vetture simili all'interno dello stesso gruppo provengano da due progetti diversi con costi che non trovano giustificazione in un'azienda in crisi come GM. Ma evidentemente il cambio dello scenario e la convenienza data da nuove alleanze ha motivato questo cambio di strategia che chiude l'amicizia tra Hammamatsu e Detroit e rafforza invece il legame tra quest'ultima e Shangai.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , General Motors , cina , india


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