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Curiosità

pubblicato il 6 dicembre 2009

Il Museo dell'Automobile di Torino sta per rinascere

Da raccolta museale a punto di riferimento internazionale del motorismo, aprirà nel 2010

Il Museo dell'Automobile di Torino sta per rinascere
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Le realtà museali realizzate negli ultimi anni da Case automobilistiche come Porsche, Mercedes e BMW, dimostrano un crescente interesse nella valorizzazione della storia dell'automobile. A questo richiamo non poteva mancare il nostro Paese, celebre per la sua tradizione motoristica e secondo mercato dell'auto in Europa, che ha nel Museo dell'Automobile di Torino il suo fiore all'occhiello. In accordo con la Città piemontese (proprietaria dell'immobile) e con la collaborazione di altre importanti istituzioni, il Museo dell'Automobile Carlo Biscaretti di Ruffia, sulla sponda sinistra del Po a poca distanza dal Lingotto, sta procedendo verso un completo rivolgimento dell'allestimento interno e del percorso espositivo. I lavori, del costo complessivo di quasi 23 milioni di euro, interamente finanziati dalla città, sono iniziati nel gennaio del 2008 e verranno ufficialmente completati la prossima estate.

UNICO IN ITALIA
L'idea di un Museo dell'Automobile nasce nel 1932 ad opera di Cesare Goria Gatti e Roberto Biscaretti di Ruffia (primo Presidente dell'Automobile Club di Torino e tra i fondatori della Fiat). Ma fu Carlo Biscaretti di Ruffia (figlio di Roberto), aristocratico torinese nato nel 1879, il primo a intuire l'importanza dell'automobile come elemento culturale della società del suo tempo e a legare indissolubilmente il proprio nome al Museo Nazionale dell'Automobile di Torino. Già nel 1933, infatti, in occasione del 26esimo Salone dell'Automobile, svoltosi dal 12 al 27 Aprile al Palazzo dello Sport a Milano, aveva organizzato la prima Mostra Retrospettiva dell'Automobile.
Il collezionismo di vetture storiche inizierà a muovere i primi "seri" passi solo negli Anni '50 con la nascita dei primi club, ma si può affermare che fu il Conte Biscaretti il pioniere di questa nuova passione. Fu lui a radunare la collezione iniziale del Museo, a battersi per farlo nascere e adoperarsi tutta la vita per dargli una sede dignitosa. Inizialmente infatti il Comune di Torino concesse come sede provvisoria alcuni locali dello Stadio Comunale e le prime sale vennero inaugurate nel 1939.

IL MUSEO ORIGINARIO
Il Museo è stato costituito nel 1957 per iniziativa delle Case automobilistiche associate all'A.N.F.I.A. (Associazione Nazionale fra Industrie Automobilistiche ed Affini): Alfa Romeo, Autobianchi, Fiat, Lancia, OM, SPA, e la Famiglia Agnelli e Comune di Torino, che concesse il terreno in corso Unità d'Italia. I lavori iniziarono nell'aprile del 1958 e si conclusero nell'autunno del 1960. Carlo Biscaretti ne fu il primo Presidente e alla sua scomparsa, avvenuta nel settembre del 1959, il Consiglio di Amministrazione deliberò di intitolare a suo nome il Museo che veniva poi solennemente inaugurato il 3 novembre 1960. La costruzione si articola su tre piani, per un'area coperta di 5.600 mq, un'area sviluppata di 13.300 mq e una superficie espositiva di 10.000 mq. Questa consiste di un corpo anteriore verso Corso Unità d'Italia lungo 114 metri e uno interno principale, collegati da due maniche sostenute da altrettante "piramidi rovesce" che costituiscono uno degli elementi architettonici identificativi dell'edificio.

IL NUOVO PROGETTO
Alla fine del 2004 è stato indetto il concorso per il rinnovo dei locali museali e nell'estate del 2005 si sono conclusi i lavori della commissione giudicatrice. Hanno partecipato 52 studi di architettura a livello mondiale. Il bando richiedeva l'addizione di una nuova ala e la riorganizzazione degli accessi per adeguarli alle più recenti evoluzioni dei musei in Europa. Il vincitore è stato il raggruppamento composto dall'Architetto Zucchi di Milano, la Recchi Engineering srl di Torino e la Proger spa di Roma. Il progetto dell'Architetto Zucchi sarà valorizzato con gli allestimenti dello scenografo franco-svizzero Francois Confino che dal 2004 ha iniziato a progettare l'allestimento.
Le nuove soluzioni allestitive in corso di realizzazione sono una sintesi tra le necessità scientifiche e la spettacolarizzazione, caratteristiche entrambe necessarie a un museo dell'automobile contemporaneo inserito in un circuito europeo e mondiale. Con un'affluenza prevista di 250.000 persone l'anno affiancata da una consistente attività convegnistica e didattica, potrà così diventare un elemento trainante del rinnovo urbano del quadrante sud di Torino. Gli obiettivi che questo progetto si prefigge, infatti, sono: il riposizionamento del Museo nella vita cittadina e culturale di Torino, con un nuovo respiro internazionale; la missione didattico-scientifica e di servizio documentario e le nuove tematiche espresse dalla collezione, "che non dovrà più essere un semplice accostare le vetture una all'altra".
Non sarebbe stato più sufficiente, come succedeva in passato, presentare una serie di automobili allineate con semplici didascalie scritte contenenti le informazioni essenziali relative a ciascun modello: un tempo questi oggetti "automobili" venivano esposti totalmente "immobili" nei grandi spazi espositivi, in una situazione di contraddizione fondamentale e paradossale rispetto alla loro funzione originaria. Al fine di correggere questa sensazione di immobilismo, per il Museo di Torino, si prevede di introdurre il movimento ricorrendo ad espedienti museografici e scenografici molto innovativi e vivificanti. Più che esporre semplicemente le sue auto, il Museo vuole raccontare al visitatore, tramite la sua collezione, la "leggenda" dell'automobile: una storia nella quale personaggi e situazioni reali si mescolano a personaggi e situazioni nate dall'immaginazione dello scenografo.

IL NUOVO PERCORSO MUSEALE
Inizia dal secondo piano interamente dedicato al primo tema affrontato: la Storia dell'Automobile dalle sue origini al presente, indissolubilmente legata a quella del secolo appena trascorso e all'evoluzione della società moderna. Concluso il secondo piano, il visitatore ha la possibilità di soffermarsi su alcune situazioni create dalla forza simbolica della vettura (per esempio nelle sale "Pubblicità", "Metamorfosi", "Formula") o di riflettere sugli aspetti sociali e ambientali legati all'espandersi del fenomeno dell'auto-mobilità (per esempio nelle sale "Metamorfosi", "Giungla" e "Destino"). L'ultimo tema del primo piano è rappresentato da un'anteprima dello spazio "9. DESIGN" che si sviluppa in maniera completa al piano terra, chiudendo il percorso.

Autore: Alvise-Marco Seno

Tag: Curiosità , mostre , torino


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