dalla Home

Prototipi e Concept

pubblicato il 8 dicembre 2009

La Peugeot BB1 raccontata da Athanassios Tubidis

Intervista al designer del rivoluzionario prototipo

La Peugeot BB1 raccontata da Athanassios Tubidis
Galleria fotografica - La Peugeot BB1 a MilanoGalleria fotografica - La Peugeot BB1 a Milano
  • La Peugeot BB1 a Milano - anteprima 1
  • La Peugeot BB1 a Milano - anteprima 2
  • La Peugeot BB1 a Milano - anteprima 3
  • La Peugeot BB1 a Milano - anteprima 4
  • La Peugeot BB1 a Milano - anteprima 5
  • La Peugeot BB1 a Milano - anteprima 6

La concept car Peugeot BB1 ("bibi-uan"), presentata all'ultimo Salone di Francoforte, è protagonista in questi giorni di un tour europeo: nel week-end del 28-29 novembre la vettura è stata esposta a Milano, in una grande "bolla" collocata in Largo La Foppa. Abbiamo colto l'occasione, grazie a Peugeot Italia, di parlare con il disegnatore della BB1, il designer di origine greca Athanassios Tubidis del Centro Stile Peugeot a Velizy.

La BB1 (che si pronuncia "bibi-uan"), come ci ha spiegato Tubidis, è stata progettata in appena 9 mesi iniziando dallo studio del design e proseguendo con la fase di realizzazione del prototipo. La riduzione dei tempi è stata facilitata dalla presenza all'interno del Centro Stile Peugeot di Velizy di un reparto specifico di ingengeria per le concept cars, ma resa non semplice dalla scelta di non utilizzare alcun componente dell'attuale produzione Peugeot.

Nata per fornire una risposta alle moderne esigenze di mobilità cittadina, la BB1 è una vettura molto corta (2,50 metri, meno della smart, ma anche della Toyota iQ), e nonostante questo riesce ad offrire una buona abitabilità per quattro persone e un bagagliaio che, con tutti i passeggeri a bordo, misura circa 160 litri. L'idea è stata quella di unire alcune soluzioni tipiche degli scooter - di cui Peugeot e tra le protagoniste nel mercato - con altre più propriamente automobilistiche: ad esempio, la leggera carrozzeria in carbonio (la vettura pesa in totale 600 kg) poggia su un telaio tubolare appositamente disegnato da Peugeot Motorcycles. Troviamo altri riferimenti agli scooter nella disposizione dei posti posteriori, che sono ricavati su due "tunnel" paralleli, in modo simile alle sedute di un veicolo a due ruote, ma con maggiore spazio e comodità per tutti gli occupanti; in più, al posto del volante si trova un manubrio che contiene tutti i comandi (manca infatti la pedaliera, e il veicolo non ha cambio di velocità): garantisce una postura verticale ideale per la città e consente di ottimizzare gli spazi, ma grazie alla servoassistenza elettrica, al corto angolo di rotazione (circa 40°) e al raggio di sterzata ridotto, garantisce una maneggevolezza quasi "motociclistica".

Nell'ambito delle quattro ruote, i modelli storici per la definizione della vettura sono stati sostanzialmente due: la Peugeot Bebé, compatta monocilindrica di inizio secolo, e l'elettrica VLV (1941-44), lunga appena 2,67 metri e dal peso di soli 348 kg, antenata delle moderne vetture urbane ad emissioni zero. Un richiamo diretto alle Peugeot del passato viene proprio dagli inserti in cuoio "antichizzato" delle portiere, in un contesto di arredo interno completamente bianco, sereno e "conviviale". Esternamente, si è voluto esprimere un concetto di "dinamismo urbano" in modo originale. Sono stati pertanto analizzati i veicoli che hanno avuto successo in ambito cittadino negli ultimi 20 anni e che si sono caratterizzati per la capacità di affrontare dinamicamente la "congestione" del traffico con soluzioni "ecologiche": BMX, biciclette da trial, skates di vario tipo, fino alle recenti biciclette con assistenza elettrica.

Si sono dunque cercate delle forme in grado di esprimere, sotto forma di "gesti", queste caratteristiche, a cominciare dal montante bianco con inclinazione in avanti, che definisce lo spazio del guidatore dal punto di vista ergonomico, ma anche "concettuale". Si sono rovesciati i criteri di impostazione di una vettura "dinamica": non più forme dettate dalle lunghe percorrenze o dalla velocità elevata e costante, ma nate da percorsi brevi e tortuosi, con un andamento "stop & go" e salita e discesa continua e rapida degli occupanti. Allo stesso modo è "rovesciata" anche l'impostazione grafica della vettura: i montanti sono inclinati in avanti, quello posteriore più di quello anteriore, ed anche le porte si aprono contro vento, facilitando però l'accessibilità. Altri "gesti" derivano invece dall'universo Peugeot e forniscono "indizi" di sportività urbana: troviamo così lo slanciato gruppo ottico posteriore o le "gobbe" sopra il tetto in vetro, che sono tratti della recente RSZ opportunamente rielaborati.

La tecnologia segue il principio della marcia dinamica in città: sterzo diretto, carreggiate larghe, sospensioni indipendenti a doppio wishbone, necessari per affrontare tortuosi percorsi urbani, sono associati a due motori elettrici (progettati con Michelin e disposti nelle ruote posteriori) e da due pacchi di batterie disposti tra le sedute, in posizione e centrale, che abbassano il baricentro e bilanciano i pesi in modo ottimale. Con circa 20 CV di potenza, i valori più interessanti si ottengono nell'accelerazione "breve" (da 0 a 30 km/h in circa 2,8 secondi), mentre la velocità massima è di 90 km/h e l'autonomia di circa 120 km: uno studio ha rivelato che, per un veicolo simile di impiego urbano, la media dell'uso quotidiano non supera i 40 km.

Emissioni zero all'esterno, ma anche all'interno: celle fotovoltaiche sul tetto permettono di generare energia "pulita" per l'elettronica di bordo e di far convogliare il flusso d'aria esterna in appositi filtri a carboni attivi all'interno dell'abitacolo, attraverso particolari fenditure vicine alle portiere. Infine, grazie agli smart phone (oggetto cittadino di uso quotidiano) sarà possibile controllare le funzioni dell'auto e mediante sistemi plug & play comandare elementi di bordo quali radio, lettore musicale o navigatore GPS. Al posto degli specchietti esterni ci sono monitor con telecamere, mentre la strumentazione, disegnata dall'artista Michel Serviteur, propone schermi con grafica innovativa, che interpreta anche "filosoficamente" l'idea del tempo e del movimento.

La Peugeot BB1 diventerà realtà? Per ora sicuramente no; ma la ricerca sulle sue idee sta proseguendo...

Galleria fotografica - Peugeot BB1 al Salone di Francoforte 2009Galleria fotografica - Peugeot BB1 al Salone di Francoforte 2009
  • Peugeot BB1 al Salone di Francoforte 2009 - anteprima 1
  • Peugeot BB1 al Salone di Francoforte 2009 - anteprima 2
  • Peugeot BB1 al Salone di Francoforte 2009 - anteprima 3
  • Peugeot BB1 al Salone di Francoforte 2009 - anteprima 4
  • Peugeot BB1 al Salone di Francoforte 2009 - anteprima 5
  • Peugeot BB1 al Salone di Francoforte 2009 - anteprima 6
Galleria fotografica - Peugeot BB1Galleria fotografica - Peugeot BB1
  • Peugeot BB1 - anteprima 1
  • Peugeot BB1 - anteprima 2
  • Peugeot BB1 - anteprima 3
  • Peugeot BB1 - anteprima 4
  • Peugeot BB1 - anteprima 5
  • Peugeot BB1 - anteprima 6

Autore: Sergio Chierici

Tag: Prototipi e Concept , Peugeot , car design


Top