Retrospettive

pubblicato il 6 agosto 2005

FIAT Croma

FIAT Croma

Da un progetto comune, che ha visto impegnate le tre principali case automobilistiche italiane e la Saab, e che alla fine del 1984 ha portato alla presentazione della Lancia Thema e della Saab 9000, nasce, nel Dicembre del 1985, la Fiat Croma. Destinata a sostituire la sfortunata Argenta che, per quasi cinque anni, ha cercato di difendere come ha potuto il marchio Fiat nel settore delle berline medio-superiori, la nuova "ammiraglia" della Fiat rompe decisamente col passato, sia per quanto riguarda la linea e l'impostazione stilistica, sia per ciò che riguarda lo schema meccanico.

Di dimensioni decisamente maggiori rispetto all'Argenta (lunghezza 4.495 metri, larghezza 1.76 metri, altezza 1.43 metri, passo 2.66 metri), caratterizzata da una linea a due volumi e mezzo con portellone posteriore, la Croma è una trazione anteriore con motore trasversale, una scelta moderna (all'epoca), ma rivelatasi successivamente vincente.
La linea, piuttosto aerodinamica (il CX è di 0.32), è stata sviluppata dal Centro Stile Fiat con la collaborazione di Giugiaro: pur dovendo rispettare i limiti imposti dalla condivisione del pianale e delle portiere con la Lancia Thema e l'ammiraglia Saab, il risultato finale si è rivelato pulito, armonioso ed originale.
Il frontale è caratterizzato dall'ampio cofano motore che sovrasta la calandra a tutta larghezza, dominata dal logo Fiat (le cinque barrette inclinate), che caratterizza tutta la produzione della Casa torinese degli anni Ottanta. La coda è dominata dall'ampio lunotto (il tergilunotto è disponibile di serie o a richiesta, a seconda delle versioni), che sovrasta i gruppi ottici rettangolari, separati tra loro da una fascia nera che ospita la targa.

All'interno, fa bella mostra di sè la plancia, piuttosto massiccia, che presenta a sinistra il check-control, il cruscotto con i principali strumenti ed una nutrita serie di spie e al centro i pulsanti secondari, i comandi e le bocchette della climatizzazione ed il vano per l'autoradio. Di fronte al passeggero trova posto il cassetto portaoggetti. L'abitacolo è molto spazioso, ben accessibile ed ospita comodamente cinque persone: dietro lo spazio è abbondante in larghezza e per le gambe, grazie all'assenza del tunnel centrale; i sedili anteriori (e posteriori in alcune versioni) sono dotati di poggiatesta schiumati, realizzati in materiale plastico nero, così come già visto sulla contemporanea Uno Turbo. Il posto guida è facilmente adattabile alle varie corporature e la visibilità risulta molto buona in tutte le direzioni; delude invece la finitura, in particolar modo lasciano perplessi alcuni materiali plastici, un po' troppo economici e non all'altezza del ruolo assegnato alla Croma nella gamma Fiat.
Tutte le Croma hanno di serie vetri elettrici anteriori, chiusura centralizzata, fari alogeni, lunotto termico, appoggiatesta anteriori, cinture di sicurezza anteriori, volante regolabile in altezza; le diesel hanno anche il servosterzo. Molto ricca infine la lista degli optional, tra cui val la pena citare il sedile posteriore sdoppiato, le cinture di sicurezza posteriori, il tetto apribile, lo specchietto retrovisore destro e, solo per le versioni più ricche, l'aria condizionata, l'impianto lavafari, i sedili in pelle, l'ABS, i retrovisori elettrici e riscaldabili, le sospensioni autolivellanti.

La Croma, progettata per affermarsi non solo nel mercato interno ma anche nel ben più severo mercato europeo, è dotata sin dall'inizio di sei motorizzazioni, quattro a benzina e due a gasolio, corrispondenti ad altrettante versioni. La versione d'ingresso, nel caso dei motori a benzina, è la 1600, mossa da un motore quattro cilindri di 1585 cc, con potenza massima di 83 CV a 5600 giri/minuto e coppia massima di 127,5 Nm a 2800 giri/minuto, derivato dal monoalbero già utilizzato nelle ultime versioni della 131; il motore fa quello che può, nonostante la non indifferente massa della Croma, consentendo di raggiungere i 170 Km/h, a fronte di un'accelerazione da 0 a 100 Km/h di 13.1 secondi. Per chi cerca un motore più potente, in grado di garantire prestazioni migliori senza sacrificare eccessivamente i consumi, è stata realizzata la versione 2000 CHT, equipaggiata con un quattro cilindri di 1995 cc, con potenza massima di 90 CV a 5500 giri/minuto e coppia massima di 169 Nm a 2800 giri/minuto, in grado di spingere la Croma a 180 Km/h e di farla accelerare da 0 a 100 Km/h in 11.8 secondi. La principale particolarità di questo motore sta nell'utilizzo dell'innovativo sistema Yamaha CHT (Controlled High Turbolence - alta turbolenza controllata): uno dei primissimi sistemi di aspirazione a geometria variabile prodotti in grande serie, che offriva minori consumi nei tratti cittadini e maggiore regolarità di funzionamento ai bassi regimi. Alle due versioni a carburatore sono affiancate altrettante versioni ad iniezione elettronica. La prima è la 2000 i.e., mossa dallo stesso bialbero adottato dalla Thema i.e., un quattro cilindri di 1995 cc, con potenza massima di 120 CV a 5250 giri/minuto e coppia massima di 167 Nm a 3300 giri/minuto; raggiunge i 192 Km/h ed accelera da 0-100 Km/h in 11.1 secondi. Per gli amanti delle alte prestazioni e della guida sportiva, c'è la 2000 Turbo i.e. , con motore quattro cilindri turbocompresso, di 1995 cc, derivato da quello adottato dalla Thema turbo i.e., a cui sono stati tolti gli alberi di equilibratura ed il dispositivo di overboost; con una potenza massima di 155 CV a 5250 giri/minuto ed una coppia massima di 235 Nm a 2350 giri/minuto, la Croma Turbo i.e. raggiunge i 210 Km/h ed accelera da 0 a 100 Km/h in soli 8.1 secondi.
Sul fronte dei motori diesel, la versione più economica è la 2500 diesel, mossa da un quattro cilindri aspirato derivato dal motore diesel di 2,5 litri realizzato dalla Sofim, con cilindrata di 2499 cc, potenza massima di 75 CV a 4200 giri/minuto e coppia massima di 162 Nm a 2200 giri/minuto; la Croma diesel ha prestazioni interessanti per la categoria, con una velocità massima di 165 Km/h ed un'accelerazione da 0 a 100 Km/h di 15.5 secondi. La seconda versione è la 2500 diesel Turbo, che ospita sotto il cofano il quattro cilindri turbodiesel della Thema, con cilindrata di 2445 cc e potenza massima di 100 CV a 4100 giri/minuto ed è in grado di raggiungere i 185 Km/h e di accelerare da 0 a 100 Km/h in 11.2 secondi.
Tutte le Croma hanno cambio manuale a 5 marce; le sospensioni sono a ruote indipendenti con architettura MacPherson sia davanti che dietro, l'impianto frenante è a quattro dischi, con gli anteriori ventilati sulle Diesel e sulla Turbo ed ABS disponibile a richiesta su tutte le versioni, tranne la 1600 e la diesel. Il bagagliaio ha una capacità di 500 litri, ampliabili fino a 1400 abbattendo lo schienale posteriore, mentre il serbatoio carburante è di 70 litri.

Il successo di mercato non si fa attendere, ma la Fiat decide di migliorare la Croma a meno di due anni di distanza, per permetterle di rimanere competitiva, anche in vista dell'imminente lancio dell'Alfa 164. Debutta così quella che può essere definita la seconda serie. Riconoscerla è facile, grazie ai montanti centrali in tinta con la carrozzeria, così come la parte inferiore dei paraurti, e soprattutto grazie agli indicatori di direzione posteriori bianchi, anziché arancioni. Nell'abitacolo è stato modificato il trattamento di alcune plastiche, che hanno ora un aspetto meno economico, sono stati adottati nuovi tessuti per le versioni 2000 a benzina e la plancia è monocolore (grigio scuro o marrone scuro). Sono infine disponibili nuovi colori di carrozzeria: rosso, blu e grigio.

Nel Giugno del 1988 la gamma si amplia con una nuova versione, destinata a scrivere una pagina fondamentale nella storia dei motori: stiamo parlando della Croma Turbo D i.d., cioè la prima turbodiesel, prodotta in serie, ad iniezione diretta di gasolio. Il motore, con pompa di iniezione fornita dalla Bosch, è privo di precamera ed il gasolio è iniettato direttamente nei cilindri, a tutto vantaggio dei consumi e della facilità di avviamento. I consumi risultano migliorati del 20%, grazie alla minore dispersione termica attraverso le pareti della camera di combustione, le candelette di preriscaldamento entrano in funzione solo a temperature inferiori a -15° centigradi. Per il resto la meccanica è piuttosto tradizionale: il motore, interamente nuovo e realizzato a partire dal basamento del motore quattro cilindri di 1929 cc (già montato sulle Lancia Delta/Prisma e sulla Fiat Ritmo/Regata e Tipo), sovralimentato mediante turbocompressore con intercooler, con potenza massima di 92 CV a 4200 giri/minuto e coppia massima di 190 Nm a 2500 giri/minuto. Ai consumi contenuti si contrappone l'elevata rumorosità del propulsore, avvertibile soprattutto in fase di avviamento. La Croma Turbo D i.d. , che raggiunge la velocità massima di 180 Km/h ed accelera da 0 a 100 Km/h in 12.5 secondi, si riconosce esternamente solo per la targhetta identificativa ed ha la stessa dotazione di serie della turbodiesel 2500.

Nel Marzo del 1989 debutta la terza serie. Anche stavolta la Fiat ha deciso di limitarsi a minimi interventi all'estetica ed all'abitacolo, quanto basta comunque per permettere alla Croma di essere al passo con i tempi e con le richieste del mercato. Esternamente sono stati modificati la mascherina, non più nera ma grigio metallizzata, le coppe ruota ed i gruppi ottici posteriori, con fari di retromarcia ed indicatori di direzione grigi, anziché bianchi. All'interno sono stati scelti nuovi tessuti per rivestire i sedili, dotati ora di appoggiatesta imbottiti. Per quel che riguarda la meccanica, sono stati aggiornati l'impianto frenante e l'impianto di accensione, ma le principali novità riguardano i motori di due versioni, la 2000 CHT e la 2500 Turbodiesel. Il motore della CHT, è stato oggetto di alcuni aggiornamenti al sistema di accensione ed alimentazione, volti a ridurre consumi ed emissioni nocive, che hanno permesso anche di guadagnare 8 CV di potenza massima. La turbodiesel adotta invece il rinnovato motore che da alcuni mesi equipaggia la seconda serie della Thema; la nuova unità propulsiva ha cilindrata di 2499 cc, potenza massima di 116 CV a 3900 giri/minuto, coppia massima di 245 Nm a 2200 giri/minuto, permettendo alla Croma Turbodiesel di raggiungere i 195 Km/h ed accelerare da 0 a 100 Km/h in 11.4 secondi. Tutte le versioni, tranne la 1600, hanno di serie il servosterzo; la Croma 2500 diesel esce dai listini.

Un paio di mesi più tardi debutta la Croma 2.0 i.e automatica, equipaggiata con un cambio automatico a quattro rapporti della ZF (in pratica lo stesso adottato dalla 164 e dalla Thema), che prevede il blocco al 60% del convertitore idraulico in terza marcia ed al 100% in quarta marcia. Le prestazioni sono leggermente inferiori rispetto alla versione con cambio manuale, non tanto per ciò che riguarda la velocità massima, che è di 192 Km/h, quanto soprattutto per ciò che concerne l'accelerazione: la 2.0 i.e. automatica va infatti da 0 a 100 Km/h in 12.5 secondi. Contemporaneamente la Croma 2000 è proposta anche in versione catalizzata, con potenza massima di 116 CV a 5600 giri/minuto e velocità massima dichiarata di 190 Km/h.
I mesi che seguono sono avari di novità e bisogna aspettare quasi un anno per sentir parlare di nuovo della Croma, con la presentazione, al Salone di Ginevra del Marzo 1990, del lussuoso allestimento SX, riservato alle versioni CHT, 2.0 i.e. e Turbo D. Le Croma SX si distinguono dalle altre versioni per la calandra e gli specchietti laterali in tinta con la carrozzeria, i nuovi copriruota, il terminale di scarico cromato, la sigla SX sul portellone. All'interno troviamo inediti rivestimenti dei sedili e del padiglione; la 2.0 i.e. SX adotta inoltre volante, leva cambio e freno a mano in pelle.

Nel Febbraio del 1991 debutta la quarta serie. Stavolta gli interventi estetici sono stati più marcati, soprattutto nel frontale, che riprende il family feeling dei modelli più recenti (Uno, Tempra, Tipo) e presenta ora cofano motore, paraurti, calandra e gruppi ottici ridisegnati, risultando nel complesso più arrotondato e spiovente. I parafanghi sono più avvolgenti e le fiancate sono percorse da una modanatura paracolpi di plastica nera, che si raccorda con quella dei paraurti e che contiene la sigla d'identificazione del modello. Posteriormente, infine, i fari sono raccordati fra loro da una fascia rossa e grigia, che riprende i colori dei gruppi ottici. All'interno è stata ridisegnata la plancia, che presenta complessivamente linee più morbide; il check control è stato spostato al centro della plancia e di conseguenza il vano per l'autoradio è stato spostato in basso, dietro alla leva del cambio, in una posizione non molto felice. Escono di scena la versione 1600 e l'allestimento SX. I due motori duemila ad iniezione elettronica, disponibili con o senza marmitta catalitica, adottano i controalberi di equilibratura, che migliorano la regolarità di funzionamento; il motore turbo in particolare guadagna 10 Nm di coppia massima: ora accelera da 0 a 100 Km/h in 7.7 secondi. Sul fronte dei diesel il 1900 ad iniezione diretta è ora dotato di turbocompressore Garrett (prima era KKK) a geometria variabile, che riduce il ritardo di risposta e favorisce una migliore erogazione della coppia lungo tutto l'arco d'utilizzo del motore, con benefici sulle prestazioni ed in particolar modo sull'accelerazione. Tutte le versioni, ad eccezione della Turbo, possono montare il cambio automatico ZF a 4 rapporti.

Un anno dopo debutta la 2.0 i.e. S, che sostituisce la 2.0 i.e. nella gamma delle Croma non catalizzate, le cui vendite vanno assottigliandosi nel corso dell'anno, dato che dal primo Gennaio 1993 diventerà obbligatoria l'adozione della marmitta catalitica. Nel corso del 1992 esce dai listini anche la 1900 turbodiesel ad iniezione diretta ed a Dicembre la Fiat aggiorna la sua ammiraglia. La versione '93 si distingue per la nuova calandra, in cui è stata eliminata la barra orizzontale centrale ed è ora simile a quella della Tipo 16V, per le nuove coppe ruota ed i nuovi cerchi in lega su cerchi da 15 pollici; all'interno sono stati adottati nuovi rivestimenti per i sedili ed i pannelli porta, mentre la Turbo ha ora di serie gli interni in pelle. Novità soprattutto nella gamma motori, con l'adozione del nuovo 2000 16V, derivato da quello della Lancia, con gestione elettronica integrata dell'accensione e dell'iniezione e con alberi controrotanti di equilibratura; il nuovo motore ha una potenza massima di 137 CV; la Croma 2000 16V, disponibile anche con cambio automatico a quattro rapporti, raggiunge i 200 Km/h ed accelera da 0 a 100 Km/h in 10,1 secondi. La versione turbodiesel ad iniezione diretta rientra nei listini, in seguito alle modifiche operate sul motore per rispettare le più severe norme sulle emissioni allo scarico e per aumentare la silenziosità senza pregiudicare le prestazioni ed i consumi: tra le principali modifiche ricordiamo l'adozione di una turbina a geometria variabile, che ha permesso di raggiungere la potenza massima di 92 CV e l'adozione del sistema di ricircolo dei gas di scarico (EGR), quest'ultimo è stato adottato anche dal turbodiesel 2500, che ora è più silenzioso grazie alla nuova pompa d'iniezione.
Tutte le versioni hanno dischi anteriori autoventilanti e retromarcia sincronizzata con innesto a siringa.

Nel Giugno 1993 debutta la Croma a sei cilindri, la 2500 V6, pensata soprattutto per i mercati europei. Il motore è il V6 di 2492 cc di origine Alfa Romeo, accoppiabile a richiesta ad un cambio automatico a 4 rapporti, con potenza massima di 159 CV a 5800 giri/minuto, coppia massima di 213 Nm a 4500 giri/minuto. La Croma V6 offre di serie i sedili in pelle, l'ABS, il climatizzatore automatico e un ricco elenco di gadget pensati per rendere più piacevole la vita a bordo; la velocità massima dichiarata è di 215 Km/h, mentre l'accelerazione da 0 a 100 Km/h è di 8.3 secondi.

Nell'Aprile del 1995 debutta la quinta serie. Gli aggiornamenti sono lievi, ma riescono a rendere la linea più elegante e meno "carica" rispetto alla versione precedente, che forse era stata appesantita un po' troppo. La Croma '95 adotta una nuova calandra, inedite coppe ruota e cornici dei cristalli color canna di fucile, ma soprattutto è stata modificata nella coda, che ospita gruppi ottici con un diverso trasparente, separati non più da una fascia catarifrangente ma da una fascia in lamiera, che ospita anche la targa. Nell'abitacolo sono stati adottati nuovi tessuti e, per quel che riguarda la strumentazione, tachimetro e contagiri hanno ora uno sfondo grigio chiaro. Novità infine sul fronte della sicurezza, con l'adozione di airbag lato guida e barre antintrusione alle portiere.

La carriera della Croma è ormai agli sgoccioli e se la Lancia ha sostituito la Thema con la Kappa, e l'Alfa Romeo inizia già a pensare alla sostituta della 164, che arriverà tuttavia solo nel 1998, la Fiat decide di non costruire una nuova ammiraglia, per evitare cannibalizzazioni con le "cugine" Alfa e Lancia. E' un vero peccato perché la Croma nei suoi undici anni di carriera ha raccolto molti consensi, in Italia ed all'estero, scelta dal padre di famiglia medio ma a suo agio anche come vettura aziendale o di rappresentanza, in servizio presso i principali enti e le forze dell'ordine.
La Croma esce dai listini nel febbraio del 1997, lasciando un vuoto nella gamma Fiat: ne raccoglie in parte l'eredità la Marea, presentata nel 1996 e derivata dalla Brava. Se si pensa che anche la Marea è andata in pensione senza poter passare il testimone ad una sostituta, si capisce l'importanza che riveste oggi la presentazione della nuova Croma, vettura presentata come una sorta di crossover: un po' berlina elegante, un po' vettura familiare pratica e capiente. Nel segno della sua progenitrice.

Autore: Rosario Pulvirenti

Tag: Retrospettive , Fiat

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