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pubblicato il 2 dicembre 2009

Henderson si dimette

Il CEO e presidente di GM ha rimesso il mandato, ma rimane in azienda

Henderson si dimette

Fritz Henderson si è dimesso dalla carica di presidente e CEO di General Motors. Lo ha comunicato in occasione della riunione mensile del consiglio di amministrazione, chiudendo così una carriera alquanto breve, ma altrettanto intensa, al timone della più grande casa automobilistica americana dopo averla accompagnata attraverso l'infamia del fallimento e dell'amministrazione controllata. Con appena 8 mesi di attività al piano più alto del Renaissance Center, Henderson stabilisce un record (negativo) battendo il precedente di Robert C. Stempel, costretto ad andare via nel 1992 dopo 15 mesi.

Henderson lascia la carica, ma non la compagnia, e le sue dimissioni sono molto probabilmente la conseguenza della somma di ritardi e di insuccessi conseguiti nel programma di ristrutturazione e dismissione per GM. L'escalation si è avuta nell'ultimo mese con il dietrofront su Opel, le dimissioni e l'abbandono di Carl-Peter Forster, la mancata cessione di Saab a Koenigsegg e l'infinita quanto improbabile trattativa per la vendita di Hummer ai cinesi della Sichuan Tengzhong Heavy Industrial Machinery per non parlare delle continue altalene sui piani che riguardano gli impianti produttivi, la rete dei concessionari, il riallineamento dei marchi e i piani di prodotto. Anche Steve Rattner, il plenipotenziario al quale Obama aveva affidato il piano di recupero dell'industria automobilistica, ha espresso nei giorni scorsi critiche e dubbi sul management di GM.

Di fronte a questo bilancio poco edificante, la difficoltà della situazione non può essere un attenuante per l'attuale azionista di maggioranza di GM con il 61%, il Tesoro USA, a far capire a Henderson che così non andava e sarebbe stato il caso di fare un passo indietro. Ufficialmente è già cominciata la ricerca di un nuovo CEO e presidente di GM, presto se ne saprà il nome, ma nel frattempo l'incarico è stato assunto ad interim da Ed Withacre Jr, non a caso, un uomo del governo ed ex CEO di AT&T. Che sia dato definitivamente a un manager proveniente dall'esterno del mondo dell'auto l'incarico di rimettere in piedi GM? L'azienda sceglierebbe così la ricetta seguita da Ford con Alan Mullaly, arrivato a Dearborn dalla Boeing e in grado di riportare l'Ovale in attivo senza un dollaro di aiuto statale attraverso un piano di rifondazione davvero radicale per strategia, metodi e cultura.

Autore: Nicola Desiderio

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