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pubblicato il 4 dicembre 2009

In Italia è emergenza passaggi pedonali

L'Asaps lancia l'allarme per la messa in sicurezza. In 10 anni 200mila i pedoni investiti

In Italia è emergenza passaggi pedonali

I passaggi pedonali devono urgentemente essere messi in sicurezza con una più attenta manutenzione della segnaletica orizzontale. Servono nuove strategie con innovativi sistemi di illuminazione (LED), con più frequenti passaggi a chiamata, e una campagna di sensibilizzazione sia verso i conducenti che verso i pedoni stessi, "ricordando fino allo sfinimento che ci si deve rendere il più visibili possibile, specie di notte e col maltempo, e che quando noi vediamo una macchina in arrivo, non è affatto detto che il conducente abbia visto noi". A chiederlo, sottolineando la necessità di sanzioni frequenti per chi viola le regole, è l'Asaps, che cita i recenti dati ACI-Istat per cui nel 2008 sono stati ammazzati sulla strada 648 pedoni, 21 in più del 2007, con un incremento del 3,3%, a fronte invece di un calo della mortalità stradale del 7,8%.

"Numeri folli", come li definisce l'Associazione, perché in pratica 57 pedoni al giorno vengono investiti e feriti, mentre 2 perdono la vita. E' calcolato che 35 pedoni ogni 100.000 abitanti ogni anno finiscono sotto le ruote di un veicolo ed è significativo che il 35% è investito sugli attraversamenti pedonali, compreso il 25% di quelli che sono stati uccisi. Per questo, come ha suggerito anche l'ACI, per l'Asaps sarebbe utile concedere la precedenza assoluta ai pedoni sulla strada.

Il fenomeno, di fatto, sembra inarrestabile. In Italia negli ultimi 10 anni è come se fossero sparite intere città come Padova o Taranto (200.000 abitanti). "Un esercito di fanti della strada decimato dalla frenesia della mobilità, dalla distrazione in servizio permanente effettivo, dalla velocitàsottostimata, dall'alcol e dalla droga efficaci ausiliari della mortalità stradale", ha scritto Giordano Biserni, presidente dell'Asaps. Le principali vittime restano gli anziani: 368 (57%) avevano più di 65 anni (211 maschi 57% e 157 femmine 43%), mentre quasi la metà (50%) dei pedoni morti aveva più di 70 anni. Insieme a loro anche tanti bambini: 19 lenzuoli bianchi. In questo caso sono state le bambine a prevalere con 13 decessi, rispetto ai 6 dei maschi, e la fascia più colpita è quella cha va da 0 a 4 anni con 9 bambini morti. Anche fra i 20.640 pedoni feriti (+0,6%) prevalgono le femmine, con 11.142 ospedalizzazioni (54%) rispetto ai 9.498 feriti maschi (46%).

Le regioni che contano il maggior numero di investimenti di pedone sono nell'ordine la Lombardia con 3.835, il Lazio 2.542, la Toscana 1.771, l'Emilia Romagna 1.434, il Piemonte 1.408. Fra le province al primo posto negli investimenti c'è Milano (2.423), seguita da Roma (2.245), Genova (832), Torino (807), Firenze (680) e Napoli (587), mentre le città che contano il maggior numero di decessi sono Roma con 52 morti fra i pedoni, seguono a distanza Milano con 27, poi Napoli con 8, Bologna e Venezia con 7.

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Per ridurre il numero dei pedoni investiti sarebbe più utile:

Introdurre il limite di velocità massima consentita in città pari a 30 km/h

  
11%

Introdurre il diritto di precedenza assoluta per i pedoni sulla strada

  
14%

Lanciare una campagna di sensibilizzazione nazionale

  
5%

Migliorare la segnaletica degli attraversamenti

  
22%

Rispettare le norme vigenti, sia in auto che a piedi

  
45%

 

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Tag: Attualità , sicurezza stradale


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