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pubblicato il 30 novembre 2009

Divieto di fumare alla guida: i lettori dicono NO

Per molti bastano le norme vigenti, ma la campagna educativa c'è già

Divieto di fumare alla guida: i lettori dicono NO

Fumare alla guida non è pericoloso e per ridurre il tasso di incidentalità basterebbe far rispettare le norme vigenti. Così la pensa la maggior parte dei lettori di OmniAuto.it che hanno risposto al sondaggio circa l'utilità di introdurre questo divieto allo studio in Senato. Almeno finora è stata questa la risposta più gettonata (40%), seguita, ma con grande distacco (26%), da quella opposta, per cui fumare è un fattore di distrazione.

"Secondo me il divieto di fumo diventerebbe automatico estendendo l'obbligo di avere le mani libere da ogni cosa quando si guida", ha proposto Rosario, ma in molti pensano che "se la macchina è mia, e per questo pago una tassa di proprietà, posso fare ciò che voglio" (Riccardo), insomma "nessuno comanda a casa mia", come ha scritto Renato. E se per alcuni l'ipotesi di questo divieto è soltanto un "altro modo" (ndr) per "fare cassa" (Fabry), per altri, come ad esempio Alex, è vero che la macchina appartiene a chi la possiede e che il proprietario è libero di "fumarci dentro", a patto però che l'auto "sia spenta e ferma", perché "se stai andando su strade che non sono tue e con altre persone - continua Alex - le tue probabili disattenzioni potrebbero provocare lesioni agli altri".

E proprio la guida distratta è ciò che le istituzioni stanno cercando di combattere per rendere le strade più sicure. Uno studio condotto dalla Società italia­na di tabaccologia dice che, se per una telefonata ci vogliono 2 secondi di distrazione, per accendere una sigaretta ce ne vogliono 5, e in Spagna già circola da un anno un video istituzionale contro il fumo alla guida che di-"mostra" quanto accendere una sigaretta può distogliere l'attenzione del guidatore dalla strada. L'Italia, quindi, non è l'unico paese dell'Unione europea ad aver sollevato il problema, anzi, il divieto è già in vigore in Gran Bretagna, San Marino e Canada, e, di recente, se ne è parlato al primo Summut Mondiale sulla Sicurezza Stradale.

Lo stretto legame tra il divieto di fumo e la sicurezza stradale era anche stato sottolineato da Sandro Salvati, presidente della Fondazione ANIA, in occasione della singolare campagna "Io Dissuado", nata per scoraggiare i comportamenti scorretti alla guida. Sebbene allora non si parlasse di divieto di fumare alla guida, Salvati, per spiegare l'obiettivo della neonata campagna di sensibilizzazione, utilizzò proprio il paragone di quanto lo Stato italiano aveva fatto per "educare" gli italiani a non fumare nei locali pubblici. "Siamo partiti da un presupposto: come per il fumo, diciamo: chi guida male, può ammazzare anche te, digli di smettere", aveva detto Salvati, sottolineando come l'Italia, dopo l'introduzione di quel divieto, sia diventata una delle nazioni più virtuose al mondo in fatto di "indipendenza " da fumo. Da questo punto di vista, quindi, introdurre il divieto di fumare alla guida non solo ridurrebbe il numero di incidenti, ma aiuterebbe gli italiani a smetterla con questo vizio...

Il fumo uccide anche sulla strada

Video spagnolo della DGT, Direzione Generale del Traffico, contro la distrazione alla guida causata dal fumo.

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Tag: Attualità , sicurezza stradale


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