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pubblicato il 24 novembre 2009

Gli incentivi auto saranno ridotti nel 2010

Le anticipazioni di Scajola, mentre per Fiat sarà cassa integrazione a Natale

Gli incentivi auto saranno ridotti nel 2010

Il governo punta a "ridurre gradualmente gli incentivi auto, che quindi il prossimo anno saranno inferiori rispetto a quelli del 2009". A rivelarlo è stato il ministro per lo sviluppo economico Claudio Scajola nel corso della visita alla fiera Big Five a Dubai. "Gli incentivi sono serviti a chiudere il 2009 con un calo delle immatricolazioni che dovrebbe attestarsi al 3%, a fronte di una diminuzione del 35% a febbraio-marzo quando si profilava un vero e proprio disastro", ha detto, spiegando che in "Italia il risultato è stato migliore degli altri paesi europei. Gli incentivi si sono ripagati per l'80%, con il rientro dell'Iva e con meno cassa integrazione. Inoltre il rinnovo del parco auto ha avuto effetti positivi anche sugli incidenti stradali e sui morti che sono diminuiti".

Per il futuro "non possiamo muoverci diversamente dagli altri paesi europei - ha precisato - Se in Europa si riterrà che la crisi dell'auto è finita, anche noi ci fermeremo. Ma se uno dei paesi deciderà di incentivare, anche noi lo faremo altrimenti faremmo un danno irreversibile", spiazzando l'industria italiana dell'auto rispetto ai concorrenti internazionali. E proprio l'industria italiana è al centro delle polemiche odierne. Il ministro ha ribadito che "tutto il settore dell'auto deve essere ristrutturato profondamente, ma questo non significa che in Spagna si possa produrre quasi il doppio delle auto che si producono in Italia". Per questo durante l'incontro fissato per il primo dicembre con l'amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne si parlerà anche e soprattutto di "occupazione" nazionale.

"Noi chiediamo al Lingotto che venga aumentata la produzione industriale in Italia, dove immatricoliamo più auto di quante ne produciamo", ha promesso Scajola, aggiungendo però che "Fiat ritiene che 6 stabilimenti siano troppi e che Termini Imerese ha difficoltà oggettive: è troppo costoso produrre". Tuttavia, secondo Scajola, "sarebbe folle far morire un polo industriale come quello di Termini Imprese, su cui nel tempo sono stati fatti investimenti importanti e dove tutti mi dicono che la qualità del lavoro è molto buona". Parole molto apprezzate dalle parti sociali, che sperano di essere convocate a Palazzo Chigi prima del 21 dicembre, data fissata per il faccia a faccia con l'esecutivo e il Lingotto.

"Anche noi siamo per concedere incentivi fiscali alla Fiat a condizione che siano mantenute tutte le produzioni", compresa Termini Imerese che è "un polo industriale produttivo di cui la Sicilia e il Mezzogiorno non possono fare a meno", ha detto il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, commentando le parole del ministro Scajola. Bonanni ha poi invitato il governo a "trovare una soluzione a questo problema spinoso" auspicando che questa si possa trovare "nei prossimi giorni in modo da poter rassicurare migliaia di famiglie". Anche perché il Natale negli stabilimenti Fiat sarà tutt'altro che "sereno". Per gli operai degli stabilimenti di Mirafiori, Melfi e Termini Imerese è stata appena comunicata la cassa integrazione. Lo hanno reso noto Fiom e Uilm, specificando che i lavoratori dello stabilimento siciliano rimarranno a casa dal 21 dicembre al 6 gennaio, con rientro in fabbrica il 7 gennaio e che lo stabilimento di Melfi (Potenza) resterà chiuso dal 21 dicembre al 6 gennaio 2010. Trattamento poco differente per gli operai di Torino: il provvedimento di Cig, che sarà annunciato dall'azienda a Fim, Fiom, Uilm e Fismic, interesserà l'intero stabilimento dal 24 dicembre al 6 gennaio.La cassa sarà anticipata di tre giorni per i lavoratori addetti alla produzione della Multipla, che si fermeranno anche il 21, 22 e 23 dicembre, rimanendo quindi a casa da Natale alla Befana.

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Tag: Mercato , incentivi , lavoro


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