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Curiosità

pubblicato il 24 novembre 2009

Auto a idrogeno: una minaccia per le riserve d'acqua dolce?

Un futuro da risorsa scarsa e preziosa, come il petrolio

Auto a idrogeno: una minaccia per le riserve d'acqua dolce?

Alcuni studi pubblicati negli USA avanzano l'ipotesi che il futuro sfruttamento dell'acqua dolce per la produzione di idrogeno attraverso l'elettrolisi potrebbe andare a intaccare le enormi riserve naturali costituite dai Grandi Laghi nordamericani. Quella che è una risorsa scarsa e di grande valore per tutta l'umanità, dopo aver visto per anni fenomeni di prelievo indiscriminato, prosciugamento, inquinamento delle falde e sprechi incontrollati dovrebbe ora subire l'ulteriore minaccia di una motorizzazione di massa basata sulle auto "fuel-cell" a idrogeno. In particolare una ricerca del 2007 sostiene che la produzione industriale di idrogeno per autotrazione arriverebbe a consumare fino a 541.000 miliardi di litri d'acqua, cifra che salirebbe addirittura a un valore compreso fra gli 1,89 e i 6,43 trilioni di litri contando anche la quantità d'acqua che evapora nel sistema di raffreddamento degli impianti produttivi.

Secondo questa ipotesi il bacino dei Grandi Laghi, che da solo contiene un quinto di tutta l'acqua dolce di superficie disponibile sulla terra, andrebbe incontro ad un prelievo ben superiore a quello sostenibile dal punto di vista dell'equilibrio ambientale, rischiando di danneggiarne l'ecosistema e le riserve d'acqua per uso civile. Risultati opposti appaiono invece nella ricerca commissionata dalla Hydrogen Association, in base alla quale l'ipotetica conversione a idrogeno di tutte le autovetture circolanti negli Stati Uniti (230 milioni di veicoli) richiederebbe un consumo annuo di acqua valutabile attorno ai 416.000 miliardi di litri, inferiore a 1.135.000 miliardi di litri attualmente utilizzati per i processi di raffinazione del petrolio.

In attesa di studi indipendenti che possano meglio definire l'impatto della mobilità a idrogeno sulle riserve d'acqua e i rischi connessi a questi prelievi, continuano le sperimentazioni sul campo: a Cleveland, ad esempio, il Glenn Research Center della NASA porta avanti lo sviluppo di una stazione di servizio a idrogeno che sfrutta l'energia solare ed eolica per ottenere il prezioso elemento attraverso la scissione elettrolitica delle acque del Lago Erie.

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Tag: Curiosità , idrogeno


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