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pubblicato il 24 novembre 2009

Emergenza ponti: 1 su 3 non è a norma sismica

Gli esperti lanciano l'allarme, ma il Ponte sullo Stretto sarà sicuro

Emergenza ponti: 1 su 3 non è a norma sismica

In Italia un ponte su tre non è a norma sismica. E i più pericolosi, oltre a quelli storici delle città d'arte, sono i cavalcavia delle autostrade e, soprattutto, "tutte le tangenziali costruite negli anni '70 e '80" (quando non esistevano ancora regole per le costruzioni antisismiche), i quali "dovrebbero essere completamente revisionati" da questo punto di vista. A lanciare l'allarme è stato l'architetto Enzo Siviero, dell'Università Iuav di Venezia, in occasione del convegno su "Costruire e conservare in area sismica" organizzato a Napoli dall'Ordine dei Geologi della Campania.

Il paradosso è che sono costruzioni decisamente robuste, perché "le norme italiane - ha spiegato Siviero - hanno sempre privilegiato la sicurezza dei ponti al di la' del necessario", ad esempio i carichi di progetto possono superare di due volte quelli reali. "Tuttavia questo non significa che non ci siano rischi: molti sono colpiti dal degrado e la manutenzione ordinaria è insufficiente". E se fatti regolarmente gli interventi di manutenzione avrebbero avuto costi accessibili, a distanza di 10 o 20 anni "costano moltissimo", tanto che "in alcuni casi superano ormai dal 20% al 50% il costo della ricostruzione". Per questo, secondo l'architetto, che critica fortemente la spesa di "miliardi di euro per le barriere di sicurezza e quelle anti-rumore", sarebbe necessario promuovere un Piano di manutenzione straordinaria, con una programmazione di 10-20 anni nella quale siano definite delle priorità.

Niente paura invece per il Ponte sullo Stretto di Messina. Questa nuova opera, i cui lavori cominceranno tra meno di un mese, sarà in grado di sostenere l'impatto di un forte terremoto, nonostante tocchi regioni a rischio sismico come la Calabria e la Sicilia. Quello che invece va tenuto sotto controllo è il vento, che potrebbe deformare la struttura dalla lunghezza record di 3,3 chilometri, ma che promette di essere "un'opera di grande impatto mediatico". Anche perché, ha aggiunto l'architetto, le due torri alte 380 metri "potrebbero diventare due grattacieli grazie a un'operazione immobiliare da circa un miliardo" e il ponte farebbe di Messina e Reggio Calabria "un unico ambito metropolitano".

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Tag: Attualità , ponte sullo stretto , infrastrutture


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