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pubblicato il 23 novembre 2009

Gli incidenti stradali fanno più vittime dell'influenza A, ma nessuno ne parla

Così l'Asaps rimprovera i media

Gli incidenti stradali fanno più vittime dell'influenza A, ma nessuno ne parla

Un milione e 200mila morti e oltre 50 milioni di feriti. E' questo il bilancio annuale degli incidenti stradali, che nel 2030, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), diverranno la quinta causa di morte nel mondo, mentre oggi sono la nona. Numeri impressionanti di cui però si parla sempre troppo poco. Come ha evidenziato l'Asaps, negli stessi giorni in cui a Mosca si è tenuta la prima Conferenza Mondiale sulla Sicurezza Stradale voluta dall'ONU, "i telegiornali hanno preferito aprire con la notizia della mutazione genetica dell'H1N1 (...) e con la notizia che nei 206 paesi nei quali opera l'OMS le vittime accertate dallo scoppio della pandemia sono poco meno di 7mila".

"Tante - si legge nella nota - ma l'influenza stagionale uccide circa mezzo milione di persone all'anno, mentre la diarrea (che si cura con farmaci da un quarto di euro a dose che però non vengono distribuiti) ammazza 2 milioni di bambini. L'aviaria, secondo il notiziario dell'OMS aggiornato al 19 gennaio 2009, ha provocato dal 2003 qualcosa come 349 casi accertati nell'uomo con 249 morti. Una malattia si definisce rara quando colpisce con incidenza inferiore a 5 persone ogni 10mila; in Toscana, nel 2008, le vittime della strada sono state 296, con 24.902 feriti. La lebbra, malattia altamente contagiosa di cui nessuno parla, conta ogni giorno 90 nuovi casi, mentre la peste bubbonica infetta tra mille e tremila persone ogni anno. Dunque, tra fatti reali, dicerie e menzogne vere e proprie, che secondo molte associazioni corrispondono agli atti di una strategia attuata al fine di seminare panico per poi controllarlo in nome di oscuri progetti (come la sostituzione del pollame con una razza OGM), facciamo molta fatica a distinguere tra le cose di cui dovremmo davvero preoccuparci e quelle che, invece, sono chiaramente delle bufale".

Parole forti che sottolineano l'importanza dei lavori moscoviti che per la prima volta hanno riunito attorno allo stesso tavolo i rappresentanti di 110 paesi per affrontare un dramma le cui vittime sono addirittura superiori a quelle delle tanto tristemente note "mine antiuomo", che uccidono ogni anno, secondo stime della Croce Rossa Internazionale, 9.600 persone, ferendone e mutilandone irrimediabilmente altre 14.400. I lavori di Mosca nascono dalla certezza matematica fornita dal Rapporto Mondiale sulla Prevenzione dei Traumatismi dovuti agli Incidenti Stradali che la prima causa di morte per gli esseri umani di età compresa tra i 5 ed i 29 anni èrappresentata proprio da una frenata, quando c'è, e da uno schianto.

Inoltre, il 90% dei sinistri avviene proprio nei paesi del Terzo Mondo, dove, oltre al dramma umano, si paga per questo qualcosa come 44 miliardi di euro all'anno. Una cifra "spaventosa", come l'ha definita l'Asaps, e che "supera di gran lunga i finanziamenti che arrivano in quei paesi a titolo di aiuto umanitario e che corrisponde all'1,5% del prodotto interno lordo, con conseguenze devastanti nelle economie interne". Un dato allarmante che basta a capire quanto si nasconde dietro al fenomeno dell'incidentalità, troppo a lungo dimenticato dalla stampa generalista. Eppure giovedì e venerdì scorso a Mosca i 110 stati hanno approvato un documento molto importante, ribattezzato "Dichiarazione di Mosca", che fissa undici punti fondamentali per cercare di sconfiggere un flagello che, come ha detto il presidente della FIA Jean Todt, miete lo stesso numero di vittime della malaria e della tubercolosi.

Per leggere il Primo rapporto della Conferenza Mondiale sulla Sicurezza Stradale voluta dall'ONU cliccate qui.

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Tag: Attualità , incidenti , sicurezza stradale


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