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Curiosità

pubblicato il 23 novembre 2009

Buon compleanno TDI

Il turbodiesel Audi a iniezione diretta compie 20 anni

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Capita raramente di festeggiare i 20 anni di vita di un motore e fatto ancora più raro è che l'evento sia sottolineato dalla nascita di un sito web che ne delinea la storia e l'evoluzione. E' quello che accade per il TDI Audi, celebrato online su TDI Chronicle come un anniversario di famiglia, visto che il primo TDI installato nel 1989 sulla Audi 100 2.5 TDI è solo un lontano parente dell'attuale V12 TDI 6.0 montato sulla Q7. Ciò che accomuna questi propulsori è la tecnologia dell'iniezione diretta di gasolio e del turbocompressore, da cui la sigla TDI che sta appunto per "Turbocharged Direct Injection".

Sulle pagine della TDI Chronicle è possibile ripercorrere ogni passo di questa evoluzione che dal Salone di Francoforte del 1989 ad oggi ha prodotto senza pause più di 5 milioni di motori TDI Audi. Si può affermare che la gamma di motori TDI Audi ha contribuito, assieme alle unità Volkswagen, al common rail Fiat, al FAP di Peugeot-Citroen e a vari motori BMW e Mercedes, alla crescita e alla maturazione del diesel nella mobilità moderna.

CINQUE CILINDRI
Il padre della tecnologia TDI Audi è Richard Bauder, un discepolo che lo stesso Rudolph Diesel avrebbe forse voluto a bottega e che continua a dirigere il reparto sviluppo dei motori a gasolio Audi. L'idea di un propulsore più efficiente e ancor più potente dei precedenti nasce nel 1976, all'indomani della crisi petrolifera dei primi Anni '70 e da allora gli studi proseguono su ogni tipo di soluzione tecnica abbinabile al motore ad accensione spontanea.

Il primo frutto di queste ricerche è appunto il 5 cilindri in linea di 2,5 litri e 120 CV, capace di spingere la Audi 100 TDI a quasi 200 km/h e di ottenere un consumo medio di 5,7 l/100 km. Si tratta di valori che 20 anni fa risultavano ai vertici dell'offerta di mercato, dati che risultano ancora migliori sulla Audi 80 del 1991, modello che porta al debutto il TDI 1.9 a quattro cilindri. In questo caso i 110 CV sono ottenuti grazie alla turbina a geometria variabile.

2.99 L/100 KM
Solo nel 1993 l'intera gamma Audi diesel diventa TDI e nel 1994 il turbodiesel a iniezione diretta viene abbinato per la prima volta alla trazione integrale quattro. Altre tappe evolutive fondamentali sono l'arrivo in anteprima mondiale del V6 TDI su un'automobile, la Audi A6 TDI da 150 Cv, seguita nel 1999 dal V8 TDI 3.3 dell'Audi A8 (224 CV).

Il 2000 segna il debutto del sistema pompa-iniettore, un dispositivo di iniezione ad alta pressione che risulta perdente nei confronti del common rail ma che verrà montato su un'intera generazione di motori a 4 cilindri di Audi, Volkswagen, Seat e Skoda. La stessa sigla TDI appare anche sulle piccole cilindrate sulla più economica e frugale delle vetture dei suoi tempi, quella A2 TDI 3L (61 CV) che assieme alla Lupo 3L vanta un consumo record di 2,99 l/100 km

L'ORA DEL COMMON RAIL
Il 2.0 TDI affianca nel 2003 l'unità di 1,9 litri e la corsa verso potenze sempre più elevate si concretizza con la presentazione nello stesso anno del 4.0 TDI V8 da 275 CV, seguito l'anno successivo dal nuovo V6 TDI di 3 litri, dotato di iniezione common rail e con 224 CV a disposizione. Lo stesso tipo di alimentazione tarda poco ad arrivare sui quattro cilindri, come dimostra il 2.0 TDI common rail del 2007. Il resto è storia recente e come dice lo stesso Bauder, "dimostra con i numeri il progresso di 20 anni del TDI che vale il 100% di potenza e il 75% di coppia in più a parità di cilindrata, con un livello di emissioni ridotto del 98%".

I traguardi più recenti sono le vittorie a Le Mans del diesel V12 da 650 CV montato sulla R10 TDI e il nuovo V10 della R15 TDI, il V12 TDI della Q7 che sprigiona 500 CV e il 2.0 TDI da 170 CV diffuso su molti modelli della gamma.

CLEAN DIESEL
Il presente e il futuro del diesel Audi si chiama 1.6 TDI e "clean diesel". La prima è la nuova unità da 105 CV montata sulla A3 che consente alla media di Ingolstadt di consumare 3,8 litri per coprire 100 chilometri e di emettere solo 99 g/km di CO2. Il futuro è e sarà sempre più all'insegna del "clean diesel" al momento rappresentato dal 3.0 TDI di A4 e Q7 che è già in grado di rispondere ai livelli di emissioni prescritti dalla normativa Euro 6, in vigore dal 2014.

Nei prossimi anni la sfida si orienterà anche sui carburanti alternativi, i biodiesel e i "sunfuel" da coltivazioni integrate, che nella fase della coltivazione consumano la stessa quantità di anidride carbonica che emetteranno in fase di combustione. Indipendentemente dall'evoluzione di questi progetti eco-compatibili, Audi ha come obiettivo primario quello di ridurre del 20% i consumi della propria gamma nel periodo 2007-2012.

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Tag: Curiosità , Audi


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