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Anticipazioni

pubblicato il 23 novembre 2009

Mazda: chi fa da sé… fa per CX-3

Così dovrebbe chiamarsi il SUV compatto della casa giapponese

Mazda: chi fa da sé… fa per CX-3

Mazda darà meno peso alle proprie vetture e, soprattutto, se le farà da sola. Da quando infatti le sue strade si sono divise dalla Ford, la casa giapponese ha cambiato le proprie strategie in tema di motori e pianali riservando risorse all'ibrido e all'elettrico (prima snobbato) e continuando a ridurre il peso delle proprie automobili. Dopo aver abbattuto di 100 kg il peso della Mazda2 (e della Ford Fiesta), a Hiroshima hanno deciso che per il prossimo progetto, liberi dai compromessi dell'appartenenza a un gruppo più grande, devono andare persino oltre.

La prossima novità vera infatti della Mazda (esclusa naturalmente la piccola derivata dal concept Kyora e che dovrebbe chiamarsi la Mazda1) sarà un SUV compatto che sarà sviluppato su una piattaforma completamente nuova, in grado di coprire i segmenti C e D e che non sarà condivisa con Ford. Il SUV, che dovrebbe chiamarsi CX-3 o CX-4, avrà elementi di stile derivati dai concept Hakaze e Kazamai, dunque con caratteristiche estetiche nettamente più sportive rispetto alla Tribute, anch'essa figlia di una Ford, la Escape e, per questo, costruita negli USA. La CX-3/4 invece sarà costruita in Giappone, vedrà la luce alla fine del 2011 e non avrà nulla in comune con la Ford Kuga così come la Mazda3 di prossima generazione non avrà nulla a che fare la Focus attesa al debutto all'inizio del 2010 al contrario di quanto successo per le ultime due generazioni delle due vetture. Lo stesso accadrà per la Mazda6, ora basata sullo stesso pianale della Mondeo, e alla Mazda2.

I primi prototipi della CX-3/4 sono già marcianti e ospiteranno le novità meccaniche viste all'ultimo Salone di Tokyo ossia il cambio automatico Sky-Drive a 6 rapporti e i motori Sky-G i quali non sono altro che i nuovi Ford EcoBoost con un altro marchio sulla testata. Quando infatti si trattò di assegnare i compiti per lo sviluppo dei motori qualche anno fa, a Mazda venne affidato il compito di progettare le nuove unità a benzina 4 cilindri a iniezione diretta con cilindrate di 1,3, 1,6 e 2 litri. Si tratta dunque di quello che dovrebbe essere l'ultimo progetto congiunto con Ford, anche se Mazda, a differenza dell'ovale, darà la propria preferenza alle unità senza turbocompressore implementandovi l'esclusivo sistema stop&start denominato i-stop, il recupero dell'energia e il catalizzatore con struttura interna a nanotecnologie che consente di impiegare meno metalli preziosi. Il risultato sarà un 15% di guadagno per i consumi e la coppia motrice, più contenuto invece in termini di potenza. La futura Mazda3 invece, che sfrutterà la stessa piattaforma, rispetto a quella attuale, avrà consumi ed emissioni abbattuti del 30% combinando i vantaggi dei nuovi motori a quelli del peso ridotto grazie alla nuova piattaforma.

Per le CX-3/4 destinate al mercato americano potrebbe esserci anche un'unità V6 3 litri mentre per quelle europee ci sarà il Diesel 2,2 litri SKY-D, evoluzione di quello attuale, ma non è escluso il debutto di un motore di cilindrata più contenuta, due le candidature: l'1,6 litri di origine PSA di prossima generazione (quello attuale è Euro 4) o un'unità completamente nuova di 1,6-1,8 litri tutta Mazda. Non è esclusa neppure una nuova unità ibrida alla quale la casa giapponese sta lavorando, ma è probabile che il suo debutto avverrà più tardi. Per il sistema di trazione integrale, sarà utilizzato quello già presente sulla CX-7 con giunto centrale elettromagnetico a lamelle controllato da un software che tiene conto anche della posizione dell'acceleratore e dello sterzo. Visto il crescente favore del mercato per queste varianti, e il fatto che la Tribute già offra questa opzione (ma anche la CX-7 per il mercato americano), ci sarà spazio anche per versioni con la sola trazione anteriore.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Anticipazioni , Mazda


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