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pubblicato il 22 novembre 2009

6h di Vallelunga: Rossi terzo, ma era quasi vittoria

Il “Dottore” si deve arrendere ad un incendio. Vincono Biagi, Francioni e Piscopo

6h di Vallelunga: Rossi terzo, ma era quasi vittoria

Autodromo di Vallelunga, ore 9:15. "E' bello essere qui, anche se la gara comincia forse un po' troppo presto...". La battuta a pochi minuti dal via di Valentino Rossi, che come è noto non ama troppo svegliarsi presto al mattino, si diffonde dagli altoparlanti del circuito che ospita la 6 Ore di Vallelunga, la sua prima uscita in gara da pilota di granturismo. Sembra che tutto vada liscia come l'olio, però a meno di un'ora dalla bandiera a scacchi la dea bendata volta le spalle al "Dottore", ad Uccio Salucci e ad Andrea Ceccato, e la vittoria della classe GT3 si trasforma in un terzo posto e un undicesimo assoluto a causa di due inconvenienti tecnici alla Ferrari F430 Scuderia numero 46.

Già alla vigilia le due Lola-Judd LMP2 del Racing Box in prova avevano fatto il vuoto, ed infatti sul podio della Gold Cup sono saliti Filippo Francioni, Edoardo Piscopo e Thomas Biagi davanti alla vettura gemella di Fernando Geri e i fratelli Giacomo e Andrea Piccini, autori di una bella rimonta dopo la rottura di una sospensione. Sul terzo gradino la Lucchini-Alfa Romeo di Davide Rigon, Claudio Mastrangelo e Fabio Chiminelli.

Dopo una partenza con cinque giri dietro la safety car a causa della nebbia fitta, per "il Dottore" è subito bagarre sul fondo umido, "anche se la battaglia che avevo sperato ieri è stata un po' smorzata dalla safety car, sembrava di andare a caccia..." dirà a fine gara regalando risate in sala stampa. Al tornantino chiude la porta senza timori ad un certo Emanuele Pirro, che prende il via insieme a Marchetti e Graziani sulla Corvette della Ventidue Motorsport a cui poi andrà la vittoria di classe e il sesto posto assoluto. Il cinque volte vincitore di Le Mans a fine gara elogerà Valentino, rivelando che poco tempo fa ad una Race of Champions gli aveva consigliato di provare una gara endurance e aggiungendo "Valentino è un esempio per tutti, ha l'umiltà di correre in categorie diverse senza mai lamentarsi e con impegno. Per me potrebbe gareggiare dovunque: rally, Dakar anche in moto, Le Mans, pure la Baja 1000...io al posto suo ci penserei".

Nel suo primo turno Rossi mantiene un ottimo ritmo che tiene a debita distanza gli avversari, fra cui i colleghi di scuderia del Kessel Racing Moncini/Naspetti/Taddeo e Carugati/Forgione/La Mazza che chiuderanno al secondo posto, e firma anche il giro più veloce fra le GT3. Poi il volante passa a Ceccato e Salucci, che sono altrettanto veloci e risalgono fino alla terza posizione assoluta con tre giri di vantaggio sugli avversari della Corvette allo scadere di metà gara. Accade però il colpo di scena: alla penultima sosta la 430 non si avvia e Salucci viene fatto partire a spinta. Bisogna però sostituire il motorino di avviamento per l'ultimo stint di Valentino e i tecnici del team Kessel riescono a compiere l'operazione in appena otto minuti. Rossi riparte e tenta la rincorsa alla prima posizione, che sembra essere possibile nonostante i sette giri di ritardo accumulati, ma un principio di incendio dovuto ad una rottura dello scarico lo costringe a dieci minuti dalla bandiera a scacchi a fermarsi definitivamente al box.

Nonostante la delusione di Uccio - "Delusi? Non riesco a riprendermi...", dice l'ideatore di questa uscita - i tre salgono sul terzo gradino del podio per lo champagne di consolazione, lasciando aperta la porta per una rivincita il prossimo anno.

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Tag: Motorsport , VIP , piloti


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