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pubblicato il 14 novembre 2009

Incidenti stradali: l'Italia e l'Ue falliscono

Mancato l'obiettivo 2010. Domani è la Giornata Mondiale vittime della strada

Incidenti stradali: l'Italia e l'Ue falliscono

L'obiettivo di diminuire del 50% le vittime sulle strade entro il 2010, rispetto al 2000, "non sarà raggiunto", né in Europa, né in Italia. Il vice presidente della Commissione Ue e commissario ai Trasporti, Antonio Tajani, lo ha annunciato ieri durante la presentazione del rapporto ACI-Istat sugli incidenti stradali. "Purtroppo passare dal -33% al -50% di vittime sulla strada in un anno sarà difficile per l'Italia, ma anche per l'Europa - ha spiegato - Ma non raggiungere questo obiettivo non ci deve scoraggiare". I risultati infatti ci sono stati, con un calo delle vittime durante lo scorso anno rispetto al passato, e domani ricorre la Giornata Mondiale del Ricordo delle Vittime della Strada, che l'ONU invita a celebrare per dare rilevanza sociale alla gravità della strage stradale perché non siasottovalutata.

Per questo l'Associazione Italiana Familiari Vittime della Strada (AIFVS) ha chiesto agli enti locali di illuminare un monumento significativo in ogni città al fine di esprimere il bisogno di accendere i riflettori su questa strage e di risvegliare il senso di responsabilità degli automobilisti. L'invito a promuovere questa riflessione è partito anche dall'Ufficio liturgico nazionale della Conferenza Episcopale Italiana, che ha esortato le 26mila parrocchie a dedicare una preghiera dei fedeli al ricordo delle vittime della strada durante la liturgia eucaristica.

Il fenomeno dell'incidentalità stradale è infatti ancora un'emergenza nazionale, sebbene l'Italia risulta 11esima in Europa nella corsa all'obiettivo 2010. Secondo il rapporto ACI -Istat, ogni giorno sulle strade italiane si verificano 598 incidenti, che provocano la morte di 13 persone e il ferimento di altre 849. I pedoni sono la vera "utenza debole", con il 6,6% dei feriti e ben il 13,7% dei morti, e più in generale il maggior numero delle vittime sono i giovani tra i 25 e i 29 anni.

La maggior parte dei sinistri (76%) avviene tra due o più veicoli ed il più ricorrente è lo scontro frontale-laterale (77.735 casi, il 35,5%), con 1.213 morti (25,6%) e 113.432 feriti (36,5%), seguito dal tamponamento, che registra 40.047 casi con 499 morti e 65.534 feriti. Tra gli incidenti a veicoli isolati, il caso più diffuso è la fuoriuscita o lo sbandamento del veicolo: 20.378 incidenti (9,3%), con 881 morti (18,6%) e 25.509 feriti (8,2%).

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