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pubblicato il 12 novembre 2009

Il turbo tornerà sulle Ferrari stradali?

Per un ingegnere di Maranello è possibile, ma occorre eliminare il turbo-lag

Il turbo tornerà sulle Ferrari stradali?

Ferrari sta considerando il riutilizzo dei turbocompressori (utilizzati per l'ultima volta sulla monumentale F40) per le sue vetture stradali. Lo riposta il magazine inglese Autocar che cita l'ingegnere del Cavallino Rampante Jean-Jacques His, il quale, interpellato sull'argomento, ne ha confermato la possibilità, sottolineando però che prima a Maranello devono risolvere un problema fondamentale: il turbo-lag.

IL RITARDO DEL TURBO
Può essere definito come un vero e proprio "mancamento" che soffre il motore turbocompresso quando si preme sul pedale del gas per richiedere potenza. Questa non arriva contestualmente alla pressione sul pedale, ma, a causa dell'inerzia della turbina, solo dopo un apprezzabile ritardo. Nel passaggi o dal rilascio all'accelerazione, infatti, non è immediatamente disponibile il giusto quantitativo di pressione che possa dare avvio al processo di sovralimentazione. Il pilota, dunque, altro non può fare che constatare un caratteristico "vuoto" di potenza fino a che il turbo non inizia a lavorare.

Il fenomeno, oggi, è stato drasticamente ridotto (riduzione delle dimensioni dei turbo, adozione dei turbo con geometria variabile delle giranti ecc.) rispetto a plateali manifestazioni sulle auto di qualche anno fa . Estremizzando: chi ha avuto la fortuna di guidare una Porsche 911 Turbo degli Anni '80 ha potuto saggiare la selvatichezza della bomba di Stoccarda che manifestava una vera e propria esplosione di potenza, ma a "scoppio ritardato".

NO AL MULTIAIR SULLE FERRARI
Jean-Jacques His ha dichiarato che il Turbo-lag è una condizione non accettabile per un motore Ferrari. Ed è improbabile, spiega His, che Ferrari riesca a utilizzare in futuro il sistema multiair sviluppato dal Gruppo Fiat e adottato sulla Alfa Romeo MiTo. Sono stati già condotti test di questo tipo su una Ferrari F430, ma il sistema non ha fornito i risultati sperati ai livelli di potenza richiesti da una vettura del genere. Il vantaggio principale di questo dispositivo, infatti, è un incremento della coppia espressa, ma è difficile ottenere altrettanti benefici agli alti regimi.

Un'ultima riflessione, l'ingegner His la riserva al cambio a doppia frizione. Fino a questo momento, ha spiegato, questo tipo di cambio è disponibile solo per i modelli 8 cilindri della gamma (California e 458 Italia). Ma in futuro il suo utilizzo potrebbe essere allargato anche alle 12 cilindri grazie alla sua possibilità di sopportare regimi di rotazione fino a 10.000 giri.

Autore: Alvise-Marco Seno

Tag: Mercato , Ferrari


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