Mercato

11 Novembre 2009

Pininfarina Bluecar: dal 2011 a 330 euro al mese

Pininfarina Bluecar: dal 2011 a 330 euro al mese

Sono già oltre 6.600 le prenotazioni per l’elettrica di Torino

La Pininfarina Bluecar, la piccola vettura elettrica prodotta dalla Carrozzeria torinese con il gruppo francese Bolloré, arriverà nel 2011 e si potrà noleggiare a 330 euro con la possibilità di recedere già dopo il terzo mese se non si è convinti della propria scelta. Da Torino confermano dunque che i nuovi assetti societari non hanno mutato le strategie e che saranno mantenute tutte le promesse fatte al Salone di Ginevra del marzo scorso, quando sono state aperte le prenotazioni per la Bluecar superando ad oggi le 6.600 prelazioni.

I clienti hanno inoltre nei giorni scorsi avuto la prima comunicazione dal momento della prenotazione e, tramite email, hanno ricevuto la brochure (in inglese e francese) e qualche riga con la quale si annuncia l’avvenuta apertura dei due stabilimenti – il 24 settembre a Ergué Gabéric in Francia e il 27 ottobre a Montreal, in Canada – della BatScap, la consociata del gruppo Bolloré che si occuperà della produzione delle batterie ai polimeri di litio da 30 kWh destinate ad essere alloggiate sotto il pavimento della vettura assicurandole un’autonomia di 250 km. Queste batterie hanno un volume di 300 litri, un voltaggio di 410 Volt, una vita di 200mila km e saranno il serbatoio della BlueCar, ma anche del microbus Gruau. A questo proposito, la Pininfarina ha firmato lo scorso 15 ottobre un accordo con la Regione Piemonte con il quale si impegna a riconvertire autobus Euro O in euro 5 inserendo in flotta piccoli bus elettrici. Il destino di Pininfarina come costruttore è dunque l’ecomobilità, e non solo per le automobili.

Nel frattempo si continua nell’attività di progettazione e industrializzazione della BlueCar. Lo stile, che è uno dei fiori all’occhiello dell’auto, sarà al 98% quello del prototipo visto al Salone di Ginevra nel 2009. I primi esemplari usciranno dallo stabilimento a giugno e saranno dedicati ad attività di verifica e collaudo prima della partenza a pieno regime. La parte della commercializzazione sarà invece curata dalla Bolloré in Francia. Al momento, non sono previsti accordi con enti e aziende di produzione e/o distribuzione di energia, come nel caso di altri costruttori che si preparano al lancio di auto elettriche.

La Bluecar è lunga 3,65 metri, ha un passo di 2,5 metri e ha anche molti altri elementi di sicuro interesse come la già citata autonomia di 250 km, assai superiore rispetto ai progetti di altre case che oscillano tra 90 e 160 km, e la possibilità di essere ricaricata in 5 minuti in modo sufficiente per percorre 25 km, abbastanza per tornare a casa e proseguire il rifornimento dalla presa domestica. La vettura italo-francese si affiderà anche al sole per ricaricarsi grazie ai pannelli fotovoltaici presenti sul tetto e sul corto cofano anteriore. Ma non è finita qui perché la batteria sarà affiancata da supercapacitori, dispositivi che accumulano velocemente grandi capacità di energia in rilascio e la rilasciano in modo altrettanto veloce, una soluzione che consente di sottoporre la batteria a cicli di ricarica meno numerosi. In questo modo risulta meno stressata e se ne garantisce la vita per 200mila km.

La Bluecar ha un motore da 50 kW (68 kW), raggiunge 130 km/h (velocità limitata elettronicamente) e accelera da 0 a 60 km/h in 6,3 secondi. È previsto inoltre uno speciale emettitore di rumore denominato “Soft sound” per consentire di richiamare l’attenzione dei pedoni. Interessante anche l’abitacolo, abbastanza spazioso per 5 persone e dotato di una telematica avanzata, pronta a interfacciarsi con il proprio smartphone per svariate funzionalità.

Per scaricare la brochure cliccate qui.

Autore: Nicola Desiderio
Data: 11 Novembre 2009
Tags: Mercato, auto elettrica
 

Ultimi Commenti

10 commenti presenti
  • 1
    ma porca vacca

    ma perchè la brochure è in inglese e francese e non in italiano porco cane? è un'azienda italiana mi aspetto almeno che ci sia anche la lingua italiana..

    che vergogna

    Postato da: farina11 Novembre 2009 alle 18:50
  • 2
    Buona idea!

    "possibilità di essere ricaricata in 5 minuti in modo sufficiente per percorre 25 km, abbastanza per tornare a casa e proseguire il rifornimento dalla presa domestica"

    Davvero un'ottima idea!

    Ma concordo con farina: perché la brochure non è anche in italiano? Dannazione!
    Forse perché la maggior parte dei clienti sono francesi, canadesi e statunitensi... però, allora potevano metterci anche il tedesco. Bah! misteri del marketing.

    Postato da: Zombo7811 Novembre 2009 alle 19:06
  • 3
    Non male

    Però il prezzo dovrebbe essere altino dato che ha sistemi super tecnologici.
    Comunque è un ottima idea.Peccato per il fascicolo illustrativo non in italiano

    Postato da: Alessandro11 Novembre 2009 alle 19:19
  • 4
    vergognoso

    vergognoso che pininfarina abbia messo la brochure solo in inglese e in francese, non tanto per gli italiani quanto più per gli stranieri, è fondamentale che vedano scritto pure in italiano cavolo, come hanno fatto a non pensarci?

    Postato da: caino11 Novembre 2009 alle 19:25
  • 5
    Consigli per gli acquisti...

    Certo che bisogna leggere il contratto di noleggio, ma a caldo l'idea potrebbe funzionare soprattutto in ambito urbano, per utinti non papabili di car sharing, presso la pubblica amministrazione e su soggetti sensibili variamente sparsi.
    330 EUR/mese per una vettura zero emissioni possono essere accettabili, inteso spese accessorie incluse, anche al lordo delle spese di ricarica; per altre necessità (viaggi, trasporto carichi eccetera) esiste il classico autonoleggio a prezzi ormai ultra- stra- convenienti.
    Personalmente non ho mai avuto feeling con le auto elettriche ma qui si apre una nuova era, un po' fashion ma anche tecnologicamente più avanzata delle prooste mediamente in circolazione, e capacità di carico (5 persone) non da tutte le concorrenti di segmento.
    Speriamo abbia successo!!

    Postato da: palmito11 Novembre 2009 alle 22:32
  • 6
    Era ora... anzi è ora adesso...

    L'inglese è lingua internazionale per eccellenza che bene-male tutti dovrebbero conoscere. Sarebbe bastato solo quello ma quasi sicuramente i nazionalisti francesi avranno pestato i piedi per avere la traduzione nella loro lingua; chiunque si volge a questo tipo di prodotti può sovranamente sentirsi superiore al fatto che siano presentati in una lingua "vettore" piuttosto che nella propria. Tanto poi vero che la fabbricazione è europea troverei interessante una comparazione con l'atteso modello S della Tesla Motor.

    Postato da: cesare11 Novembre 2009 alle 23:01
  • 7
    ...smaltimento batterie

    ...domanda:ma una volta esaurita la "vita" delle batterie...che fine fanno?Non è che poi ci ritroviamo fra 10/20 anni a dover smaltire batterie esauste?

    Postato da: ivano12 Novembre 2009 alle 09:33
  • 8
    x 7 Certo !!!

    Certo che dovranno essere smaltite !!!
    In natura nulla si crea e nulla si distrugge.

    Ed allora ?

    Anche i PC devono essere smaltiti, ma mica per questo non si fanno più PC.

    Al limite si vedrà cosa riutilizzare.....

    Postato da: ULGAT12 Novembre 2009 alle 17:10
  • 9
    Bella ma...

    Mi piace molto, è davvero innovativa. Ma, per caso, negli optional, ci sono anche i dizionari inglese e francese?! Hahahahaha

    Postato da: Sasha17 Novembre 2009 alle 12:00
  • 10
    Grande Pininfarina

    Molto carina anche esteticamente... se le promesse verranno mantenute sarà un successo.

    Ma se un domani dovessero uscire delle batterie più potenti e magari con ricarica superveloce, basterà sostituirle?

    Perchè se così fosse la vità media di un'auto sarebbe sicuramente superiore con un'ulteriore vantaggio per l'ambiente no?

    Certo le case costruttrici non sarebbero contentissime ma è meglio veder fallire un'azienda piuttosto che la nostra generosa terra!

    Postato da: Paolo17 Novembre 2009 alle 21:49

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