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Retrospettive

pubblicato il 9 novembre 2009

9 Novembre 1989: la Trabant abbatte il muro di Berlino

Da brutto anatroccolo di regime a cigno in libertà

9 Novembre 1989: la Trabant abbatte il muro di Berlino
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Se c'è un'auto che ha rappresentato in maniera esemplare il cambiamento che vent'anni fa ha investito i paesi dell'Europa dell'Est, questa è la Trabant, la vettura prodotta nella Repubblica Democratica Tedesca fra il 1963 e il 1991. La carriera produttiva della VEB Sachsenring Trabant, non a caso, coincide quasi perfettamente con l'esistenza del Muro di Berlino, quell'incredibile barriera di cemento e filo spinato eretta nella notte fra il 12 e il 13 agosto 1961 per dividere artificiosamente in comunisti e capitalisti gli appartenenti ad un unico popolo e da questi abbattuto nella serata del 9 novembre 1989.

GIU' IL MURO
Fra le scene più famose fotografate in quella storica serata e nei giorni successivi c'è quella del lungo e commovente serpentone di Trabant stracariche di ex berlinesi dell'Est e bagagli che si accinge ad attraversare l'ormai inesistente confine fra le due Germanie e quei posti di blocco (Checkpoint) che fino a pochi mesi prima risultavano invalicabili e minacciosamente sorvegliati. La sbuffante vetturetta bicilindrica a due tempi appare in queste immagini ormai entrate negli annali della storia moderna come il più improbabile e curioso simbolo della libertà acquisita dal popolo tedesco dell'Est, finalmente libero di ricongiungersi con parenti e amici al di là del muro e pronto ad affrontare la difficile sfida dell'unificazione.

COMPAGNA SI', MA NON DI VIAGGIO
Assieme alle più evolute Wartburg 353, prodotte a Eisenach nell'ex DDR, la Trabant ha saputo rappresentare sia il volto più bieco del regime comunista che la voglia di riscatto dei cittadini dell'Est, pronti ad invadere la Germania Federale e tutta l'Europa a bordo dei loro "Trabi...ccoli". Nata nel 1963 come Trabant 600, la più famosa delle piccole auto della DDR prende nel 1964 il nome di Trabant 601 (o P601) e così rimane praticamente immutata fino al 1991, anno in cui la produzione nella Germania unita viene interrotta per sempre. Il progetto della Trabant, il cui nome significa "compagno di viaggio" come il satellite russo Sputnik, nasce dall'esigenza dell'industria statale di proporre un'auto economica e robusta, semplice e adatta a trasportare 4 persone all'interno dei ristretti confini nazionali.

POVERA MA BRUTTA
Dalla fabbrica di Zwickau cominciano così a uscire i primi esemplari di questa essenziale 3 volumi a 2 porte con carrozzeria in Duroplast, un materiale plastico che invece di unire resina con lana di vetro utilizza proprio la lana o il cotone! Lo stile è in qualche modo ripreso dalle vetturette occidentali del periodo, con un massiccio corpo vettura a tre volumi e un luminoso padiglione con sottili montanti ai quattro angoli. Il motore è un bicilindrico di 600 cc che sviluppa 23 CV (26 CV nel 1989) e permette alla "Trabi" di raggiungere i 112 km/h e di accelerare da fermo fino a 100 km/h in circa 21 secondi. Vista con gli occhi di oggi (ma anche di allora...), la piccola due tempi risulta insostenibile dal punto di vista ambientale, con un consumo di 7 l/100 km e soprattutto un livello di emissioni allo scarico che risulta di 9 volte superiore alle moderne quattro tempi in termini di idrocarburi incombusti e fino a 5 volte più alto per quel che riguarda il monossido di carbonio. Il suo sbuffante e maleodorante fumo azzurrognolo è stato per anni l'ammorbante compagno di viaggio per le famiglie più fortunate della Germania dell'Est, costrette a spostarsi sui mezzi pubblici o su queste pericolose carriole dall'antiquato telaio a longheroni e dalla meccanica antiquata.

LA FINE E LA RINASCITA
Prodotta nelle versioni berlina 2 porte (Limousine), "Kombi" familiare a 3 porte (Universal) e cabrio "Tramp", derivata dalla versione militare senza tetto, la Trabant tenta di sopravvivere nel difficile e competitivo mercato del dopo-unificazione, con una versione 1.1 ristilizzata che adotta il motore 1.050 della Volkswagen Polo; l'occidentalizzazione della Trabi non ha successo e la produzione dura meno di tre anni, dalla fine del 1989 al 1991. La caduta del "Berliner Mauer" ha però aperto alla piccola tedesca le porte dell'Europa, giunta in ogni angolo del vecchio continente grazie agli avventurosi viaggi di ex cittadini DDR in vena di libertà e vacanze all'estero. Venti anni sono passati dalla grande ubriacatura mediatica che ha investito la Trabant e da triste eredità di un regime oppressivo si è ormai definitivamente trasformata in simbolo semovente di libertà e di rivincita, ricercato e immortale oggetto da collezione che già ha ispirato un imprenditore tedesco al lancio della Trabant nT, moderna vettura elettrica in stile nostalgico.

Lo spot d'epoca della Trabant

Il mito Trabant in uno spot dell'epoca andato in onda in Germania.

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Tag: Retrospettive , anniversari


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