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Mercato

pubblicato il 8 novembre 2009

GM pronta a riaprire con Magna

Da Detroit si riallaccerebbe la trattativa, fuori dal tavolo tedesco

GM pronta a riaprire con Magna

General Motors vuole riavviare le trattative per Opel con Magna e Gaz passando ancora per Sberbank. Lo riporta il Detroit News citando una fonte interna la quale è stata incaricata di riallacciare le fila con la banca russa con l'obiettivo di stabilire una partnership industriale con il secondo costruttore russo. Già tre anni fa GM aveva cercato una sponda presso GAZ, mai i negoziati si erano arenati quando sia il suo patron, Oleg Derispaska, sia GM stessa si sono trovati in difficoltà finanziarie.

"Vedo la possibilità di riprendere le trattative con Magna e GAZ e continuare a provare a sviluppare con loro questo business, ma ovviamente come parte della Opel mantenuta da General Motors, non come parte di un consorzio Magna-Sberbank" aveva detto giovedì scorso John Smith, vice presidente del gruppo GM e capo del gruppo dei negoziatori per la trattativa Opel. GM dunque chiama di nuovo quelli che avrebbero dovuto essere gli acquirenti di Opel ad essere partner industriali senza la mediazione e la sovvenzione finanziaria del governo tedesco, libera di portare avanti le proprie strategie e il proprio risanamento senza alcun controllo esterno o condizionamento.

Anche secondo Warren Browne, ex capo di GM Russia, c'è spazio per riannodare la trattativa: "La fine della trattativa Opel non impedisce a GM dal continuare ad aiutare GAZ con il supporto di Magna". A questo proposito, c'è uno scambio all'insegna della distensione tra Detroit e il grande fornitore austro-canadese. "Continueremo a supportare Opel e GM, e speriamo che i nostri affari continuino a crescere con loro" ha detto Don Walker, co-amministratore delegato di Magna definita da John Smith "tra i migliori fornitori di GM. Ci piacciono e continuiamo ad essere uno dei loro più grandi clienti".

Davvero non sembra di essere di fronte a due parti che hanno appena rotto. Ma allora perché GM ha deciso di tenersi Opel? Semplicemente perché non desiderava trovarsi in mezzo a quella che si profilava come una disputa tra la UE e il governo tedesco e tra quest'ultimo e gli altri governi europei coinvolti. Il management americano deve poi essersi convinto che lo stesso risultato poteva essere raggiunto senza pagare un prezzo politico e, soprattutto, mettendo fuori gioco la mediazione del governo tedesco che avrebbe trasformato il salvataggio di Opel in moneta politica da spendere sia all'interno del paese sia verso la Russia per rafforzare i legami politici ed economici verso Est. E perché cercare ancora Magna-Sberbank? Per un duplice motivo: perché uno sbocco in Russia è fondamentale e perché Sberbank potrebbe essere il braccio finanziario del rilancio di Opel visto che il governo tedesco è fermamente intenzionato non solo a negare i 3,5 miliardi di euro, ma anche a esigere la restituzione dell'1,5 mld già erogati nei confronti di GM.

Senza dubbio, il fallimento dell'operazione ha fatto emergere con chiarezza che Berlino avrebbe erogato finanziamenti solo e soltanto se Detroit avesse venduto Opel al consorzio Magna-Sberbank secondo il piano debitamente "vistato" dai politici e dal sindacato tedeschi. Ora GM può raggiungere lo stesso scopo riscrivendo tutto il piano di salvataggio e costruirsi un'arma diplomatica formidabile di fronte al governo tedesco nel caso insistesse nel volere indietro l'1,5 miliardi di euro e non solo quelli. GM infatti salverebbe l'azienda tedesca Opel con gli stessi partner benvoluti da Berlino. Il governo Merkel avrebbero un bel da fare per volere indietro i loro soldi, anzi dovrebbe essere molto cauto se non vuole che Opel diventi un po' meno tedesca, a cominciare dal management dopo l'abbandono di Carl-Peter Forster. La telenovela continua...

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , General Motors


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