pubblicato il 11 luglio 2005
Studiotorino RK Spyder
vecchia scuola
Le idee sono molto chiare,con Studiotorino, Alfredo Stola, intende rinverdire i vecchi fasti dell’alta carrozzeria italiana (o più precisamente torinese), quei fasti che, tanto per capirsi, riportano alla mente immagini romantiche (in rigorosa tonalità seppia) di artigiani intenti a modellare le forme sinuose di qualche fuoriserie. Il compito appare tutt’altro che semplice in un’epoca in cui la produzione in serie ha praticamente “ucciso” ogni forma di personalizzazione proposta dal cliente. Difficile ma non impossibile. Ed ecco infatti la prima nata di Studiotorino, la RK Spider.
Manifesto dello “Stola pensiero” questa spider a due posti secchi verrà prodotta in soli 49 esemplari, naturalmente tutti personalizzati nei dettagli e nella meccanica secondo i desideri del committente.
Prima di questa serie limitata sono nati due prototipi, denominati P1/2 e P2/2 personalizzati secondo i gusti di Stola stesso e di Alois Ruf, patron dell’omonima azienda dedita all’elaborazione di modelli Porsche, nonché responsabile per la sezione motoristica del progetto RK Spider.
Da questi primi prototipi si evince ancora tutta la filosofia del progetto, sviluppato interamente attorno al pilota e al suo piacere puro per la guida sportiva ma anche incentrato sull’eleganza e sull’esclusività.
Partendo dall’abitacolo si notano immediatamente i sedili ad alto contenimento e guscio in carbonio disegnati in esclusiva da Toora e foderati in pelle speciale Poltrona Frau resistente agli agenti atmosferici (l’auto non è dotata di capote). Lo stesso materiale pregiato ricopre elegantemente anche volante, pannelli porta, tunnel centrale, parte della plancia porta strumenti e la parete che delimita il vano motore dall’abitacolo, quest’ultima rifinita con motivo a rombi e doppie cuciture in tinte contrastanti. La carrozzeria della RK Spyder, inclusi i paraurti, è stata in parte modificata e in parte costruita ex novo. Rispetto alla scocca originale della Porsche Boxster, da cui deriva, l'unico particolare rimasto tale è il parafango anteriore sinistro. I materiali utilizzati per la carrozzeria fuoriserie sono lamiere di alluminio, lamiere d'acciaio e fibre di carbonio. Una delle caratteristiche fondamentali della vettura, dovuta al particolare know-how di Alfredo Stola, è il processo di verniciatura il cui obiettivo è la ricerca dei migliori effetti dei riflessi di luce sulla carrozzeria. Il ciclo di verniciatura, della durata di dieci giorni, comincia con la rilavorazione manuale completa delle superfici con l'impiego di primers, a cui succedono cinque mani di verniciatura a 80° con prodotti PPG car refinishing a intensa profondità.
Tre veri gioielli presenti su questa vettura sono il supporto/guscio del terzo stop, il tappo carburante e i terminali di scarico, tutti realizzati su disegno esclusivo, fresati da fucinato in alluminio e rifiniti a mano. Altro punto di forza della RK Spider sono i cerchi in lega disegnati e costruiti dalla TOORA, pensati esclusivamente per questo progetto, sono in alluminio forgiato, scomposto in tre pezzi, a cinque razze, su cui calzano pneumatici Fulda della serie Carat Exelero ma espressamente progettati e prodotti per Studiotorino. Completa il quadro l’impianto frenante Brembo composto da pinze in alluminio e dischi traforati in ghisa.
Per quanto riguarda il “cuore” della RK Spyder, il cliente potrà scegliere fra tre versioni del 6 cilindri 24v di 3,8 litri elaborato da RUF che equipaggia la vettura: un aspirato e due sovralimentati, il primo tramite compressore volumetrico ed il secondo dotato di turbocompressore.
Il primo prototipo P1/2 monta la versione con compressore volumetrico e scambiatore di calore raffreddato ad acqua per una potenza di 420 cv a 7000 g/m ed una coppia massima di 450Nm a 5500 g/m. In questa configurazione la RK Spyder accelera da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi, ferma il cronometro nello 0-200 km/h a soli 13,8 secondi ed è in grado di raggiungere i 285 km/h di velocità massima.
Autore: Luca Dieni
Tag: Prototipi e Concept , Porsche
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