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pubblicato il 5 novembre 2009

Chrysler Group LLC 2010-2014 Business Plan

La cura di Marchionne per Chrysler, Dodge, Jeep e RAM

Chrysler Group LLC 2010-2014 Business Plan
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La Chrylser come la Fiat. Il piano di rilancio del Gruppo americano che Sergio Marchionne ha presentato ad Auburn Hills (USA) è "un nuovo inizio per Chrysler", ma rispecchia in molti punti quello annunciato per la Casa automobilistica italiana tre anni fa al Lingotto di Torino. Anche la modalità di presentazione è stata simile con 24 manager scelti per rilanciare il gruppo automobilistico che si sono alternati sul palco per i discorsi.

La presentazione del Chrysler Group LLC 2010-2014 Business Plan è durata otto ore ed è stata trasmessa in diretta web davanti ad una platea di oltre 400 persone fra analisti, giornalisti, sindacalisti e politici. L'amministratore delegato ha esordito con una buona notizia: Chrysler "ha già smesso di perdere soldi" con 200 milioni di dollari di margine lordo nel terzo trimestre, utile operativo a settembre e 5,7 miliardi di dollari in cassa a fine mese. Poi, è stata la volta delle previsioni di vendita e della strategia produttiva, in cui è previsto un sostanziale contributo di Fiat.

Entro il 2014, l'offerta Chrysler si baserà su 7 piattaforme (rispetto alle attuali 11), di cui 3 verranno dalla Fiat, ovvero dalla Panda/500, dalla Punto e dalla cosiddetta C-Evo (Bravo e futura Alfa Milano). Il debutto di questi modelli avverrà nel 2012 e con marchio Dodge, perciò, nel frattempo, ci sarà un rinnovo accelerato delle gamme esistenti. "Il futuro di Fiat Auto e di Chrysler è ora inestricabilmente legato", ha ribadito Marchionne alla fine della presentazione. Ecco in che modo:

CHRYSLER
"Il futuro appartiene a chi crede nella bellezza dei propri sogni" aveva detto Eleanor Roosvelt, moglie di Franklin Delano, e Olivier Francois, l'uomo di fiducia di Marchionne e responsabile di Chrysler, ha scelto questa frase per introdurre il piano di rilancio del marchio americano. In programma c'è l'ampliamento dei modelli in gamma, con una rivisitazione del design e dell'identità del brand (anche con l'arrivo di un nuovo logo). Si comincia nel primo quadrimestre 2010 con la 300C Sport Edition, rivolta ai giovani, la Town & Country (Voyager in Europa) Fashion Edition, riservata alle famiglie, la PT Cruiser Final Edition e la Sebring Ocean Edition, per chi ama viaggiare. Nell'ultimo quadrimestre dello stesso anno, sia la Sebring e che la Town & Country verranno sottoposte ad un restyling e poi nel 2012 sarà la volta della prima Chrysler su base Fiat: una Compact Sedan (segmento C). L'anno successivo arriveranno altri tre modelli su base italiana, due segmento D ed una segmento B, e poi nel 2014 arriverà il nuovo Voyager. Da non trascurare è poi la progressiva integrazione tra i due marchi, Chrysler e Lancia. "Entrambi soffrono di gamme prodotto incomplete", ha detto Marchionne, aggiungendo che "possono completarsi a vicenda".

DODGE
La parola su Dodge è stata affidata al capo Design Ralph Gilles ("il genietto", come lo chiamano nell'ambiente per aver disegnato i modelli di maggiore successo). La nuova filosofia del marchio è quella di dotare le proprie auto di "un'anima". "Ogni vettura avrà la sua personalità", ha detto Gilles, promettendo molta tecnologia di bordo. Il ruolo di Fiat nel caso di Dodge sarà triplice. La casa torinese fornirà le basi per una berlina di segmento C (2012), una due volumi di segmento B (2013) ed un'auto del segmento D (che sostituirà l'Avenger). La Caliber, invece, come forse la Nitro, uscirà di produzione nel 2012, lo stesso anno in cui la Viper (che sarà prodotta in 500 esemplari fino a giugno 2010) cederà il testimone ad un'erede realizzata in collaborazione con Fiat.

JEEP
Per Jeep Compass e Patriot è arrivato il momento della pensione. I due sport utility americani verranno rimpiazzati da un modello unico che si baserà su una piattaforma Fiat di segmento C e che debutterà nel 2013. Per quello stesso anno è stato previsto anche il debutto di un inedito crossover che, con le sue dimensioni compatte, farà entrare Jeep nel segmento B.

RAM
Il neonato marchio RAM è senza dubbio quello che all'interno del Gruppo Chrysler subirà meno l'influsso Fiat. "Il Texas sta ai nostri veicoli come i nostri veicoli stanno al Texas", ha detto l'amministratore delegato Fred Diaz, ma il Lingotto contribuirà comunque al suo sviluppo fornendo la base per un Large Commercial Van che arriverà nel 2012, mentre uno Small Commercial Van deriverà probabilmente del Doblò prodotto in Brasile. Inoltre la collaborazione con il nuovo marchio americano potrebbe essere l'occasione per Iveco di sbarcare negli USA, come conferma Paolo Monferino, AD dell'azienda italiana. Sembra invece congelato, almeno per ora, il progetto di riportare in America l'Alfa Romeo: "Tocca a Chrysler decidere - ha detto Marchionne - e finché Alfa non li avrà convinti di poter competere contro i tedeschi, non se ne farà nulla".

I MOTORI
La necessità di ottimizzare l'efficienza delle motorizzazioni del gruppo è stata sottolineata da Paolo E. Ferrero, vice presidente senior di Chrysler Powertrain. Per questo ci sarà uno sfruttamento sinergico delle unità già presenti in Fiat e in Chrysler e la condivisione di piattaforme e know-how passerà anche attraverso la capitalizzazione di tecnologie moderne, ma consolidate come il Multijet o giovani come il MultiAir. Per i motori di piccola e media cilindrata, benzina e diesel, si utilizzeranno i citati propulsori Fiat, mentre per le grandi cubature, gli elettrici e gli ibridi la scelta cadrà sui motori Chrysler. La dimostrata efficienza dei piccoli motori Fiat servirà a ridurre il livello di emissioni dell'intera gamma, in abbinamento al dispositivo start/stop e all'arrivo di nuove versioni flexi-fuel e del cambio automatico a doppia frizione. La nuova famiglia di motori V6 Pentastar andrà entro breve a sostituire gli altri 6 cilindri della gamma Chrysler. La nuova gestione vuole dimostrare che il motto "there's no replacement for displacement", quello che mette la cilindrata al primo posto fra le esigenze degli automobilisti USA, è una leggenda da sfatare, confutata anche dalle prestazioni del nuovo V6 Pentastar Turbo. Anche i motori a gasolio dovranno avere una quota più importante nelle vendite Chrysler, sempre più puliti e sempre più economici.

BILANCIO E VENDITE
Il mercato sarà in grado di verificare i progressi della nuova Chrysler a partire dalla primavera prossima perché il Gruppo, pur non essendo quotato, renderà noti i risultati trimestrali a partire dall'ultimo trimestre 2009. A dirlo è stato il presidente Robert Kidder che ha ricordato come la sfida dei prossimi anni resta comunque "monumentale" a causa "della difficile situazione economica e del sottoinvestimento degli anni precedenti". In base alle previsioni, le vendite a livello mondiale dovranno più che raddoppiare nel 2014 a 2,8 milioni dagli 1,3 previsti per quest'anno. Quanto ai singoli marchi, Chrysler punta ad aumentare le consegne sul mercato americano fino a 487mila nel 2014 rispetto alle meno di 200 mila previste per quest'anno (ma erano oltre 500mila nel 2007), Jeep di passare a 800mila unità vendute nel 2014 dalle 500mila del 2008 e RAM a toccare le 420 mila unità da 280 mila.

Il "Chrysler Group LLC 2010-2014 Business Plan" per argomenti:
Opening Remarks;
Dodge Brand;
Product Development;
Powertrain;
RAM Trucks;
Jeep Brand;
World Class Manufacturing;
Purchasing;
U.S. Network Development;
Chrysler Canada;
Chrysler Mexico;
International;
Mopar Overview;
Chrysler Brand;
Product Plan;
Financial Review;

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Tag: Mercato , Chrysler


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