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pubblicato il 4 novembre 2009

GM non vende più Opel: le prime reazioni

Detroit si scusa, Berlino si infuria e i sindacati si mobilitano

GM non vende più Opel: le prime reazioni

Non vendere più Opel costerà a GM 4,5 milioni di dollari e l'impegno di rispondere alle reazioni internazionali. Tutto infatti sembrava ormai pronto per la cessione della controllata europea alla Magna-Sberbank, ma il consiglio di amministrazione del colosso americano ha preferito ripensarci, porgendo le sue scuse per la durata con cui si è giunti alla decisione.
La notizia, comunicata alla cancelliera Angela Merkel proprio mentre incontrava Barack Obama, ha subito suscitato il rammarico del governo tedesco, che ora chiede la restituzione del prestito da 1,5 miliardi di dollari ricevuto per concludere l'accordo con Magna, ed una serie di altre reazioni poco lusinghiere. Dai sindacati ai governi, passando per gli auguri dell'Unione Europea, in molti hanno commentato la vicenda GM-Opel.

MAGNA: NESSUNA SORPRESA, RESTEREMO "AMICI"
Poche parole, ma senza rancore. La Magna, che si è detta affatto sorpresa dell'epilogo, sembra aver accettato di buon grado la decisione di Detroit. "Continueremo a sostenere Opel e GM nelle sfide future", ha detto Siegfried Wolf, co-Ceo di Magna, che è perfino arrivato ad ammettere di comprendere "la conclusione del Consiglio" perché era "nel migliore interesse di GM mantenere Opel". Un'affermazione stringata a cui è seguito il silenzio, in quanto, come si apprende da fonti vicine alla vicenda, alla Magna si rifiutano di lasciare ulteriori dichiarazioni.

MOSCA: PRIORITA' ALLA NOSTRA INDUSTRIA
Il governo di Mosca ha commentato con grande sorpresa la decisione della General Motors di mantenere il controllo della Opel. Il portavoce del premier russo, Dmitry Peskov, ha detto che la decisione della casa automobilistica americana ha lasciato "allibiti in Russia e in particolare il governo". Nelle settimane scorse, infatti, Putin si era più volte espresso a favore dell'accordo tra la GM e il consorzio austro-canadese, cui si era aggiunta la russa Sberbank. Nel comunicato GM, tuttavia, Fritz Henderson ha sembrato voler rassicurare Mosca annunciando che GM spera di realizzare una presenza significativa in Russia riprendendo "direttamente la collaborazione con GAZ per contribuire alla modernizzazione delle attività del costruttore russo", ma le sue parole sembrano non aver avuto molto peso. Il vicepremier Aleksandr Zhukov ha detto: "Noi abbiamo talmente tanti problemi con la nostra industria dell'auto che ora la nostra priorità principale è il sostegno al comparto automobilistico nazionale".

L'IRA DI BERLINO: ORA RIDATECI I NOSTRI SOLDI
La replica del governo tedesco alla decisione di GM di tenersi la Opel è stata secca: Berlino ha investito un sostanziale capitale nel sostenere la vendita della quota maggioritaria a Magna al partner russo Sberbank e per questo si aspetta da GM il rimborso puntuale alla scadenza del 20 novembre dei prestiti d'emergenza concessi da maggio per evitare il suo collasso. GM ammette che non sono chiare le modalità e i tempi del pagamento, ma il Der Spiegel nella sua edizione online riporta che il colosso americano dovrebbe riuscire a far fronte alla restituzione e che il numero uno di GM, Fritz Henderson, avrebbe già scritto ieri sera al ministro dell'Economia tedesco per rassicurarlo.
Intanto il portavoce del governo di Berlino, Ulrich Wilhelm, ha detto di piter "immaginare che nel giro dei prossimi giorni ci sarà un altro contatto tra la cancelliera Angela Merkel e il presidente degli Stati Uniti Barack Obama" sul caso Opel, anche se la decisione annunciata da Detroit e definita "inaccettabile" da Berlino è "definitiva".

SINDACATI: I TEDESCHI SI MOBILITANO, GLI INGLESI ESULTANO, GLI SPAGNOLI COLLABORANO
Le critiche più pesanti alla decisione di GM arrivano dai dipendenti e dai sindacati in Germania, già pronti alla mobilitazione. La Ig Metall, il sindacato dei metallurgici, ha annunciato che da domani inizieranno scioperi di avvertimento nei quattro impianti tedeschi di Opel che danno lavoro a 25mila persone. Inoltre il sindacato "non parteciperà attivamente al ritorno di Opel entro il perimetro di GM, ma svolgerà esclusivamente la funzione tradizionale di tutela dei dipendenti" e, per questo, chiederà immediatamente gli adeguamenti tariffari e il pagamento delle tredicesime che erano stati oggetto di un accordo per favorire il passaggio a Magna. Preoccupazione arriva anche da parte di Roland Koch, braccio destro di Angela Merkel che considera negativa l'esperienza con la politica corporate di GM degli ultimi anni e si definisce "particolarmente preoccupato per il futuro di Opel e dei lavoratori".
All'opposto è invece la reazione del sindacato inglese United. Il suo leader, Tony Woodley, ha detto: "Sono assolutamente soddisfatto di questa notizia, è un'ottima decisione per il Regno Unito ed è giusto che GM non scorpori la propria famiglia e mantenga il controllo di Vauxhall". Il ministro per le Attività produttive britannico, Peter Mandelson, ha dichiarato che cercherà di avere colloqui con GM in merito ai suoi programmi per Opel, e che il governo cercherà "una soluzione sostenibile".
Anche Madrid è disposta a collaborare. Il ministro spagnolo dell'Industria, Miguel Sebastian ha espresso la "sorpresa" dell'esecutivo, ma ha aggiunto che è pronto "a dialogare con General Motors", aggiungendo che l'accordo già raggiunto tra i sindacati e il gruppo deve servire da base per i negoziati.

GLI AUGURI DELL'UNIONE EUROPEA:
La Commissione europea dal suo canto prende atto della decisione della casa automobilistica americana limitandosi ad auspicare che il piano di GM abbia "basi economiche solide" al fine di "assicurare la sostenibilità a lungo termine di Opel e dei posti di lavoro durevoli per i lavoratori di Opel", ha dichiarato l'esecutivo comunitario in un comunicato letto dal portavoce per la Concorrenza, Jonathan Todd. La Commissione "verificherà che il sostegno finanziario dei governi degli Stati membri nei confronti del nuovo piano di ristrutturazione di GM sia interamente compatibile con le regole europee sugli aiuti di Stato e con le regole del Mercato interno".

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Tag: Mercato , General Motors


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