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pubblicato il 4 novembre 2009

GM: Opel non è più in vendita

Pronto il piano di rilancio. Ma per Berlino è un dietrofront "inaccettabile"

GM: Opel non è più in vendita

Il futuro di Opel è ancora a Detroit. Ieri il consiglio di amministrazione della General Motors si è riunito ed ha deciso di cancellare gli accordi preliminari per la cessione della controllata europea alla cordata russo-canadese Magna-Sberbank. Un colpo di spugna che spazza via mesi di trattative, ma che non stupisce perché, anche se fino a ieri il via libera all'operazione era stato dato per probabile, il possibile dietrofront di GM era stato annunciato più volte. Già ad agosto il Wall Street Journal ne aveva parlato anticipando i lavori di un piano di ristrutturazione da 4,5 miliardi di dollari (3 miliardi di euro circa al cambio attuale) e in ottobre il Der Spiegel riportava che la decisione di tenersi Opel era già stata presa.

E' quindi la cronaca di una mossa anninciata e perfino confermata nelle cifre: per "salvare" Opel la General Motors investirà proprio 4,5 miliardi di dollari. Lo si legge nella nota ufficiale in cui il Costruttore americano spiega che presto "presenterà il piano al Governo tedesco e a quelli degli altri Paesi", sperando "in un atteggiamento favorevole". Ma lo smacco per Berlino è forte. La cancelliera Angela Merkel, che avrebbe voluto portare ad esempio il salvataggio di Opel alle elezioni, già aveva parlato di rinvio "deplorevole" mentre GM prendeva tempo e adesso il ministro dell'Economia, Rainer Bruederle, ha detto che "si tratta di un comportamento inaccettabile".

Fritz Henderson, numero uno del Colosso americano che ha venduto Hummer ai cinesi della Sichuan, Saturn alla Penske Automotive e sta ancora trattando la cessione di Saab alla Koenigsegg, spiega invece che la decisione è "l'approccio più stabile e meno costoso per assicurare il futuro di lungo termine di Opel e Vauxhall". In pratica, con il miglioramento dello stato di salute di GM e dei mercati automobilistici in Europa e in America (grazie agli incentivi statali), vendere Opel non conviene più, anche se la strada è tutta in salita. Il primo ostacolo da superare sono proprio i soldi: GM è appena uscita dall'amministrazione controllata e le sue casse poggiano sui finanziamenti di Washington, che ne è diventata azionista di maggioranza. Da sola dunque non ce la può fare ed ha bisogno dell'appoggio europeo.

Un portavoce ha detto infatti che il piano prevede di "ottenere il grosso dei finanziamenti tramite garanzie europee su prestiti", ovvero dai vari Governi, principalmente quelli di Germania, Gran Bretagna e Spagna. E qui c'è l'ostacolo "Unione Europea". Bruxelles aveva già messo in guardia Berlino contro gli aiuti finanziari promessi alla Opel (4,5 miliardi di euro complessivi), perché considerati "aiuti di stato", ed aveva chiesto a Detroit una conferma scritta che la decisione ha seguito criteri di mercato. E poi c'è l'ostacolo "sindacati". Dopo molte battaglie, proprio ieri i rappresentanti di Opel si erano finalmente impegnati con Magna ad accettare misure di risparmio per 265 milioni di euro l'anno. Una decisione che però non vale "nel caso in cui GM rimanga alla guida di Opel".

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Tag: Mercato , General Motors


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