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pubblicato il 15 novembre 2009

Italiani: un popolo "focoso" al volante

Tra liti e infrazioni, quando c'è l'incidente si fa da se. Ma conviene?

Italiani: un popolo "focoso" al volante

Non rispettano i limiti di velocità, parlano al cellulare mentre guidano e non mantengono la distanza di sicurezza. E se capita un incidente molti pagano di tasca propria, anche se spesso non conviene. Gli automobilisti italiani sono più indisciplinati di quanto pensano e ben il 63% delle infrazioni commesse non viene sanzionato. La fotografia scattata dall'indagine di TNS Italia per conto di Assicurazione.it non lascia dubbi e descrive gli italiani alla guida come "un popolo focoso" che spesso è alle prese con liti e discussioni nel traffico cittadino, infrazioni e multe, come ha detto Stefano Carlin, Direttore Business di TNS Italia.

Tra le emozioni più intense al volante c'è la rabbia per un comportamento scorretto tenuto dagli altri. L'indagine ha messo in luce che ad accendere l'ira è, nel 59% dei casi, l'esecuzione di manovre pericolose, nel 52% sono le mancate precedenze e, nel 41%, il fatto che un altro mezzo ostruisca la carreggiata. I rumori, invece, non sembrano importanti e l'uso eccessivo del clacson occupa l'ultimo posto nella classifica (18%). Tra le infrazioni più comuni invece c'è il non rispetto dei limiti di velocità (56%) e a correre di più sono gli uomini (61%vs 49% delle donne). Al secondo posto c'è parlare al cellulare mentre si guida (52%) e nella fascia d'età 18-34 anni il dato sale al 58%. Inoltre, il 35% degli intervistati non mantiene la distanza di sicurezza e quasi un terzo degli italiani al volante (31%) passa con il rosso o non allaccia le cinture. E se può non sorprendere che al sud, quasi un guidatore su 2 non usi le cinture (46%), può far sorridere che, a livello nazionale, i più restii ad allacciarle siano i patentati che hanno già compiuto i 55 anni (37% rispetto al 26% dei 18-34enni, ad esempio).

Ed ecco che, secondo la ricerca, nell'ultimo anno il 66% degli italiani è stato coinvolto in un incidente stradale. Nel 74% delle circostanze si ricorre alla constatazione amichevole, ma ben oltre 1.500.000 italiani hanno preferito pagare di tasca propria l'altro conducente piuttosto che rivolgersi alla compagnia assicurativa. Uno sbaglio, secondo il portale assicurativo , perché in media la loro spesa è stata di 237 euro, quasi il doppio di quanto sarebbe aumentato il premio cambiando classe di merito. A pagare di tasca propria sono stati soprattutto i giovani (19%vs 9% delle altre fasce d'età), mentre, se si guarda al genere, sono state le donne le più inclini a risolvere la questione dell'incidente indennizzando l'altro conducente. Attenzione però a dare da soli, perché "la logica a breve termine non paga alla lunga", come ha detto il Prof. Gianluca Castelnuovo, docente di Psicologia all'Università Cattolica di Milano. Essa "risulta la più accattivante da seguire nei contesti dove le emozioni hanno preso il sopravvento sulla razionalità", ma "togliersi immediatamente un peso dalla coscienza (saldo subito il conto senza coinvolgere le assicurazioni) produce poi un peso a lungo termine (se avessi ascoltato, chiamato, seguito la mia assicurazione, avrei risparmiato)".

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