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Come nasceva una cabrio

Molto prima di firme come Armani, Valentino o Versace, a esportare la bellezza Made in Italy nel mondo c'erano i Carrozzieri, quelli con la C maiuscola. Veri artisti della lamiera, alcuni dei quali hanno visto il loro marchio riconosciuto e ammirato a livello globale: tra loro c'è senza dubbio Pininfarina, forse il più grande nome del design automobilistico italiano. Fu esattamente trent’anni fa, nel 1986, che Peugeot chiese all’atelier torinese di scoprire uno dei suoi modelli di maggior successo: nacque così la Peugeot 205 Cabrio.

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Un connubio che viene da lontano

Quella tra Torino e Sochaux è una relazione che ha radici lontane: è il 1951 quando per la prima volta Peugeot decide di affidare a Pininfarina il disegno della nuova berlina 403, poi lanciata nel 1955 e venduta in oltre un milione di esemplari. Da allora sono stati tanti i modelli con il Leone sul cofano e la "F" coronata sulla fiancata, ma in questo susseguirsi di creazioni la Peugeot 205 - nome in codice “progetto M24” - segnò un passaggio fondamentale, perché fu la prima Peugeot a essere sviluppata al computer con la tecnologia CAD (Computer-Aided Design).

La Peugeot 205 Cabrio

La Peugeot 205 Cabrio fu presentata al 56° Salone di Ginevra: erano passati tre anni dal debutto della 205 berlina, datato 1983, e il modello nel frattempo stava riscuotendo un grande successo commerciale, soprattutto tra i giovani e le donne, che ne apprezzavano la natura dinamica e allo stesso tempo semplice e pratica.

Gli Ottanta furono anni di cambiamento nel design automobilistico, in cui le forme squadrate del decennio precedente lasciarono progressivamente spazio alle rotondità dei Novanta: un passaggio ben visibile nelle linee - spigolose davanti e più morbide dietro - della Peugeot 205, che furono realizzate dal Centro Stile Peugeot con la consulenza proprio di Pininfarina.

Made in Grugliasco (e Mulhouse)

Pininfarina non si occupò solo di disegnarla, la Peugeot 205 Cabrio, ma anche di costruirla. I particolari comuni alla berlina, di provenienza Peugeot, venivano assemblati nello stabilimento di Grugliasco, vicino a Torino, con quelli specifici prodotti da Pininfarina. Lì le scocche venivano saldate, verniciate e poi completate con tutti i particolari specifici come capote, tappeti e impianto elettrico. Le carrozzerie finite, poi, tornavano in Francia, dove nello stabilimento Peugeot di Mulhouse venivano montate le parti meccaniche.

Così lontana, così vicina

Con la Cabrio, alle leggendarie vittorie della Peugeot 205 T16 EVO nel Gruppo B del mondiale di rally e all’eccezionale dinamica di guida della GTI, Pininfarina seppe aggiungere un tocco d'inconfondibile stile italiano. Un tocco che evidentemente piacque molto e decretò il successo di questa piccola scoperta: su oltre 5 milioni di Peugeot 205 costruite, infatti, circa 70mila furono Cabrio. Non poche per un’auto così.

La Peugeot 205 Cabrio è il simbolo di un’epoca vicina a noi, ma che non esiste più, un tempo In cui le produzioni di piccoli volumi erano ancora possibili e venivano realizzate dai Carrozzieri: quegli stessi pionieri che tra le due guerre mondiali contribuirono a costruire il mito dell’auto, della sua velocità e della sua bellezza.


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